Economia
MERCATI
Borsa, Piazza Affari chiude in rosso: -1,54%
Tensioni sugli spread: 490 punti. Pesa anche il Pil Usa: +2%.
Btp sulla graticola e Borse ancora più giù, con Piazza Affari, martedì 22 novembre, a guidare i cali in Europa con una perdita dell'1,54%, tra i timori crescenti che la crisi del debito possa entrare in una nuova fase più acuta (guarda l'andamento dei mercati). Non si è salvato nessuno, Madrid è andata giù dell'1,45%, Francoforte dell'1,22% e in media tutti i listini del Vecchio Continente hanno perso l'1%.
Un'asta per quasi 3 miliardi di titoli di Stato spagnoli, il primo test sul mercato del nuovo premier Mariano Rajoy, ha tra l'altro visto quasi raddoppiati i rendimenti sulla scadenza trimestrale riconosciuti dal Tesoro di Madrid.
BTP VALUTATI AL 7%. A quel punto i rendimenti a due anni sul secondario sono volati un po' ovunque, portandosi in Spagna ai massimi dal 2003. I rendimenti dei nostri Btp a due anni sono volati al 7%, superando perfino quelli del decennale (6,93%).
Intanto gli spread dei Btp con il bund a 10 anni hanno viaggiato di nuovo sopra i 490 punti. Hanno sfondato i rendimenti del 5% anche i titoli decennali del Belgio (leggi le dimissioni del leader socialista di Elio di Rupo), innescando nuove apprensioni su un possibile contagio ulteriore della crisi del debito.
Usa: Pil terzo trimestre al +2%
In questo clima già cupo, nel primo pomeriggio il Dipartimento del commercio Usa ha rivisto al ribasso una precedente stima sul Pil del Paese nel terzo trimestre, portandola dal 2,5 al 2%, e una nuova ondata di vendite si è riversata sui mercati mandando in fumo ogni tentativo di recupero dopo il tonfo di lunedì 21.
Le vendite si sono concentrate un po' ovunque sulle banche, visto il peso dei titoli di Stato che hanno in pancia. Il comparto ha registrato però un nuovo scossone, con un tonfo del 15% di Commerzbank, sui timori che all'istituto tedesco serviranno più capitali di quanto previsto (le indiscrezioni di stampa dicono 5 miliardi, rispetto ai 2,9 miliardi stimati inizialmente) se la prossima settimana (28 novembre - 4 dicembre) l'Eba dovesse rendere più stringenti i parametri patrimoniali richiesti.
MALE FIAT: -2,95%. Le nuove incertezze sul Belgio hanno spinto al ribasso Dexia, in calo dell'8,1%. Ma tra i grandi gruppi europei non ce n'è per nessuno, e i timori sull'andamento delle vendite dei telefonini ha spinto Nokia in calo dell'8,8%. A Milano ha rialzato la testa solo la Bpm (+9,97%), ma erano ormai sei sedute che il titolo andava in caduta libera. Il Banco Popolare ha lasciato il 5,87%, Unicredit ha frenato del 4,17% e Intesa Sanpaolo del 2,43%. Fiat è andata giù del 2,95%.
Mercoledì, 23 Novembre 2011

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




3 foto


