Economia
L'INCHIESTA
Crac Parmalat: al via il processo d'Appello
In aula pochi imputati. Assente Callisto Tanzi, ancora in carcere.
Ha preso il via nella mattina del 12 dicembre davanti alla terza
sezione della corte d'Appello di Bologna il processo di
secondo grado nei confronti di 15 imputati già condannati a
Parma per il crac della Parmalat, definito dall'accusa del
primo processo «la più grande fabbrica di debiti del
capitalismo europeo».
In aula erano presenti solo pochi imputati tra cui Domenico
Barilli, ex direttore marketing della multinazionale di
Collecchio, e Luciano Silingardi, commercialista amico di Calisto
Tanzi.
TANZI ANCORA IN CARCERE. Non c'era l'ex
patron della Parmalat. Tanzi è attualmente detenuto su richiesta
dei pm milanesi che hanno sostenuto l'accusa nel processo per
i reati di borsa commessi dal Gruppo di Collecchio. Ma, secondo i
difensori, Tanzi sta male. «È in condizioni di salute piuttosto
precarie», ha detto l'avvocato Filippo Sgubbi, «tanto è
vero che abbiamo disposto una consulenza medica collegiale che
verrà espletata la prossima settimana per valutare con
compiutezza le sue condizioni di salute. Questo al fine di
ripresentare un'istanza al tribunale di sorveglianza per
porre fine ad una situazione profondamente ingiusta. Quella di
una persona di oltre 70 anni che è in carcere, e che a nostro
giudizio, in base alla legge, non dovrebbe starci, ma stare agli
arresti domiciliari».
Pur di fronte «alle obiettive difficoltà del tribunale di
sorveglianza», ha aggiunto Sgubbi, «per ragioni di
organizzazione interna, ci auguriamo che la questione possa
essere risolta in tempi brevi».
IL GIALLO SUL TESORO DI CALLISTO. Nei giorni
scorsi erano circolate notizie relative all'intenzione della
procura di Milano di aprire un fascicolo sul viaggio in Ecuador
di Tanzi nel 2003, in relazione al "tesoro" del
patron che non è stato trovato. «Bisogna porsi il problema»,
ha detto Giampiero Biancolella, altro difensore di Tanzi, «di
come sia possibile che, quasi come un congegno ad orologeria,
appena viene trattata una situazione importante come è
l'appello, escano delle notizie a mio giudizio fantasiose,
per non dire infondate, sul tesoro, notizie tese a screditare
quanto Tanzi ha detto anche in relazione a soggetti terzi
appartenenti al ceto bancario per i quali, pur rispettando la
presunzione di innocenza, sono state pronunciate sentenze di
condanna. D'altronde Tanzi ha spiegato 8.300 volte i motivi
del suo viaggio in Ecuador, che non aveva nulla a che vedere con
motivi finanziari».
Lunedì, 12 Dicembre 2011
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Crac Parmalat: come andrà a finire?
Voglio proprio vedere come andrà a finire!!! ora non ve lo dico!
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