Economia
FINANZA
Borsa, rally di Fonsai e Unipol oltre il 30%
Piazza Affari timida: -0,30%. Spread Btp-Bund a 373 punti base.
È stata una seduta all'insegna della cautela quella del 6 febbraio per tutti i mercati europei, frenati dai timori sul possibile default della Grecia. In Piazza Affari, l'Ftse Mib ha chiuso in leggero calo, al -0,30% in linea con gli altri listini del Vecchio continente. Parigi ha perso lo 0,66%, Francoforte ha terminato quasi in parità (-0,03%), poco peggio ha fatto Londra (-0,15%). Positiva, malgrado tutto, Atene (+3%). Lo spread Btp-Bund ha chiuso a 373 punti base, in calo rispetto ai 377 punti di venerdì 3 febbraio, con un rendimento del decennale sceso a 5,62%.
VOLANO FONSAI E UNIPOL. In una giornata così anonima, ha fatto sicuramente scalpore il rally di Fonsai e Unipol, schizzate rispettivamente a +31,32% e +30,33% insieme a Permafin (+24,06%). Forte, ma meno evidente, il rialzo della Milano (+5,8%). Il via al consorzio di garanzia per gli aumenti di capitale non è bastato a spiegare, secondo gli operatori, l'interesse sui titoli rimasti a lungo sospesi al rialzo: tornano così a essere citate, accanto a motivazioni tecniche, ipotesi di mani forti in acquisto.
RIACQUISTO BOND PREMIA BANCO POPOLARE. Il buyback su propri bond annunciato dal Banco Popolare ha spinto il titolo (+3,11%). Non ha invece beneficiato di un'operazione simile, che consente di migliorare il Core tier 1, Intesa Sanpaolo (-2,37%) che l'ha comunicata in chiusura di seduta. A mercati chiusi poi è arrivato il taglio del rating di Fitch a cinque banche italiane (Mps, Banco Popolare, Ubi, Intesa Sanpaolo e Iccrea) confermando invece quello A- di Unicredit.
S&P PESA SU FIAT. Il creditwatch con implicazioni negative di Standard& Poor's su Fiat ha pesato sul titolo del Lingotto, in perdita del 2,06%. Ha fatto peggio Industrial (-2,82%), meglio invece Exor (-1,33%). Fanalino di coda è però Buzzi (-5,14%), seguito da Autogrill (-4,46%).
Tra le valute, in attesa degli sviluppi della questione greca, l'euro ha annullato le perdite con il cambio sul dollaro risalito a 1,3120 dopo un minimo sfiorato la mattina del 6 febbraio a 1,3028.
Il Vecchio Continente resta al palo per colpa della Grecia
La paura per la Grecia ha frenato i mercati finanziari. In mancanza di dati macroeconomici, a dominare la seduta, alla riapertura della settimana dopo un weekend che gli investitori speravano risolutivo per Atene, lo spettro del default è tornato a pesare sulla zona euro.
E ha frenato i listini anche al di là dell'Oceano con Wall Street in standby, come del resto le borse del Vecchio Continente, in attesa di conoscere, dopo l'ennesimo rinvio, l'esito delle trattative col governo greco.
GIÙ L'EUROPA. Milano ha perso lo 0,30%, Parigi lo 0,66%, Francoforte ha terminato quasi in parità (-0,03%), poco peggio ha fatto Londra (-0,15%). Positiva, malgrado tutto, Atene (+3%). A mercati chiusi poi è arrivato il taglio del rating di Ficth a cinque banche italiane (Mps, Banco Popolare, Ubi, Intesa Sanpaolo e Iccrea) confermando invece quello A- di Unicredit.
Nei confronti della Grecia è stato lanciato un vero e proprio ultimatum dal cancelliere tedesco Angela Merkel che incontrando a Parigi il presidente francese Nicolas Sarkozy ha detto che il tempo sta per scadere.
Lunedì, 06 Febbraio 2012

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




