Banche in crisi: spot e realtà a confronto

Promesse di prestiti a condizioni improbabili. Annunci di stabilità. Ottimismo. Da Etruria a BpVi: ecco cosa dicevano le pubblicità. E cosa dicono ora i conti.

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28 Gennaio 2016

Il più famoso è quel «la mia banca è differente» con cui il credito cooperativo rivendicava la sua 'diversità'.
Ma fortunatamente per i banchieri non tutti gli spot sono stati rimasti impressi nella memoria come quello o quello girato ancora prima da Federico Fellini per la Banca di Roma.
Era il 1993: due minuti e dodici secondi passati agli annali per una languida e sconosciuta Anna Falchi a cavalcioni su un albero. Non certo per Paolo Villaggio, costretto a dormire in una filiale dell’ex gruppo guidato da Cesare Geronzi «per avere notti serene».
Eppure l’immagine era inquietante e premonitrice, pensando a quello che sarebbe successo 15 anni dopo in tutto il mondo.
Dopo allora il nulla, se non parole su prestiti a condizioni improbabili, promesse di attenzione al cliente e tanti annunci su stabilità e sicurezza per i propri investimenti.
Anche da parte di quelle banche che sarebbero finite di lì a poco a gambe all’aria.

Banca 121: «Se investi con noi non sei abituato a perdere»

In quest’ottica, e tra le poche eccezioni che sarebbero piaciute a Fellini, va sicuramente segnalata la defunta Banca 121, ex Banca del Salento che Vincenzo De Bustis traghettò in Mps e trasformò nella prima banca telefonica del Paese (internet appariva un vezzo per pochi).
Prima ancora che si venisse a sapere delle truffe legate ai prodotti finanziari denominati 'My Way' e 'For You' (venduti come piani di accumulo di capitale a basso rischio e con prospettive di guadagno illimitate, quando erano soltanto contratti di investimento ad alto rischio), l’istituto lanciò uno spot che preconizzava il futuro.
Protagonista era una giovane manager che prendeva a testate uno specchio e distruggeva un bagno, perché – come recitava il claim – «se tu investi con Banca 121 non sei abituato a perdere».
Chissà quanti correntisti, per il motivo opposto, si sfogarono nello stesso modo…

 

 

Perdite nel 2003, prima di cambiare nome: 60 milioni di euro.

Banca Etruria: «Mettiamo in campo le nostre eccellenze»

La stessa leggerezza nel piazzare a ignari clienti prodotti rischiosi, come i bond subordinati, ritorna nel crac di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti avvenuto a fine anno.
Al riguardo ha sempre offerto piccole perle il marketing dell’istituto aretino, che sta imbarazzando non poco il governo Renzi.
Nello spot ecco una serie di bambini giocare a pallone nelle strade del piccolo toscano, mentre una voce femminile promette: «Mettiamo in campo le nostre eccellenze per realizzare un modello che interpreti le nuove idee di famiglie e imprese».
Chissà cosa ne pensano a Chiusi, paesino dove il 70% delle famiglie si è ritrovato sottoscrittore di subordinati.

 

 

Tre miliardi di crediti deteriorati.

 

Ad Arezzo le famiglie venivano truffate spesso dopo aver ottenuto un prestito per comprare casa.
Il direttore di una filiale di Banca Etruria ha svelato a Repubblica che «a chi ci chiedeva un mutuo lo concedevamo maggiorato con l'obbligo di acquistare questi titoli (i bond subordinati, ndr)».
E pensare che un'altra pubblicità diceva che «acquistare o ristrutturare casa con Banca Etruria conviene».
E giù a promettere, in era di costo del denaro a interessi zero, un tasso variabile con spread minimo all’1,7% minimo.

 

 

A due mesi dal commissariamento di Bankitalia, Etruria ha autorizzato 173 pratiche (per 16,2 milioni) di mutui e piccoli prestiti.

Banca Marche: l'istituto che «aMa il futuro»

Altra banca fallita, Banca Marche, stessa promessa di attenzioni per il proprio territorio.
In uno spot del 2013 – mentre scorrevano le rassicuranti immagini di un panificio, di un campo da calcio o di un cantiere – l’istituto gioca con il suo nome e fa sapere che «aMa il territorio», «aMa la concretezza», «aMa la cultura», «aMa lo sport», «aMa i grandi progetti» e «aMa il futuro».
Compreso quello delle 44 mila famiglie truffate.

 

 

Un miliardo di perdite nel 2014.

Banca di Spoleto: «Difendi i tuoi risparmi»

Identica sicumera la ostentava in tivù Banca di Spoleto, l’istituto commissariato già nel 2011, dove gli uomini inviati da Bankitalia hanno scoperto un buco da 200 milioni a fronte di una raccolta da 2,5 miliardi di euro.
Quello dell’istituto umbro è un piccolo capolavoro, anche perché sfrutta la faccia di un 'eroe nazionale' come il campione del mondo Marco Materazzi.
Ecco Matrix allacciarsi le scarpe da calcetto, ecco Matrix correre come un disperato nelle stradine medievali del Paese, ecco Matrix ritrovarsi come un comune mortale davanti a uno sportello, dove un manifesto con il suo faccione da gladiatore dell’area di rigore recita «Difendi i tuoi risparmi».
Consiglio che non è bastato ai 21 mila soci della Bcc, che hanno persino deciso di portare in tribunale Ignazio Visco per aver favorito poi un salvataggio/matrimonio con il Banco di Desio, nella speranza di recuperare qualcosa.

 

 

Sofferenze pari al 25% dei prestiti concessi.

Popolare di Vicenza: «Tornano i tempi della fiducia»

Le quattro banche fallite e commissariate a fine anno hanno dimostrato la fragilità finanziaria del sistema che dovrebbe essere alle spalle del laborioso Centro Italia.
Ma le cose non vanno meglio nell’ancora più ricco Nordest.
Ne sanno qualcosa i clienti della Popolare di Vicenza, un tempo guidata dal pirotecnico Gianni Zonin. Soltanto tra Vicenza e provincia 40 mila famiglie azioniste hanno visto azzerare i loro investimenti.
E se ad Arezzo la locale banca avrebbe contribuito al benessere delle famiglia di alcuni politici, nel Triveneto ci sarebbe tra i risparmiatori scottati anche la governatrice del Friuli, Debora Serracchiani.
Lei e il marito hanno denunciato perdite per 18 mila euro. Ma come fare a prevederlo se lo spot dell’istituto – tra rassicuranti immagini di bambini che giocano nei giardini delle ville palladiane o di disponibili impiegati nella bellissima sede romana di fronte all’Altare della Patria – assicurava che «tornano i tempi dove la fiducia prende il posto della tristezza»?
Certo è che, oggi, appaiano beffarde le parole d’ordine della BpVi: una banca tutta «tradizione e futuro»…

 

 

Un buco di quasi 5 miliardi di euro.

Veneto Banca: «Finanziamo sogni irrealizzabili»

Non lontano da Vicenza, nel Trevigiano, rischia grosso anche Veneto Banca.
Due anni fa la Bce, con gli stress test, ha avvertito che mancava all’appello almeno 1 miliardo di capitalizzazione.
Ne è seguito un aumento di capitale e i piccoli azionisti hanno visto decurtato dell’80% il valore dei loro titoli. E pensare che l’istituto aspirava a diventare la Mediobanca del Triveneto.
Grandeur per grandeur, si vantava in uno spot di finanziare «i sogni che sembrano i più irrealizzabili». Ma anche quelli più inutili. Come la piscina più profonda al mondo, costruita con i soldi di Veneto Banca all'Hotel Millepini di Montegrotto, location di una pubblicità un po' kitsch con sirene e tunnel scavati verso l'infinito.
Con il suo fondale di 42 metri, la piscina avrebbe dovuto accolto accogliere subacquei da tutto il mondo. Invece a fondo, e sempre citando la ben augurante réclame, sono andati soltanto «il futuro dei territorio in cui siamo presenti, le famiglie, le imprese e i nostri soci».

 

 

Perdite per 770 milioni di euro nei primi noe mesi del 2015. Nel 2014, 968 milioni.

Mps: sulle note di Ma il cielo è sempre più blu

Il comune denominatore degli spot bancari è, come si è visto, l’ottimismo.
In quest’ottica, cosa c’è di meglio che affidarsi a una canzone che strapperebbe un sorriso anche a un becchino come Ma il cielo è sempre più blu?
A dirigere lo spot l’Oscar Giuseppe Tornatore. Il quale non lesinò riferimenti a Piero della Francesca o riconoscimenti alle eccellenze nuove e vecchie del nostro Paese.
Subito è diventato un tormentone virale. Ma non tanto per la ripetizione ossessiva del ritornello. Quando per la decisione di censurare parti meno costruttive del testo di Rino Gaetano.
Peccato. In fondo, quel «chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo», scritto nel 1975, non anticipava tutte le velleità e i sogni infranti dei vertici della banca?

 

 

Sofferenze bancarie: oltre 25 miliardi.

 

Twitter @FrrrrrPacifico

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