Borsa, il live del 9 febbraio

I bancari zavorrano Milano che chiude con Ftse Mib -3,2%. Mps ai minimi storici. Carige -10%. Vendite su assicurativi, automotive e petroliferi. Spread a 144 punti base.

09 Febbraio 2016

Piazza Affari termina una nuova giornata di passione caratterizzata da sospensioni nel comparto bancario che porta la borsa a toccare i nuovi minimi dall'estate 2013. Il Ftse Mib chiude a -3,21% a 15.913,12 punti. L'All Share ha ceduto il 2,96%. Anche Monte dei Paschi ha toccato i minimi storici con una capitalizzazione inferiore agli 1,5 miliardi.
IN EUROPA BRUCIATI 130 MILIARDI. L'indice Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini europei, ha segnato -1,48%, che equivale a 130 miliardi di euro bruciati nella seduta. La sola Milano ha perso 13 miliardi di capitalizzazione.
Tra le altre piazze europee Madrid -2,3%, Parigi -1,69% a 3.997 punti, Francoforte -1,11% a 8.879 punti e Londra -1% a 5.632 punti.
TENSIONE SUI BANCARI. A Piazza Affari bancari ancora in sofferenza con il paniere che ha chiuso in calo del 5,5%. Ubi termina a -8,87%, Banco Popolare e Popolare di Milano -8,35%, Unicredit -7,91%, Intesa -6,12% e Montepaschi -3,08%. Crolla Carige (-10,51%).
Nel risparmio gestito Mediolanum -4,58%, Anima -3,58%, Azimut -2,38%.
Rosso diffuso anche sugli assicurativi con Generali -4,05% e Unipolsai -3,25%.    
MALE AUTOMOTIVE E PETROLIFERI. Nell'automotive male Fca (-2,79%). Fanno peggio Cnh (-4,7%) e Ferrari (-5,9%). La holding Exor -4,3%.    
Tra i petroliferi, complice il calo del greggio, Eni -3,97% e Tenaris -5,77%. Pesante anche Saipem (-5,56%).
BRILLA TELECOM. Sugli scudi Telecom (+3,57%). Bene Campari (+1,56%), Mediaset (+1,36%) e Luxottica +1%.  
SPREAD A 144 PUNTI BASE. Lo spread, ovvero il differenziale di rendimento, tra Btp e Bund tedeschi chiude a 144,8 punti base, con il decennale italiano all'1,68%. Il differenziale della Grecia chiude a 1.023 punti base. Per la Spagna lo spread chiude a 151,4 punti base. 

 

 

 

Il liveblogging

17.59 - LO SPREAD DELLA GRECIA SOPRA I 1.000 PUNTI. In sofferenza i titoli di Stato greci. Lo spread fra il decennale ellenico e il Bund tedesco torna ai massimi dall'agosto del 2015, sfonda il tetto dei 1.000 punti e sale fino a un massimo a quota 1.078 per poi ripiegare a 1.055. Il differenziale fra il Bot a dieci anni e il Bund è fermo a quota 144, mentre per la Spagna il gap è di 150 punti.

17.30 - FTSE MIB - 3,2%. Ancora un crollo per la Borsa di Milano: l'indice Ftse Mib ha chiuso in perdita del 3,21% a 15.913 punti. Pesanti le banche: Carige -10%, Ubi, Banco popolare e Bpm -8%, Unicredit -7%, Intesa -6%.

17:10 - MONTE DEI PASCHI AI MINIMI. Il Monte dei Paschi di Siena aggiorna un nuovo minimo storico in Borsa con la capitalizzazione che si porta ben sotto la soglia di 1,5 miliardi di euro. Le azioni dell'istituto senese hanno toccato infatti un minimo a quota 0,4822 euro, che corrisponde ad una controvalore della banca di 1,41 miliardi di euro. Adesso i titoli segnano un calo del 3% a 0,50 euro.

16:55 - PIAZZA AFFARI -3%. Avvicinandosi alla chiusura Piazza Affari torna sui minimi di giornata, in un clima molto instabile: l'indice Ftse Mib cede il 3% dopo diverse sospensioni di titoli bancari. La corrente di vendite del finale di seduta affossa anche Madrid, mentre i titoli di Stato non registrano particolari tensioni.

16:40 - ATENE CHIUDE IN NEGATIVO. Ancora una seduta negativa per la Borsa di Atene: dopo lo scivolone della vigilia l'indice generale Gd ha concluso la giornata in calo del 2,8%. Forti vendite di nuovo sui gruppi del credito, con Eurobank che ha ceduto il 12%, la National bank of Greece il 9%, Pireus bank il 6%. E le tensioni rimangono anche sui titoli di Stato: il bond a dieci anni registra un rialzo dei rendimenti di 46 punti, quello a due di ben 150 'basis point'.

16:30 - L'EUROPA PEGGIORA A UN'ORA DALLA CHIUSURA. I mercati azionari europei si avvicinano alla chiusura faticando a limitare i cali, in un clima che resta molto nervoso: Londra e Francoforte perdono circa un punto percentuale, Parigi l'1,5%, Madrid e Milano il 2%, con gli operatori che ora sembrano seguire soprattutto l'orientamento incerto di Wall street. Dopo l'unico dato macroeconomico statunitense di rilievo della giornata (le scorte all'ingrosso) i settori azionari più penalizzati sono ancora quelli delle materie prime (indice Dj stoxx di comparto -5%) e poi, a notevole distanza, quello dei titoli bancari. In Piazza Affari, in particolare, Carige perde ancora il 7%, Bpm e Ubi il 6%, con Unicredit in calo del 4% dopo i conti. Intesa cede il 3,5% e Mps il 2,5% mentre negli altri settori spicca il calo del 5% di Saipem e Tenaris. Corre invece Telecom (+4%) e sono in rialzo di circa un punto Luxottica, Campari, Enel e Mediaset.

16:00 - ANCHE WALL STREET MIGLIORA. Wall Street riduce le perdite. Il Dow Jones perde lo 0,10% a 16.005,95 punti, il Nasdaq sale dello 0,80% a 4.319,20 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,11% a 1.855,97 punti.

15:45 - MILANO RIDUCE I CALI. Mercati azionari europei sempre deboli dopo l'avvio di Wall Street, che comunque ha reso meno pesante il clima negativo e nervoso: a Milano l'indice Ftse Mib cede l'1,8% con i bancari però ancora nel mirino. In particolare Ubi dopo l'asta di volatilità cede il 7% insieme a Carige, Banco popolare e Bpm perdono il 5%. Male anche Intesa e Unicredit (-4%) mentre Mps perde due punti percentuali. Negli altri settori Tod's cede il 6% e Ferrari il 5%, con Fca che scende di circa il 5%. In positivo tra i titoli principali Luxottica, Campari e Telecom, che salgono di due punti percentuali abbondanti.

15:30 - WALL STREET APRE IN PERDITA. Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,79% a 15.897,35 punti, il Nasdaq cede l'1,40% a 4.223,73 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,7% a 1.840 punti.

14.18 - BORSE EUROPEE NEGATIVE, MILANO -2,9%. Alta tensione in Europa in vista dell'avvio degli scambi Usa, con i futures in rosso e nuovi dati in arrivo, dopo il calo della fiducia delle piccole imprese americane. Frenano Atene (-4,76%) e Milano (-2,9%), in compagnia di Madrid (-2,82%) e Parigi (-2,63%), mentre Francoforte (-1,84%) e Londra (-1,31%) cedono meno del 2%. Sotto pressione le materie prime con ArcelorMittal (-12,77%), Antofagasta (-9,26%) e Anglo American (-9,11%). Giù i bancari ellenici Eurobank (-16,75%) ed Alpha (-10,71%), con le italiane Banco Popolare (-6,9%), Bpm (-6,52%) e Ubi (-6,38%) poco distanti. Frenano Poste (-5,97%), Intesa (-4,81%) e Unicredit (-4,52%), che ha diffuso i conti. In calo gli automobilistici Ferrari (-5,94%), Fca (-4,95%), Porsche -5,18%) e Volkswagen (-3,86%).

13:55 - MILANO TORNA AI MINIMI. Si riporta sui minimi della mattinata Piazza Affari dopo i conti di Unicredit (-4,52%). L'indice Ftse Mib cede il 3% a 15.946 punti, di nuovo sotto quota 16mila, come nel luglio del 2013, con ben 11 titoli congelati per eccesso di volatilità Per tutti il calo teorico è compreso tra il 3 ed il 6%. Ferrari perde virtualmente il 5,9%, Ubi il 6,38%, Banco Popolare il 6,54% ed Exor il 6,24%. Congelate anche Bper (-5,29% teorico) e Mediolanum (-6,37% teorico). Debole Fca (-5,11%), che riesce ad essere scambiata. Pesano Eni (-3,39%) e Saipem (-4,04%), mentre Telecom (+0,65%) è l'unica blue chip in rialzo.

13:30 - L'EUROPA FRENA ANCORA. Ulteriore colpo di freni delle Borse europee, da Atene (-2,8%) a Milano (-2%), Madrid (-1,29%), Parigi (-1,46%), Francoforte (-0,92%) e Londra (-0,5%), con i futures Usa sempre negativi in attesa di ulteriori dati dopo l'indice Nfib in calo sotto 94 punti. Ancora vendite sui bancari ellenici Eurobank (-9,54%) ed Alpha (-7,14%), insieme a Mediolanum (-5,66%), Ubi (-4,64%), Banco POpolare (-4,6%) e Bpm (-4%). Congelate Intesa e Unicredit, che cedono virtualmente il 3,4 ed il 2,1%. mentre non se la passano meglio Credit Suisse (-3,94%) e Ubs (-3,09%). Pesanti i titoli degli estrattivo-minerari ArcelorMittal (-9,95%), Antofagasta (-8,65%) ed Anglo American (-7,44%), penalizzati dal calo delle quotazioni dei metalli, legato all'andamento dell'economia cinese. Sotto pressione Ferrari (-5,69%), Cnh (-4,52%), Fca (-3,9%) ed Exor (-3,65%).

13:00 - MERCATI ANCORA IN CALO. Tornano a cedere le Borse Europee, con Atene (-2%) e Milano (Ftse Mib -1,55% a 16.185 punti) in coda, precedute da Madrid (-0,87%), Parigi (-0,72%), Francoforte (-0,42%) e Londra (-0,11%). Negativi i futures Usa dopo il calo a 93,5 punti dell'ottimismo delle piccole imprese americane. Le vendite colpiscono il comparto delle materie prime (-4% l'indice di settore), particolarmente legato all'economia cinese, con scivoloni per ArcelorMittal (-9,7%), Antofagasta (-8,49%) ed Anglo American (-6,61%). Tensione sui bancari (-1,4% l'indice generale), a partire dalle greche Eurobank (-10,82%) ed Alpha Bank (-7,14%). Sotto pressione a Zurigo Credit Suisse (-4,23%) ed in Piazza Affari Banco Popolare (-4,03%), Ubi (-4,17%), Bpm (-3,84%), Unicredit (-3%) e Intesa (-2,8%). Vendite sugli automobilistici Ferrari (-5%) ed Fca (-3,44%), più caute Volkswagen (-1,79%), Bmw (-1,47%) e Peugeot (-1,38%).

12:30 - L'EUROPA TORNA A SALIRE. Ritornano a salire le Borse europee con il rialzo dei futures sul Nasdaq, mentre rimangono ancora deboli sul Dow Jones. Riduce il calo Piazza Affari (-0,15%), che si mantiene nervosa, senza riuscire a raggiungere la parità, superata invece da Londra (+0,41%), Madrid (+0,23%) e Francoforte (+0,12%). Stabile Parigi. In Piazza Affari bene Telecom (+2%), scivolano Mediolanum (-4,67%), Ferrari (-3,37%), Poste (-3,36%), Tod's (-3,15%), Cnh (-2,98%) e Ubi (-2,67%), la peggiore tra le banche. In rialzo Mps (+0,87%), Bper (+0,4%) e Generali (+0,17%), mentre Bpm (-1,25%), Intesa (-1,05%) riducono il calo. Ancora deboli Unicredit (-1,8%) e Banco Popolare (-2,08%), più cauta Intesa (-0,87%). Scivolone per le materie prime (Antofagasta -6,7%, ArcelorMittal -5,95% e Anglo American -4,64%). Difficoltà per le greche Eurobank (-6,96%) ed Alpha Bank (-4,46%), insieme alle svizzere Credit Suisse (-4,3%) e Ubs (-2,75%). Deboli Safilo (-0,14%) e Swatch (-1,2%), che hanno siglato un accordo per una nuova collezione di occhiali.

11:50 - UE: «VOLATILITÀ NON DIPENDE DA ITALIA E GRECIA». L'andamento della Borsa di Atene «è collegato a quello delle altre piazze, nelle ultime settimane c'è molta volatilità in alcuni segmenti, soprattutto finanziari, c'è una variabilità sopra la norma che ha molte ragioni, non è specifico né per l'Italia né per la Grecia»: così fonti europee sulla debolezza della Borsa di Atene.

11:45 - DEUTSCHE BANK NON RIMBALZA. Deutsche Bank non rimbalza alla borsa di Francoforte dopo il tracollo di lunedì 8 febbraio. E le rassicurazioni offerte dal colosso bancario sulla sua liquidità in vista del pagamento delle cedole sui 'CoCo bond' non frenano l'ascesa dei credit-default swap, i contratti di copertura dal rischio insolvenza, che anche oggi salgono raggiungendo quota 250 punti base. Le azioni di Deutsche Bank allo Xetra di Francoforte segnano +0,72% a 13,92 euro dopo perdite vicine al 10% ieri.

11:30 - VACIAGO: «MERCATO ALLO SBANDO».  «Il problema non è l'Italia, ma il mercato che è allo sbando e servono certezze, invece prevale la delusione per quello che non fanno i governi». È l'impietosa analisi dell'economista Giacomo Vaciago sull'andamento delle Borse delle ultime settimane, culminato con il crollo di Piazza Affari di ieri (Ftse Mib -4,69%) e gli oltre 300 miliardi bruciati in Europa. «I governi - spiega il docente della Cattolica - si limitano a fare conferenze stampa senza risolvere i problemi». Problemi che, sottolinea il docente, «ci sono e ormai vedono tutti». «Draghi - prosegue - ha indicato i fenomeni che producono deflazione, come il petrolio, ma nel frattempo è esplosa la Borsa cinese e la Yellen ha alzato i tassi Usa dicendo che l'economia andava bene ma non era vero». Secondo Vaciago «in Europa bisogna crescere, Junker ha annunciato un piano di crescita 2 anni fa, che però va avanti con il contagocce, ed è una delusione». A livello mondiale, poi, «la Cina continua a sprecare risorse senza essere in grado di governare l'economia e riesce solo a buttare sul mercato dei cambi le valute accumulate negli anni passati». Il problema, secondo Vaciago «non sono le singole schegge, ieri Mps e Deutsche Bank, ma il vetro che si è rotto e che bisogna assolutamente aggiustare». Per questo il docente si augura che «quanto prima Lagarde e Junker, anziché fare prediche, annuncino quello che intendono fare per stimolare la crescita, perché i mercati hanno bisogno di certezze». Da escludere per Vaciago che ci sia un attacco all'Italia.

11:00 - MILANO ANCORA GIÙ. Torna di nuovo a cedere Piazza Affari (Ftse Mib -1,3% a 16.231 punti), mentre il resto delle Borse europee rimane al di sopra della parità. Congelate al ribasso Unicredit (-4,85% teorico), Ubi (-5,51% teorico), Ferrari (-4,15% teorico ) e Mediolanum (-3,95%), mentre si appesantiscono Bpm (-1,34%) e Banco Popolare (-2,3%). Segno meno per Intesa (-2%), Finmeccanica (-1,9%) ed Fca (-1,49%), positive solo Enel (+0,97%) e Telecom (+0,42%), poco mosse Italcementi (+0,1%), Campari (+0,07%) ed Eni (+0,08%).

 

10:40 - L'EUROPA TIENE. Tengono le Borse europee, con Milano (-0,05%) e Atene (+0,07%) molto vicine alla parità in una mattinata che ha visto il listino milanese oscillare fino a cedere il 3%. Stabile il resto del Continente, da Londra (+0,61%) a Francoforte (+0,31%), da Madrid (+0,8%) a Parigi (+0,21%), mentre i futures Usa girano al rialzo. Tutti positivi gli indici settoriali a parte quello delle materie prime (-1,9%), penalizzato dalle quotazioni dei metalli. Secondo i commenti che circolano nelle sale operative, le vendite che hanno interessato Milano ieri e nella parte iniziale della mattinata di oggi indicano una «speculazione che ha preso di mira senza motivo l'Italia». «Percentuali di questo tipo - commenta un responsabile - non hanno il minimo fondamento se non nell'attività sui derivati. Fca e Bpm, che hanno diffuso numeri incredibili, hanno perso fino al 5%, un calo che non ha nessun tipo di spiegazione». A suo avviso «la speculazione non ha più bisogno di catalyst (avvenimenti in grado di condizionare i mercati, ndr), si pone semplicemente degli obiettivi e in questi giorni ha puntato sull'Italia».

10:15 - ATENE APRE IN NEGATIVO. Avvio di seduta negativo per la Borsa di Atene. L'indice Bs Ase lascia sul campo l'1,56% a 457 punti, con vendite sui bancari Eurobank (-12,37%), Alpha (-10,8%) e Piraeus (-9,09%). Gira di nuovo in positivo Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib in rialzo dello 0,2% a 16.480 punti. Sprint di Enel Gp (+1,78%), seguita da Enel (+1,2%), Campari (+0,92%), Generali (+0,59%), Luxottica (+0,8%), Telecom (+0,89%) ed Eni (+0,17%). Positiva anche Bpm (+0,58%), mentre resta debole Ubi (-1,86%) e banco Popolare contiene il calo allo 0,5%. Lieve rialzo per Intesa (+0,09%), bene Unicredit (+1,2%).

 

10:00 - MILANO RIDUCE LE PERDITE. Piazza Affari riduce il calo dopo essere scesa fino al 3% con ben 12 titoli congelati al ribasso, ora tutti riammessi agli scambi. A seguito degli scongelamenti l'indice Ftse Mib cede l'1,2% a 16.251 punti, ma non migliora di molto il quadro, visto il crollo di Banco Popolare (-5,1%), Ubi (-5,22%) e Bpm (-4,94%). Sotto pressione anche Unicredit (-3,19%), Fca (-3,72%) e Ferrari (-4,27%), mentre appare più cauta Intesa (-1,92%). Tengono botta Eni (+0,08%), Enel (+0,4%), Luxottica (+0,04%) e Campari (+0,42%), che contribuiscono a contenere l'emorragia che ha colpito nella mattinata Piazza Affari.

 

09:40 - LE BANCHE ANCORA IN PICCHIATA. La riammissione agli scambi di Banco Popolare e Bpm (-6% entrambe), frena ulteriormente Piazza Affari, che cede il 3% a 15.941 punti. Ancora congelate Poste (-7% teorico), Fca (-6,32% teorico) e Unicredit (-6,8% teorico), mentre Ferrari viene di nuovo scambiata con uncalo del -5,14%. Sempre caute Eni (-0,33%) ed Enel (-0,74%), mentre Yoox (+4,97% teorico) è congelata al rialzo.

 

09:30 - MILANO GIRA IN NEGATIVO. Gira improvvisamente in calo Piazza Affari con il listino bloccato da congelamenti per eccesso di volatilità. L'indice Ftse Mib cede il 2,74% a 16.191 punti, con ben 10 titoli congelati per eccesso di volatilità. Tra questi Fca, Ferrari e Ubi Banca, con un calo teorico del 5%. Congelate anche Bpm ed Mps. Le altre Piazze europee si assestano con leggeri guadagni.

 

09:20 - L'EUROPA SI ASSESTA. Le piazze europee aprono stabili, frenando le perdite di ieri. Francoforte apre invariata, Parigi a +0,13% e Londra a +0,54%.

 

09:00- PIAZZA AFFARI IN POSITIVO. Milano apre col segno più (+0,59%) dopo la giornata di pesanti perdite di lunedì 8 febbraio.

 

08:30 - TOKYO IN PICCHIATA. La Borsa di Tokyo termina gli scambi con un tonfo del 5,4%, bruciando 918,86 punti, fino a quota 16.085,44: l'indice Nikkei, che ha segnato una perdita intraday di quasi 1.000 punti (la peggiore da maggio 2013), sconta il crollo di Wall Street e il brusco apprezzamento dello yen sul dollaro, superiore al 2%.

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