Borsa in crisi, l'occasione ghiotta dei fondi locusta

Nel calderone di Piazza Affari si muovono gli speculatori. E guardano ai bancari. Vendendo titoli sottovalutati come Mps. Per poi ricomprare. E con la bad bank...

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04 Febbraio 2016

Ogni giorno circa il 60% delle transazioni a Piazza Affari avviene attraverso sistemi telematici.

Ogni giorno circa il 60% delle transazioni a Piazza Affari avviene attraverso sistemi telematici.

«La capital market union è una grande opportunità per il nostro Paese e per il nostro sistema finanziario e bancario per adeguarsi a un nuovo sistema di regole».
Mentre l'Unione europea fa di tutto per limitare l’azione della grande finanza, il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan ha approfittato di un incontro organizzato dall’Aspen con il cancelliere dello scacchiere, Jack Osborne, per lanciare segnali di fumo verso la city di Londra.
Verso gli stessi “speculatori” che hanno risorse a sufficienza per rifinanziare le banche in crisi (come Mps che il Tesoro non è riuscita a piazzare a Ubi e Bpm) e che però, adesso, stanno scommettendo contro la corporate Italia.
LISTINO IN NEGATIVO. La settimana a Piazza Affari continua sotto il segno negativo.
Nella seduta del 3 febbraio il Ftse Mib ha ceduto il 2,85%.
E ancora una volta sono stati i titoli bancari a tirare giù l’intero listino.
Soprattutto in una fase dove la bad bank appena approvata dall’Ue rischia di non riuscire a ripulire le sofferenze dei nostri istituti.
Mentre la Germania chiede interessi più alti sui titoli di Stato: una soluzione che colpirebbe non poco le nostre banche, esposte per quasi 400 miliardo sul debito sovrano.
SISTEMI TELEMATICI. In un mercato poco liquido come quello della Borsa italiana, ogni giorno circa il 60% delle transazioni avviene attraverso sistemi telematici.
Di queste, circa il 30% è effettuato con sistemi high frequency trading, algoritmi che permettono anche mille operazioni di compravendita in un secondo.
E che si possono permettere spesso soltanto gli hedge fund.
Di conseguenza il loro peso sul listino di Piazza Affari è meno ampio di quello mostrato in altre realtà, ma comunque sufficiente ad accelerare le tendenze (positiva o negativa) in atto.
Come sta avvenendo in questi giorni.

Nel mirino le banche costrette a trovare un partner

Una seduta di Borsa.

(© Ansa) Una seduta di Borsa.

Davide Serra, Algebris e ambasciatore di Matteo Renzi sulla piazza di Londra, ha comunicato di aver investito sui subordinati di Mps.
Blackstone, che a novembre 2015 ha sottoscritto in Italia il fondo immobiliare “Kensington” specializzato in uffici, guarda soprattutto al mattone.
Paul Singer, l’uomo che ha fatto fallire l’Argentina, vuole bloccare l’Opa di Hitachi ad Ansaldo Sts.
CAPITALIZZAZIONI DOPPIE. Di solito questo tipo di investitori prediligono i titoli tecnologici oppure i farmaceutici che studiano la cura alle malattie degenerative: per entrambi i comparti grandi investimenti e capitalizzazioni doppie rispetto ai fondamentali.
Uno studio della Bank of America ha dimostrato che in testa alla lista degli acquisti ci sono Apple, Allergan o Time Warner Cable.
ALLA RICERCA DI CAPITALE. In Italia, invece, gli hegde fund stanno guardando in questa fase ai titoli bancari: soprattutto quelli che per motivi costretti a trovare un partner (Monte dei Paschi, Carige, le popolari) oppure che hanno alte sofferenze o devono trovare presto capitale per evitare un nuovo aumento (l’identikit di Mps e Unicredit).
Proprio Rocca Salimbeni, che in Borsa vale intorno a 2 miliardi, ha una capitalizzazione inferiore ai 2,5 miliardi recuperati a fine ottobre con un aumento di capitale.
Ha oltre 25 miliardi di sofferenze, ma è sempre la terza banca del Paese per raccolta.
VENDONO E RICOMPRANO. Mettendo assieme i pezzi, un gestore spiega: «Gli hedge fund stanno riducendo le loro posizioni, vendendo su banche con titoli sottovalutati come Mps. Ricompreranno tra poche settimane, quando la banca, che lo deve fare entro luglio, deve trovare un partner e quegli stessi titoli schizzeranno verso l’alto».
Ma nelle prossime settimane c’è un altra occasione che le locuste non vogliono perdere.
«Con l’entrata in vigore della bad bank, i fondi vogliono capire quali e quanti istituti decidono di approfittare della garanzia pubblica sulle sofferenze. Chi lo fa, libera capitale e mette sul mercato asset che sembravano persi».
Di conseguenza questi titoli diventano appetibili, a maggior ragione se comprati a prezzi scontati.


Twitter @FrrrrrPacifico

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