Borsa, l'Europa rimbalza su banche e petrolio

Piazza Affari chiude a +4,7%. Bene tutti i mercati europei, con il greggio a +10%. Per Milano la settimana è comunque negativa: perso il 4,26% in cinque giorni.

12 Febbraio 2016

Piazza Affari a Milano.

(© Getty Images) Piazza Affari a Milano.

Dopo una settimana a dir poco schizofrenica, le Borse europee hanno chiuso la seduta di venerdì 12 febbraio tutte in positivo, confermando l'alta volatilità dei mercati in questo periodo
Piazza Affari rimbalza dopo un giovedì nero, con il Ftse Mib che guadagna il 4,7% a 16.514 punti. Di slancio in particolare i bancari con Unicredit che sale del 14,16% seguita da Bper (+11,51%), Banco Popolare (+11,48%) e Ubi (+10,35%). Buona corsa anche per Unipolsai (+11,03%).
Il Banco Popolare è decollato dopo che il consigliere delegato, Pier Francesco Saviotti, ha annunciato di voler chiudere il matrimonio con la Bpm entro il weekend del 20 febbraio ed ha escluso un aumento di capitale. Il titolo è stato sospeso dopo aver segnato un rialzo superiore al 10%.
Male invece il Monte dei Paschi (-5,2%), con il numero uno di Ubi, Victor Massiah, che ieri ha escluso una fusione con l'istituto di Siena.
La Borsa di Milano recupera, ma non basta e il bilancio della settimana resta negativo. Il Ftse, con le continue oscillazioni, ha lasciato sul terreno il 4,26%. Se si amplia la forbice ad un mese, la perdita è del 17,3%. Lo spread tra Btp e Bund è in calo a 138,5 punti.
BENE TUTTA EUROPA. Anche l'Europa, dove Milano è sempre stata la più instabile in settimana, ha chiuso bene la giornata.
La Borsa di Londra ha segnato un +3,08%, Francoforte un +2,45% e Parigi un +2,52%.
Tutti gli indici hanno beneficiato del forte aumento del prezzo del petrolio e degli acquisti sui bancari. Il greggio è scattato infatti fino al +10% con il Wti in area 28,5 dollari e il Brent a 32 dollari al barile.
Anche l'andamento di Wall Street ha aiutato il rimbalzo, con tutti gli indici positivi.
L'ISTAT NEGATIVO NON FRENA IL RIMBALZO. Non hanno limitato il recupero italiano i nuovi dati sul pil diffusi dall'Istat, deludenti rispetto alle attese. In euro, il Pil del quarto trimestre 2015 è pari a 387,155 miliardi, il dato più alto dall'ultimo trimestre del 2012. La crescita nel quarto trimestre 2015, tuttavia, risulta inferiore alle attese degli analisti e alle stesse stime dell'istituto. Il consensus raccolto da Bloomberg indicava infatti un +0,3%, mentre le ultime previsioni dell'Istat stimavano un +0,2%, con un intervallo di confidenza compreso tra 0 e 0,4%.
Nonostante la frenata, il 2015 conferma l'uscita dell'Italia dalla recessione. Il Pil torna infatti al segno positivo dopo tre anni consecutivi in negativo. Occorre però ricordare che si tratta di dati provvisori, basati sui trimestri. La prima stima ufficiale della crescita annuale per il 2015 arriverà il prossimo primo marzo.
TOKYO CROLLA ANCORA. La Borsa di Tokyo ha chiuso a -4,84%, dopo la peggior settimana dal 2008, mentre resistono le apprensioni sulla capacità delle banche centrali di stimolare la crescita globale. Il ministro delle Finanze giapponese Taro Aso, segnala Bloomberg, ha assicurato che i regolatori reagiranno alla volatilità del mercato se necessario, dopo che l'aver portato i tassi in negativo non ha fermato l'ansia sul mercato. Pesanti soprattutto i bancari, con Nomura in calo del 9,2% a minimi dal 2012. Ancora chiusi per la festività del nuovo Anno Lunare Cina, Taiwan e Vietnam.

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