Borse, il live del 7 gennaio

Scambi bloccati in Cina: perdite oltre il 7%. La Banca centrale annuncia una nuova svalutazione dello yuan. Europa e Wall Street in rosso.

07 Gennaio 2016

Borse cinesi sospese giovedì 7 gennaio per eccesso di ribasso.

(© Ansa) Borse cinesi sospese giovedì 7 gennaio per eccesso di ribasso.

Le contrattazioni alla Borsa cinese sono durate soltanto mezz'ora.
Tanto è bastato, giovedì 7 gennaio, per far scattare il blocco automatico degli scambi, imposto dal governo in caso di eccesso di ribasso.
Le Borse sono state chiuse dopo che il valore delle azioni è crollato oltre il -7% (Shanghai -7,3%, Shenzhen -8%).
È la seconda volta che succede nel giro di una settimana.
I mercati europei e statunitensi hanno reagito male al nuovo crollo cinese. Le Borse del Vecchio continente hanno chiuso tutte in negativo, e Piazza affari è scesa sotto i 20 mila punti, record negativo dall'inizio del 2015.
Male anche Walls Street, che ha aperto in negativo e non accenna a risollevarsi.
L'EUROPA RISALE IN EXTREMIS. Ancora una seduta da cardiopalmo per le Piazze finanziarie in scia alla tensioni sulla Cina. La pressione, in particolare, a Milano si è andata però allentando dopo che le autorità cinesi hanno deciso uno stop al meccanismo di sospensione automatica degli scambi, che scatta nel caso di volatilità eccessiva in borsa. Dopo un inizio turbolento il Ftse Mib, a fine giornata, ha lasciato sul terreno l'1,14% ma chiudendo sopra i 20mila punti (20.189) dopo che, nel corso della seduta, il listino aveva rivisto il livelli di metà gennaio del 2015 oscillando tra 19.887 e 19.901 punti. In questo contesto è risalito lo spread che si è portato sopra quota 100 punti. Sotto vendita in particolare Fca (-3,28%), Ferrari (-3,25%).
LA BANCA CENTRALE CINESE: «SPECULAZIONI SULLO YUAN». La Banca centrale cinese ha deciso una nuova svalutazione dello yuan dello 0,51% nei confronti del dollaro, il livello più basso mai raggiunto dal 2011. La mossa è stata interpretata dagli investitori come un segnale che l'economia del Dragone potrebbe rallentare più del previsto, oltre che come un tentativo di rilanciare le esportazioni. La massima autorità monetaria di Pechino ha reagito pubblicando un editoriale sul proprio sito internet, in cui afferma di poter mantenere lo yuan «a un livello ragionevole di equilibrio». L'obiettivo è far fronte «a quelle forze che speculano» e «provano a trarre profitto» sulla moneta.
PETROLIO IN CADUTA LIBERA. In rosso tutte le borse asiatiche: Hong Kong perde più del 3%, Tokyo ha chiuso a -2,33%, quarta seduta consecutiva in negativo, mentre la Corea del Sud ha chiuso con in perdita dell'1,1%. Male anche Taiwan, in ribasso dell'1,73%. E proprio il prolungarsi della crisi cinese ha spinto la Banca mondiale a correggere al ribasso le stime di crescita del Pil globale: +2,9%, quasi mezzo punto in meno rispetto a quanto previsto in precedenza (-0,4%).
In discesa anche il prezzo del petrolio. A New York ha toccato i minimi dal 2009, un barile viene contrattato a meno di 35 dollari. I timori per la crisi dell'economia cinese e la sovrapproduzione hanno mandati i prezzi al tappeto: il greggio Wti cede il 4% a 32,6 dollari al barile, mentre il Brent cala a 32,75 dollari. Per alcuni analisti la soglia dei 30 dollari non è più così lontana.

 

Liveblogging

 

18:15 - EUROPA, TUTTE LE PIAZZE NEGATIVE. Tutte le borse europee hanno chiuso la sessione in perdita, limitando i danni in extremis. La Borsa di Londra cede l'1,96% e Parigi chiude a -1,72%.Maglia nera alla Borsa di Francoforte, che chiude con il -2,29%.

 

17:45 - MILANO RECUPERA IN CHIUSURA. Piazza Affari chiude alleggerendo la tensione, dopo una giornata pesante. Il Ftse Mib cede l'1,14% a 20.189 punti. La pressione sui listini si è andata riducendo dopo che le autorità cinesi hanno deciso uno stop al meccanismo di sospensione automatica degli scambi che scatta nel caso di volatilità eccessiva in borsa.

 

16:45 - ANCHE WALL STREET TENTA LA RISALITA. Wall Street procede negativa ma riduce le perdite con la Cina che ha deciso uno stop al meccanismo di sospensione automatica degli scambi che scatta nel caso di volatilità eccessiva in borsa. Il Dow Jones perde lo 0,97% a 16.744,99 punti, il Nasdaq cede l'1,46% a 4.765,03 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,30% a 1.964,70 punti.

 

16:20 - L'EUROPA RALLENTA LA CADUTA. Le Piazze finanziarie europee restano in forte calo con l'apertura di Wall Street ma migliorano dopo che le autorità cinesi hanno deciso uno stop al meccanismo di sospensione automatica degli scambi che scatta nel caso di volatilità eccessiva in Borsa. Francoforte, la più pesante, cede il 2,26%. Milano cede l'1,98% e torna sopra i 20mila punti (20.025 punti). Calo sopra il 2% anche per Londra mentre Parigi cede l'1,83% e Madrid l'1,49%. Lo spread si muove in area 101 punti.

 

15:50 - CINA: STOP ALLA SOSPENSIONE AUTOMATICA. Le autorità cinesi hanno deciso uno stop al meccanismo di sospensione automatica degli scambi che scatta nel caso di volatilità eccessiva in borsa. Lo riferisce l'autorità di borsa sul sito Weibo. Il meccanismo, che chiude la borsa per l'intera giornata in caso di perdite oltre il 7%, rischia di alimentare ulteriore volatilità.

 

15:30 - WALL STREET APRE IN NEGATIVO.  Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde l'1,25% a 16.679,11 punti, il Nasdaq cede il 2,09% a 4.735,07 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,1% a 1.968 punti.

 

14:00 - MILANO AI LIVELLI DI UN ANNO FA. Piazza Affari sotto pressione, al pari delle altre borse europee, per la crisi cinese. Il Ftse Mib finisce sotto i 20mila punti e torna su livelli di metà gennaio 2015.

 

13:55 - LE VENDITE NON SI ARRESTANO. Non si arresta l'ondata di vendite sui listini europei. L'indice d'area Stoxx 600 lascia sul terreno oltre tre punti percentuali. Maglia nera, a metà giornata, è Francoforte (-3,5%). Ma anche le altre Piazze non sono da meno: Londra perde il 2,73%, Parigi il 2,84%, Madrid il 2,6% e Milano il 2,62% a con il Ftse Mib a 19.886 punti. Il tonfo non risparmia nessuno con in testa Intesa (-3,65%), Ferrari (-3,54%), Unipol (-3,42%). Lo spread si muove sopra i 100 punti.

 

11.23 - PIOGGIA DI VENDITE IN EUROPA, FRANCOFORTE -3,4%. Resta violenta la corrente di vendite sulle Borse europee con il petrolio che guarda anche alle scorte negli Usa e non riesce a risalire: Francoforte e Amsterdam perdono il 3,4%, Parigi il 2,8%, Londra e Parigi il 2,6%, con Milano che segna un calo dell'indice Ftse Mib del 2,3%. Ancora molto male i settori delle materie prime e dell'energia, seguiti da quello automobilistico (Volkswagen -4,8%). In Piazza Affari Unicredit e Mps cedono il 4%, tengono Poste (-0,5%) ed Enel (-0,9%).

 

10.30 - PETROLIO OPEC SOTTO 30 DOLLARI, PRIMA VOLTA DAL 2004. Il prezzo del petrolio del paniere Opec scivola sotto i 30 dollari al barile, fino a 29,71 dollari al barile, per la prima volta dal 5 aprile del 2004. Lo ha comunicato la stessa Organizzazione petrolifera sul sito web.

 

10.05 - EUROPA IN ROSSO, MILANO -2,2%. Borse europee tutte in forte calo in avvio di seduta: dopo i primi scambi la peggiore è Francoforte che cede il 3%, seguita da Parigi e Madrid in calo del 2,5%, con Londra e Milano che perdono il 2,2%. Pesa la nuova tempesta cinese e il prezzo del petrolio, con Eni che in Piazza Affari cede il 3,5%. Deboli anche diverse banche (Mediolanum sospesa, Mps -3,7%), Fca segna un calo del 3,4%.

 

9.22 - LONDRA, PARIGI E FRANCOFORTE DEBOLI IN AVVIO. Avvio con ampie perdite per la Borsa di Londra: l'indice Ftse 100 segna un ribasso del 2,1% a 5.944 punti. Partenza molto debole anche per la Borsa di Parigi: l'indice Cac 40 registra un calo iniziale del 3% a 4.347 punti. Primi scambi di seduta tra consistenti vendite anche per la Borsa di Francoforte, che ha aperto le contrattazioni con l'indice Dax negativo del 2,2% a 9.988 punti.

 

9.13 - PIAZZA AFFARI -2%. I primi minuti di scambi confermano l'avvio molto pesante per Piazza Affari, ma con un parziale alleggerimento del clima, anche se in avvio si sono registrate diverse sospensioni al ribasso: l'indice Ftse Mib è in calo del 2%, con Eni e Mps - tra i diversi titoli del paniere principale - in asta di volatilità, mentre Unicredit cede oltre il 3%.

 

9.05 - MILANO APRE A -3,21%. Dopo il nuovo crollo delle Borse cinesi, partenza pessima per Piazza Affari: il primo indice Ftse Mib segna una perdita del 3,21%, l'Ftse It All-Share un calo del 2,98.

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