Borse in calo: pesano Cina, petrolio e dati macro Usa

Shanghai chiude a -3,55% ed entra in fase recessiva. Il greggio scende a 29,77 dollari. Arrancano le Borse europee.

15 Gennaio 2016

Un uomo osserva l'andamento degli indici in una Borsa cinese.

(© Ansa) Un uomo osserva l'andamento degli indici in una Borsa cinese.

Due spettri si agitano sopra i mercati finanziari globali, che il 15 gennaio hanno segnato nuovi forti ribassi confermando il difficile momento cominciato con il crollo del Dragone a inizio anno.
La Cina preoccupa ancora gli investitori, e il -3,55% fatto segnare dalla Borsa di Shanghai, con lo Shanghai composite che è arrivato a perdere il 20% dai massimi di dicembre entrando in una fase di mercato ritenuta dagli addetti ai lavori recessiva o di 'bear market', il cosiddetto 'Orso'.
OPEC, RIUNIONE A MARZO. E continua a calare anche il prezzo del petrolio, tornato sotto i 30 dollari al barile, con il Wti a 29,77 dollari dopo aver toccato i 29,61 che rappresentavano il minimo dal 2003, e i future sul Brent a 29,93 dopo aver toccato il record negativo dal 2004 a 29,73. A pesare sui prezzi dell'oro nero, oltre alla crisi cinese, è l'attesa per il ritorno sul mercato dell'Iran.
La crisi e la tensione sono palpabili, e se i Paesi dell'Opec potrebbero convocare una riunione straordinaria a marzo, la Russia, che a petrolio e gas deve la metà delle sue entrate, teme ripercussioni gravi. «L'andamento del petrolio crea seri rischi alla gestione del bilancio», ha affermato il premier Dimitri Medvedev, e mentre la Borsa è crollata di oltre 6 punti percentuali, il Cremlino ha annunciato l'intenzione di tagliare del 10% la spesa pubblica.
INFLAZIONE LENTA. Dopo il primo rialzo in nove anni dei tassi della Fed, resta lenta anche l'inflazione, influenzata dal basso costo del greggio, e nemmeno i dati macroeconomici in arrivo dagli Stati Uniti sono incoraggianti. L'indice Empire, che misura l'attività manifatturiera dello Stato di New York, è passato a -19,37, con il dato di gennaio rivisto in negativo da -4,59 a -6,21. E pensare che gli analisti si aspettavano un dato negativo ma in miglioramento, a -4. In calo dello 0,1% su base mensile le vendite al dettaglio di dicembre (448,1 miliardi), in crescita del 2,1% il dato sui 12 mesi. Hanno invece confermato le aspettative il dato dei prezzi alla produzione, scesi dello 0,2% tra novembre e dicembre.
SPREAD BTP-BUND STABILE. In questo contesto le Borse europee hanno continuato a muoversi in perdita. Piazza Affari si è mossa intorno al -3%, Londra ai 2 punti di perdita, Francoforte ha perso il 2,6%, Parigi il 2,2. L'euro è salito cambiando a 1,0881 dollari e 128,10 yen. Stabile a 98 punti lo spread.
Wall Street ha fatto segnare un avvio in netto calo. Il Dow Jones ha perso l'1,68%, il Nasdaq ha ceduto il 3,23% a 4.464,81 punti mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l'1,48%.

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