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Economia 

CRISI

Borse, lunedì da -120 mld

Bocciata l'austerity Ue. Debito pubblico record 1.946 miliardi. Milano -2,74%. Btp-Bund a 424. Consob: «Dittatura spread».

di Gabriele Perrone

L'effetto domino della crisi europea e il vento dell'anti-austerità hanno abbattuto in maniera spietata tutti i mercati del Vecchio continente, dalla Grecia all'Italia e la Germania.
BRUCIATI 120 MLD. La settimana non poteva aprirsi peggio, visto che nella seduta di lunedì 14 maggio sono stati bruciati 120 miliardi di euro (di cui nove a Piazza Affari).
OCCHI SU BERLINO E ATENE. Un segnale inequivocabile del punto di non ritorno a cui è arrivata l'Europa: da una parte la rigidità della cancelliera tedesca Angela Merkel è stata messa in discussione dalla sconfitta del suo partito in Nord Reno-Westfalia.
Dall'altra ad Atene si fatica a formare un governo filo-europeista capace di evitare un default sempre più probabile, portando il Paese ellenico fuori dalla moneta unica.
MILANO -2,74%. NEGATIVA TUTTA EUROPA. La conseguenza diretta è stata una serie di risultati negativi da Est a Ovest, da Nord a Sud, senza alcuna distinzione: Milano ha perso il 2,74%, Madrid -2,6% e Atene giù del 4,5%.
Ma la ghigliottina si è abbattuta gravemente anche su Londra (-1,97%), Francoforte (-1,94%) e Parigi (-2,29%).
OBAMA PREOCCUPATO. Questi numeri hanno spaventato anche gli Stati Uniti, che guardano con apprensione all'Europa mentre il presidente Barack Obama spinge per la riforma di Wall Street dopo il 'buco' da 2 miliardi di dollari di Jp Morgan.

Spread a 424 punti. Debito pubblico al livello record di 1.946 miliardi

Lo spread Btp-Bund ha terminato a 424 punti base, dopo aver superato quota 430 nel corso della giornata, con il rendimento del decennale italiano al 5,70%.
Non è andata meglio al differenziale tra Spagna e Germania, salito a 476,9  punti dopo aver toccato 490.
L'indice Stoxx 600 delle piazze europee ha chiuso a -1,80% e l'euro è sceso a quota 1,284 dollari, dopo un minimo di gennaio a 1,285. Ulteriore indizio delle serie preoccupazioni per il futuro della moneta unica.
TESORO, COLLOCATI 3,5 MLD. Non è bastato il fatto che il Tesoro abbia collocato 3,5 miliardi di titoli di Stato con scadenza a tre anni. Il rendimento è stato stabile al 3,91% e la domanda è stata pari a 1,52 volte l'importo offerto.
A pesare sull'Italia è stato soprattutto il dato negativo sul deficit, salito a livelli record a marzo. Il debito pubblico è salito a 1.946 miliardi di euro, superando i 1.934 miliardi toccati a gennaio.
CONSOB: «DITTATURA DELLO SPREAD». E i mercati sembrano aver ignorato anche l'appello del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, il quale ha lanciato l'allarme sulla «dittatura» della speculazione e dello spread.

Ftse Mib a 13.660 punti, vicino ai minimi di marzo 2009

In Piazza Affari sono stati registrati forti cali, soprattutto delle banche. L'indice Ftse Mib ha chiuso in pesante negativo a -2,74% a 13.660 punti, non lontano dai minimi di settembre 2011 e di marzo 2009, quando il crollo dei mercati era giunto al suo culmine.
MOODY'S TAGLIA IL RATING DI 26 BANCHE. Unicredit ha ceduto il 4,77% a 2,6 euro, Intesa SanPaolo il 3,55% poco sopra la soglia psicologica dell'euro: il titolo ha chiuso a un prezzo di 1,03 euro. Unico gruppo del settore in crescita è stato il Monte dei Paschi di Siena, salito dell'1,33% dopo che negli ultimi due mesi ha ceduto circa il 40% del suo valore.
In tarda serata è poi arrivata la doccia fredda: l'agenzia Moody's ha tagliato il rating di 26 istituti bancari italiani, considerati «vulnerabili in un contesto difficile in Italia e in Europa».
MEDIOLANUM E FONSAI A PICCO. Tra i titoli maggiori, il peggiore è stato quello di Mediolanum, che ha perso il 6,96%.
Tra i gruppi coinvolti dal progetto di salvataggio della 'galassia Ligresti' spicca il calo del 6,76% a 1,03 euro di Fondiaria Sai. In linea con il listino generale la chiusura di Milano Assicurazioni (-2,56%) e di Premafin, che ha concluso in calo del 2,97%.
SOFFRONO TELECOM E FINMECCANICA. Ha tenuto invece Unipol, che ha segnato un ribasso dello 0,14% in una giornata non facile per i titoli assicurativi, nella quale Generali ha accusato un calo del 2,27% a quota 9,26 euro.
Nel paniere a elevata capitalizzazione, debole anche Telecom (-4,68%) mentre la controllata Ti Media è cresciuta del 2,05% sulle ipotesi di prossima vendita.
Il segno meno l'ha fatta da padrone quasi ovunque, con Finmeccanica (-4,21%) che è stato uno dei gruppi più pesanti della giornata.
A2A IN FORTE RIALZO. Ma alcuni titoli si sono salvati dal lunedì nero delle Borse: Tod's (+0,55%), Pirelli (+0,84%), Mediaset (+1,22%), Diasorin (+2,70%) e soprattutto A2A, in rialzo finale del 4,50% nella giornata in cui ha chiuso il finanziamento per l'acquisizione di Edipower.
Molto bene Buongiorno (+13% a un prezzo di 1,97 euro), che si è allineata al prezzo dell'Opa lanciata dalla tedesca Docomo.

Lunedì, 14 Maggio 2012


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Disperazione a Piazza Affari.

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