BpVi, ultimatum della Bce: «Senza piano di risanamento rischio bail-in»

Lettera di Francoforte all'istituto vicentino a pochi giorni  dall'assemblea degli azionisti.

02 Marzo 2016

La sede della Banca popolare di Vicenza.

La sede della Banca popolare di Vicenza.

La Banca Popolare di Vicenza rischia il bail-in qualora non fossero attuati l'aumento di capitale e la trasformazione in società per azioni.
È questo il contenuto della missiva inviata lo scorso 29 febbraio dalla Banca centrale europea all'istituto vicentino, sul quale sono appena state avviate indagini per associazione a delinquere e falso in bilancio.
«BPVI A UN BIVIO». «BpVi è a un bivio» - recita  il contenuto della lettera di Francoforte pubblicata da La Stampa   - «nel caso in cui uno qualsiasi degli elementi del progetto non fosse approvato e la banca non rispettasse i requisiti patrimoniali, si renderebbe necessario adottare misure di vigilanza, incluso l’esercizio dei poteri previsti dal Testo unico bancario». Vale a dire le procedure previste dalla direttiva sul bail-in.
APPROVAZIONE DI TRE ELEMENTI. Il piano di risanamento dell'istituto, destinato a essere sottoposto agli azionisti sabato 5 marzo, prevede appunto la trasformazione in Spa, un aumento di capitale da 1,75 miliardi e la quotazione in Borsa.
«L’approvazione congiunta di tutti e tre gli elementi del progetto - è scritto ancora nella lettera inviata da Francoforte - «da parte dell’assemblea degli azionisti e la tempestiva attuazione del piano sono ritenuti della massima importanza dalla Bce al fine di ripristinare il rispetto dei requisiti patrimoniali».

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