Fed, la mossa di Yellen favorisce Hillary Clinton

Niente rialzo dei tassi. Un dollaro non indebolito fa gioco all'establishment dem. Che così può attribuire a Obama l'uscita dalla crisi. Sanders e Trump al palo.

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10 Febbraio 2016

Hillary Clinton.

(© Ansa) Hillary Clinton.

La pressione sui titoli di Stato (non solo americani) hanno convinto Janet Yellen.
Che per una volta dovrebbe mostrarsi più compiacente verso i desiderata dei mercati.
A marzo del 2016 la governatrice della Federal riserve (Fed), la banca centrale degli Usa, potrebbe cambiare i suoi piani e non alzare il costo del denaro come previsto.
Questo almeno ha promesso intervenendo davanti al Congresso.
E la cosa non fa soltanto la gioia degli operatori o delle corporation americane: la decisione di non indebolire il dollaro nella guerra delle moneta fa il gioco dei democratici e della candidata dell’establishment dell’asinello, Hillary Clinton.
PRESSIONE DEM SU JANET. Da settimane gli ambienti dem premono perché la Fed rallenti la sua stretta monetaria.
C’è il timore che un’America indebolita possa finire per spazzare via la migliore arma elettorale del partito: poter dire che la gestione Obama ha fatto uscire il Paese dalla recessione.
Senza contare che il mondo finanziario e bancario, da sempre vicino al Partito democratico, preme perché non si interrompa il flusso di danaro pubblico che negli ultimi anni hanno sostenuto la ripresa.
UN COLPO A SANDERS. Non da poco quindi la decisione di Yellen, in una fase nella quale a sinistra crescono i consensi di Bernie Sanders, che non soltanto vuole ribaltare il modello economico Usa, ma chiede alla Fed maggiore indipendenza dal governo.
TRUMP SPARGE VELENO. Non a caso Donald Trump, uno speculatore al quale non dispiacciono i tassi bassi d’interesse, ripete appena può che Yellen vuole «mantenere i tassi bassi per soddisfare il presidente Barack Obama e Hillary Clinton, che aiuterà a essere eletta presidente. Lei non vuole colpire l’attuale inquilino della Casa bianca. Ma così si stanno mettendo le basi per la prossima recessione».

Yellen non ha mai nascosto la sua formazione di sinistra

Janet Yellen, governatore della Fed.

(© Ansa) Janet Yellen, governatore della Fed.

Sarà, intanto le Borse, non solo quelle Usa, ringraziano.
Yellen - una marxista secondo gli ultraliberisti dei Tea party - non ha mai nascosto la sua formazione di sinistra.
Ma finora ha sempre mostrato indipendenza di giudizio: anche quando i suoi superiori (conservatori) Alan Greenspan e Ben Bernake acceleravano nell’allentare la politica monetaria e lei denunciava i rischi di nuove bolle.
ASSUNTO RIBALTATO. Presentando al Congresso il report di metà anno, Yellen ha ribaltato l’assunto che impone un aumento dei tassi in caso di bassa disoccupazione e inflazione sotto controllo.
Smentendo anche in parte quanto annunciato nei mesi precedenti.
Certo, i salari e l’occupazione migliorano, ma con il Pil in crescita soltanto dello 0,7% nel quarto trimestre del 2015, il banchiere centrale ha ammesso che «ci sono rischi sul fronte delle prospettive economiche», tali da poter «ritardare i piani di rialzo dei tassi di interesse».
STRADA NON PREDEFINITA. Guardando al breve termine, ha aggiunto che l’inflazione ci metterà più tempo ad arrivare alla soglia di guardia del 2%, visto il calo della bolletta energetica.
E tanto basta per concludere che negli Stati Uniti «la politica monetaria non è su una strada predefinita, dipende dai dati».
Di conseguenza, il dollaro deve restare basso per non ridurre le esportazione del made in Usa. 
 

Twitter @FrrrrrPacifico

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new zealand 12/feb/2016 | 09 :35

mi sa che la Clinton sarà un autogol enorme
la candidatura di Hillary Clinton mi sembra cosa obbligata per i Democratici quanto non funzionante, e l'unico avversario, questo Sanders, pare poco adatto a fare il presidente: non mi risulta che gli americani abbiano mai votato un 74enne al primo mandato. Solo in Italia amiamo gli ottuagenari al potere. Quindi secondo me, i democratici rischiano una sonora sconfitta.
Peccato perchè contro un avversario come Trump sarebbe stato molto importante vincere.

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