Ferrari debutta alla Borsa di Milano

Il titolo scende subito sotto la quota di partenza, ma risale dopo una sospensione. Chiusura in leggero rialzo (+0,53%). Borse europee a picco dopo il crollo dei listini cinesi.

04 Gennaio 2016

(© Ansa)

Un Palazzo della Borsa rosso Ferrari, con le bandiere della casa di Maranello sulla facciata, ha accolto lunedì 4 gennaio il debutto del Cavallino Rampante. Un esordio positivo ma senza exploit, in una giornata complicata per i listini mondiali. Shangai e Shenzen hanno chiuso in anticipo, mentre perdevano più del 7%. Wall Street ha registrato la peggiore apertura dal 1932, con il Dow Jones sceso brevemente sotto la soglia psicologica dei 17 mila punti. E in tutta Europa c'è stata un'ondata di vendite, con Milano in calo del 3,2% e l'indice del Vecchio continente Stoxx 600 che ha bruciato 264 miliardi. Ferrari, in questo contesto, ha tenuto, chiudendo le contrattazioni con un +0,53% a 43,67 euro.
AZIONI SEPARATE A WALL STREET E PIAZZA AFFARI. La separazione da Fiat Chrysler Automobiles, dopo 47 anni di unione, si è così ufficialmente consumata anche in Italia. Il processo di assimilazione di Ferrari in Fiat era iniziato infatti nel lontano nel 1969, con una quota di partenza del 50%. Ora invece le azioni della casa di Maranello correranno da sole sia a Wall Street, sia alla Borsa di Milano, come deciso dall’assemblea dello scorso 2 dicembre ad Amsterdam. A Piazza Affari l'avvio delle contrattazioni è iniziato alle 9. La campanella di inizio quotazione è stata suonata dal presidente Ferrari, Sergio Marchionne, e dal presidente di Fca, John Elkann e Piero Ferrari.
DEBUTTO, SOSPENSIONE E RIPARTENZA. Ferrari debutta a Piazza Affari a 43 euro per azione. E dopo uno scivolone iniziale, con il titolo sceso sotto quota 42 euro e sospeso dalle contrattazioni per alcuni minuti, Ferrari è risalita a quota 43,39 euro (comunque circa l'1,5% in meno rispetto all'ultima seduta a Wall Street).
La capitalizzazione di mercato è di circa 7,92 miliardi di euro.
Il titolo Ferrari aveva chiuso a 48 dollari (circa 44 euro ad azione) a Wall Street nell'ultima seduta dello scorso anno, con una capitalizzazione di mercato di circa 8,32 miliardi di euro.
LA PRIMA VOLTA DELLA ROSSA A NEW YORK. La Rossa di Maranello aveva debuttato sul listino di New York a 52 dollari ad azione lo scorso ottobre, pari a circa 47,73 euro.
Davanti al Palazzo della Borsa, come era avvenuto a New York in occasione della quotazione a Wall Street, è esposta l'intera gamma della casa di Maranello: una decina di modelli tra i quali l'ultima nata, la F12 Tdf.
Fca apre la seduta a Piazza Affari a 8,48 euro per azione dopo che è diventato operativo lo scorporo della Ferrari. Fca aveva chiuso l'ultima seduta dell'anno a 12,92 euro, con una capitalizzazione di mercato di 16,6 miliardi. L'80% di Ferrari in pancia a Fca valeva, all'ultima chiusura di New York, circa 6,65 miliardi di euro.

Renzi in pole position a Piazza Affari

Il 4 gennaio il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha partecipato al debutto del titolo Ferrari a Piazza Affari.

(© Ansa) Il 4 gennaio il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha partecipato al debutto del titolo Ferrari a Piazza Affari.

Alla cerimonia presente anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Ad accoglierlo fra gli altri il presidente Ferrari, Sergio Marchionne, il presidente di Fca, John Elkann, e il vicesindaco di Milano, Francesca Balzani.
«Forse Marchionne lo avrebbe fatto comunque», ha detto Renzi parlando alla Borsa di Milano, «ma in un viaggio a Melfi con lui e John Elkann avevamo chiesto tre cose: sfruttare appieno il jobs act e con le assunzioni a Chieti è stato fatto, non dimenticare l'Ilva e su questo ci sono segnali importanti, e quotare anche a Milano. Magari ci aveva già pensato, ma voglio ringraziarlo lo stesso», ha detto.
Il premier ha poi rivendicato «i risultati eccezionali» di Borsa Italiana che ha chiuso un 2015 con un +13,2%, risultato per cui si è complimentato e ha aggiunto che questa è una «straordinaria occasione per gli investitori, per chi crede che la bellezza si coniughi all'innovazione e all'ingegneria».
MARCHIONNE RINGRAZIA. Per il premier, «il mercato non è una minaccia, e la globalizzazione è una grande opportunità. Quest'operazione in fondo è il segno che il capitalismo di relazione è finito, e che è il tempo dell'apertura e della trasparenza», ha detto in un'intervista al quotidiano La stampa.
A ringraziare Renzi è stato Marchionne che proprio al presidente del Consiglio ha dedicato le prime parole del suo discorso alla Borsa di Milano dopo il debutto del titolo Ferrari: «Gli siamo molto grati per la sua presenza qui e per quello che sta facendo per il Paese», ha detto il presidente Ferrari che poi ha parlato del futuro in Formula 1 di Ferrari, «è iniziato l'anno del ritorno in vetta. La squadra c'è, è forte e in corsa, ci manca poco per arrivare al livello degli avversari. Gli investimenti non mancheranno», ha detto il presidente di Ferrari.

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Canoi 04/gen/2016 | 10 :25

Delle due l'una: a) Renzi è un gufo; b) la quotazione di Ferrari viene letta come uno dei bidoni meglio congegnati della storia della Borsa.

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