Finmeccanica, lo schiaffo ai piccoli azionisti

Parla a L43 Bivona, banchiere che ha fatto fallire l'Opa di Hitachi su Ansaldo Sts. «C'è una differenza di 5,5 euro tra pagato e dovuto. Questione di soldi e di etica».

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19 Marzo 2016

Agli azionisti, i piccoli, mancherebbero più di 5 euro per azione.
Da banchiere navigato Giuseppe Bivona deve guardare ai numeri.
«Dal nostro punto di vista e in base alle informazioni acquisite nel processo di istruttoria in Consob», spiega a Lettera43.it, «ritengo che il prezzo dell’Opa offerto da Hitachi (9,5 euro) sarebbe dovuto essere di 15 euro. Cioè 5,5 euro ad azione in più per gli azionisti».
Si tratta di un valore ben più di quanto alto di quanto ha proposto il colosso giapponese (che dopo l’intervento della Consob ha dovuto rilanciare a 9,89) per conquistare la controllata di Finmeccanica, Ansaldo Sts, all’avanguardia nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione dei sistemi di segnalamento nel settore trasporti.
CONTRO IL DEAL. A L43 parla il finanziere, oggi di stanza a Londra con la sua Bluebell Partners, che insieme con il colosso Amber e parallelamente all’altro fondo azionista Elliot Management, dall'autunno del 2015 ha fatto le pulci all’operazione con la quale Finmeccanica, cedendo il ramo trasporti a Hitachi, ha riscritto il perimetro delle sue attività, riducndo il perimetro di quelle civili (come Sts e la produttrice di treni, Breda) per concentrarsi nella difesa.
I DIRITTI DEI PICCOLI. Ma questa non è una soltanto una storia di differenti valutazioni, perché Bivona (ex responsabile in Italia dell’area capital market di Lehman Brothers e in passato anche in Goldman Sachs, Morgan Stanley e Mc Kinsey) ha trasformato questa vicenda in una battaglia sui diritti degli investitori di minoranza.
Come ha già fatto sul dossier Monte dei Paschi di Siena - fu proprio lui il primo a dire pubblicamente che la banca falsificava i bilanci contabilizzando miliardi di derivati come titoli di Stato, cosa che Rocca Salimbeni ha riconosciuto nel dicembre 2015 - oppure quando ha collaborato con Giuliano Amato, Franco Bassanini, Paolo Guerrieri, Rainer Masera, Marcello Messori e Stefano Micossi a un progetto per riportare entro la soglia del 100% il debito pubblico, valorizzando il patrimonio pubblico.


  • La sede di Finmeccanica e, nel riquadro, il banchiere Giuseppe Bivona.


DOMANDA. Regalata o meno, è giusto vendere all’estero un gioiello come Sts?
RISPOSTA.
Finmeccanica, già durante la gestione Pansa, ha preso la decisine di strategica di concentrarsi sulla difesa. Io però non discuto la libertà del management di decidere come posizionare la propria azienda. Discuto un prezzo in fase di Opa che riguarda il mercato. 
D. Lei, da banchiere, guarda solo ai soldi.
R.
Non solo. Guardo anche all’aspetto etico della vicenda. Se Hitachi ha comprato le azioni a Finmeccanica a un prezzo più alto dei 9,5 euro offerti in Opa, perché gli altri azionisti devono avere condizioni differenti? E, altro tema, se stiamo parlando di una società tecnologicamente molto avanzata, con grande possibilità di creare valore, perché non dovrebbe essere valorizzita in modo adeguato? Senza contare che un prezzo più basso lo si sconta in fase di offerta e incide sulle decisioni delle minoranze.
D. Hitachi voterà contro il dividendo da 0,18 euro per azione alla prossima assemblea.
R.
Guardi, trovo che la decisione di aver aumentato il prezzo di offerta di 18 centesimi di euro, salvo “paventare” la possibilità di votare contro la distribuzione di un dividendo di 0,18 euro, non abbia precedenti e sia stata una delle ragioni che ha indotto gli azionisti di minoranza di Ansaldo Sts a non consegnare le azioni. 
D. Appunto, l'Opa è fallita.
R.
E dopo che l’offerta era stata estesa per ben tre volte, Hitachi ha raccolto solo il 6,4% del capitale. Un totale fallimento rispetto al progetto originario di arrivare al delisting
D. La magistratura sospetta un caso di aggiotaggio.
R.
Il tema è ovviamente delicato. La Consob ha già accertato che c'è stata collusione tra Hitachi e Finmeccanica per cui il prezzo effettivo pagato da Hitachi per le azioni Ansaldo Sts è stato più elevato di quello comunicato al mercato. Evidentemente, se un’operazione non è corretta finisce per influenzare il prezzo di mercato, di conseguenza si pongono profili di attenzione anche per la magistratura.
D. Al di là dell’inchiesta, qual è la morale di questa vicenda? 
R.
Che in una fase dove l’Italia si presenta ai mercati internazionali per privatizzare le sue aziende, non è un buon biglietto da visita. Anche se va detto che questa volta la Consob è quanto meno intervenuta riconoscendo la collusione.
D. Anche Moretti, riferendosi ai vostri esposti, parla di un brutto esempio.
R.
Non devo certamente rispondere io all’amministratore delegato di Finmeccanica.
D. Non è il primo caso nel quale le minoranze non vengono rispettate.
R.
Appunto. Ma almeno, rispetto al passato, come dicevo, la Consob si è mossa in modo molto più energico di quanto ha fatto per esempio su Monte dei Paschi.
D. In effetti la Consob vi ha dato ragione. 
R.
Ci ha dato ragione sull’esistenza della collusione tra Hitachi e Finmeccanica che Bluebell Partners aveva chiesto di accertare con un’istanza formulata l’11 novembre 2015. Va detto però che l’autorità di controllo aveva già ricevuto altri esposti a partire dal febbraio 2015 e non si era attivata d’ufficio - come a mio parere avrebbe dovuto fare - e che il corrispettivo stimato per il travaso di valore (32 milioni di euro secondo la Consob, ndr) a nostro parere è stato ben superiore.
D. Quanto?
R.
Vale circa 450 milioni di euro.
D. Da 32 a 450 milioni di euro c’è una certa sproporzione.
R. Esattamente. Ed è per questo che abbiamo depositato istanza al Tar chiedendo di ingiungere alla Consob di rivedere la quantificazione del valore della collusione da 32 a 450 milioni. Del resto dalle carte depositate presso la Consob da Hitachi risulta che l’11 dicembre 2014 il consiglio di amministrazione stesso del gruppo giapponese aveva stimato il prezzo delle azioni a 12 euro l'una. Non i 9,5 euro offerti in Opa. 
D. C’è una valorizzazione di quasi il 30%?
R.
In totale, stando a quei prezzi, la differenza sarebbe di 550 milioni. Che per noi però è più bassa, perché quella valutazione non considera le garanzie che Finmeccanica ha concesso a Hitachi. Per altro, del valore di quelle garanzie non c’è traccia nel comunicato congiunto Hitachi-Finmeccanica emesso nel febbraio 2015, ovvero al momento dell'annuncio delle operazione.
D. Userete nei vostri ricorsi anche il maxi bonus che Moretti avrebbe ricevuto per chiudere l’operazione?
R
. La questione da noi sollevata riguarda unicamente la correttezza del prezzo di offerta che Hitachi ha inteso corrispondere alle minoranze.
D. Adesso vi affidate al Tar del Lazio.
R.
L’udienza per ribaltare la decisione della Consob è fissata il 17 maggio 2016. E noi restiamo convinti delle nostre ragioni.
 

Twitter @FrrrrrPacifico

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