La crisi di Mps, tra l'incubo Borsa e gli acquirenti in fuga

Il Tesoro cerca un acquirente. Ma nessuno la vuole. Pesano gli oltre 23 miliardi di sofferenze. L'unica speranza? Si chiama bad bank.

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20 Gennaio 2016

L'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola.

(© Imagoeconomica) L'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola.

Pier Carlo Padoan ha un motivo in più per far approvare la bad bank dalla Commissione europea: deve rendere appetibile il Monte dei Paschi di Siena e trovargli un acquirente.
Da giorni il Tesoro, suo malgrado azionista con il 4,024%, sta sondando tutte le realtà finanziarie italiane per far spingerle alle nozze con la banca.
Che, tra l’altro deve trovare un partner, perché ha promesso in Europa di diluirsi in una realtà più grande in cambio dell’autorizzazione ai Monti Bond.
IN CAMPO GUTGELD E SERRA. In quest’ottica sono scesi in campo per gettare acqua sul fuoco mr Spending review Yoram Gutgeld («Mps rappresenta soltanto il 3-4% del sistema creditizio italiano) e lo speculatore più famoso a Palazzo Chigi, Davide Serra.
Il gestore di Algebris, in barba alle elementari regole di riservatezza tanto care agli investitori, ha fatto sapere da Davos: «Per la prima volta sto guardando e iniziando a investire sul credito del Monte dei Paschi, sui subordinati e sul debito senior».
TITOLO SULLE MONTAGNE RUSSE. Mentre in Borsa il titolo vive giornate sulle montagne russe. Dopo il tracollo del 20 gennaio e una raffica di sospensioni, le azioni hanno ripreso il volo, portando Mps a rialzi attorno al 20%.
Sullo sfondo, le parole dell'amministratore delegato Fabrizio Viola, che in una nota ha fatto sapere: «Le prime evidenze relative al 2015 confermano che l'attuale andamento del tutto anomalo del titolo Mps non ha alcun riscontro nei fondamentali della banca che anche nel corso dell'ultimo trimestre sono migliorati, confermando il trend evidenziato nei primi nove mesi dell'anno».

Unicredit, Intesa, Poste: nessuno vuole Mps

Piazza Salimbeni, sede di Mps a Siena.

(© ImagoEconomica) Piazza Salimbeni, sede di Mps a Siena.

Mps è più solida di quanto la valuti il mercato: la banca è tornata all’utile, la patrimonializzazione è tornata sopra la soglia di guardia (al 12%), ma ha ereditato oltre 23 miliardi di sofferenze.
Ed è proprio questo che fanno notare tutti i possibili acquirenti contattati dagli advisor Citi e Ubs. E lo stesso avrebbero fatto presente i banchieri interpellati dal Tesoro.
Nelle ultime ore, infatti, il titolo – che ha visto dimezzare il suo valore dall’inizio dell’anno – ha scontato anche le smentite ufficiali, dopo le ipotesi di merger.
L’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, interpellato sulla vicenda, ha chiarito che «il governo non ha chiesto né sollecitato Unicredit a intervenire su Mps».
IPOTESI UBI E BANCO POPOLARE. Ancora più duro il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina: «Non siamo disponibili ad operazioni sulle banche italiane che distruggano valore. Non siamo interessati a nessuna banca italiana. È categorico».
Poste Italiane ha persino smentito direttamente oggi con una nota ufficiale: «Con riferimento a indiscrezioni e ipotesi di intervento di Poste in operazioni di salvataggio di istituti bancari - si legge - Poste Italiane smentisce un suo coinvolgimento».
Le due realtà più interessate a Rocca Salimbeni sarebbero Ubi e Banco Popolare. Le quali però hanno come preda prioritaria la Popolare di Milano.
A Palazzo Chigi, vista la toscanità di Mps, il dossier è studiato con molto interesse. Anche perché gli enti locali senesi, un tempo veri padroni della banca, sono diventati renziani in corso d’opera.
TUTTO PASSA DALLA BAD BANK. In quest’ottica non si disegnerebbe l’ingresso di Mps in una realtà più grande per creare quel campione nazionale che al momento non sono né Unicredit né Intesa, chiamate in causa in più occasioni per salvare la più antica banca d’Italia.
Eppure, nonostante i prezzi di realizzo, nessuno vuole il Monte dei Paschi. Almeno per ora.
Infatti l’istituto potrebbe tornare interessante se l’Unione europea sbloccherà la bad bank che dovrebbe smaltire buona parte dei 200 miliardi e più di sofferenze in pancia del sistema creditizio.
E in quest’ottica Mps, con i suoi 25 miliardi di Npl, potrebbe recuperare almeno un terzo dei soldi che oggi a Siena danno per larghissima parte per persi.

 

Twitter @FrrrrrPacifico

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new zealand 21/gen/2016 | 15 :35

MPS, lascito del vecchio sistema PD-Forza Italia-banchieri

speriamo che adesso si ponga un freno a certi schemi purtroppo collaudati da decenni. Un tempo si credeva che tanto la crescita avrebbe cancellato ogni debito, ogni ruberia. Oggi sappiamo che non sarà affatto così

Canoi 20/gen/2016 | 19 :16

Ripetuti crolli di Borsa, crisi bancaria devastante in cui MPS è solo la punta più in vista, crisi di rapporti con UE che non possono essere risolti a l'italienne con il solito ridicolo ..volemose bene..! probabile chiusura di ILVA che è un altro segno del degrado italiano. Si può continuare ma basta questo per far andare a casa immediatamente il bischero. Chiunque anche il culo-puzzone di Berlusconi mollerebbe lo scettro (!!!), non per l'Italia come spesso si dice in queste circostanze, ma per se stesso e il Partito di appartenenza. Se Renzi va a casa il pallino va in mano alla Commissione Europea, ai Governi Europei, ai Partiti Europei, perché siamo troppo grossi e troppo importanti per lasciarci naufragare. Saremo commissariati (di fatto lo siamo già) anche formalmente perché difendendo noi Germania e Francia,... difendono se stesse; quanto meno pagano un pegno minore di quello senza il loro intervento. Se Renzi va a casa. Se Renzi non va a casa Germania, Francia,..... staccheranno, fate da soli, calibrando le loro azioni per non avere conseguenze o almeno le minori possibili. Ma Renzi va a casa? no, non sembra:..ore 18 e 12 al Senato...se perdo referendum considero conclusa ecc ecc ore 18 e 30... UE, occasione se lascia austerity... Questo sta operando una rimozione, la realtà può aspettare ora sono importanti le fantasie!

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