Piazza Affari, banche nel mirino

Sei titoli sospesi. A causa dei crediti deteriorati. Tra la Bce che vuole vederci chiaro e la bad bank che non decolla.

19 Gennaio 2016

Piazza Affari a Milano.

(© Getty Images) Piazza Affari a Milano.

Banche italiane ancora sotto tiro.
Piazza Affari ha azzerato i rialzi dell'avvio mentre continua ad aumentare il numero degli istituti in asta di volatilità.
Il Ftse Mib, dopo aver toccato un rialzo massimo del 2,57%, cede lo 0,05%. Sono sei gli istituti congelati: Banco Popolare, che segna un ribasso teorico dell'8,37%, Mps (-7,25%), Bper (-5,23%), Unicredit (-5,33%), Bpm (-3,61%) e Ubi Banca.
PANIC SELLING A PIAZZA AFFARI. A pesare le incertezze degli investitori per la qualità degli attivi, tra i timori di rallentamenti sulla 'bad bank' e le voci di un nuovo scrutinio Bce, in particolare tra gli istituti italiani.
Perché, gira e rigira, il problema è sempre quello: i crediti deteriorati.
La Bce vuole vederci chiaro mentre la bad bank non decolla e la ripresa economica neanche.
GLI EFFETTI DEL GELO CON L'UE. Il braccio di ferro elettoral-muscolare tra Renzi e Juncker, poi, non fa altro che gettare benzina sul fuoco. Visto che tra i motivi del gelo tra Roma e Bruxelles c'è proprio il nodo banche.
Al salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Cassa Ferrara e CariChieti è seguito infatti uno scambio di accuse molto duro: per Renzi è stata l'Ue a imporre il metodo doloroso, per Bruxelles l'Italia è stata la sola causa del suo male e non c'erano molte alternative all'interno delle regole.
I DUBBI SULLA BAD BANK. Al governo non era già andata giù nemmeno la chiusura dell'Ue sul fronte 'bad bank', uno strumento che avrebbe potuto aiutare le banche prima che arrivassero al collasso.
Sul piano, invocato come soluzione per alleggerire il sistema bancario nazionale da 180 miliardi di sofferenze lorde e per rilanciare il credito, si sono confrontati i vertici di Cdp, Claudio Costamagna e Fabio Gallia, in una riunione a Palazzo Chigi col premier e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. La discussione, aperta con Bruxelles, riguarda in particolare la garanzie pubbliche a una o più bad bank proposte dall'Italia alla Ue.
NEL MIRINO DELLA BCE. Ma a innescare il fuggi fuggi degli investitori ci sono pure le indiscrezioni su una nuova iniziativa del Single supervisory mechanism, la vigilanza dell'Eurotower, con l'invio di questionari alle banche europee per un esame dei non performing loans (prestiti non performanti) in parallelo con l'attività ispettiva a verifica del livello delle coperture.
Proprio i timori legati a un giro di vite su un punto debole per il sistena italiano e il rischio, in prospettiva, di nuovi accantonamenti hanno fatto da detonatore a Piazza Affari.
Nel tentativo di fare un po' di chiarezza, al termine del lunedì nero è intervenuta pure la Consob con la richiesta alle banche di commentare l'interessamento della Bce sugli alti livelli di non performing loans detenuti dagli istituti di credito europei.
Sotto la lente - hanno ammesso in serata - sono finiti Banco Popolare e la Bpm, candidati alle prime nozze tra popolari, Bper Mps e Carige e pure una delle big, Unicredit. Non hanno invece ricevuto richieste da Francoforte Ubi, Intesa, Mediobanca, Credem e Popolare di Sondrio.
Gli istituti finiti nel mirino saranno soggetti, in questo mese e nel prossimo, ad attività di valutazione e indagini conoscitive su «strategia, governo, processi e metodologia adottati in ambito non performing loans» è la formula comune.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
Banche, industria e consumi: l'Italia saluta la ripresa

Il Paese rischia di chiudere male il 2016. Pil a +0,8%. Domanda interna bloccata. Ordini e importazioni in calo. E così si complica il lavoro di Padoan in Europa.

prev
next