Rimborsi, Renzi adesso vuole fare pagare le banche

Il fondo di solidarietà non basta. Matteo punta a coinvolgere anche le 4 newco: pronto il decreto. Ma quante incognite sui risarcimenti. I tempi? Saranno lunghi.

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29 Dicembre 2015

La sede centrale di Banca Etruria ad Arezzo.

La sede centrale di Banca Etruria ad Arezzo.

Alzare il plafond del fondo di solidarietà e, operazione non meno complessa, provare a coinvolgere nei risarcimenti anche le banche nate dalle ceneri di Banca Etruria, Banche Marche, Carife e Carichieti.
Nonostante la pausa natalizia è frenetica l’attività tra Palazzo Chigi e il Tesoro per scrivere i criteri da inserire nel decreto che dovrà fare chiarezza su quali risparmiatori potranno rivedere i loro soldi investiti nei quattro istituti.
Poco prima di Natale i consigli di amministrazione delle nuove banche si erano affrettate a diffondere una nota, nella quale avvertivano la comunità finanziaria, la politica e i risparmiatori che «in base alle norme europee ed italiane loro», le newco bancarie, «non possono essere oggetto di azioni da parte dei vecchi azionisti e obbligazionisti subordinati». Una precisione che non è piaciuta al governo.
LO STRAPPO CON BANKITALIA. Sondaggi alla mano, Matteo Renzi si è accorto che deve disinnescare al più presto la questione: gli scandali e il trattamento riservato agli ex soci ed obbligazionisti della quattro banche sta facendo aumentare i consensi di Cinquestelle e Lega.
C’è da ricucire lo strappo con Bankitalia (spalleggiato dal Quirinale) e da ritrovare un dialogo con l’Europa, che deve ancora autorizzare la creazione di una bad bank, indispensabile per rottamare i quasi 2 miliardi di euro di sofferenze a carico dei nostri istituti.
Da qui la decisione di chiedere a Bruxelles il permesso per alzare (ma soltanto nei prossimi mesi) la dotazione del meccanismo di solidarietà, adesso ferma a 100 milioni.
LA MINACCIA DI GOZI. Per superare gli ostacoli europei si vuole da un lato usare la stessa logica del fondo per gli esodati (rifinanziarlo ogni qualvolta si presentano nuovi casi), dall’altro far presente che, come ha fatto la Germania salvando la Hsh Nordbank e tanti altri istituti, l’intervento riguarda una realtà già nazionalizzata.
Sullo sfondo c’è la minaccia – annunciata dal ministro alle Politiche comunitarie, Sandro Gozi – di ricorrere alla Corte Costituzionale contro l’applicazione del bail in (al fallimento delle banche partecipano anche obbligazionisti e correntisti sopra i 100 mila euro) ai contratti siglati prima dell’approvazione della normativa europea.

L'arbitro sarà l'Anac di Cantone

Raffaele Cantone insieme con Matteo Renzi.

(© Imagoeconomica) Raffaele Cantone insieme con Matteo Renzi.

Ma Renzi sa che deve risolvere la questione banche.
Ecco spiegata la decisione di coinvolgere anche gli istituti sorti dalle ceneri di Banca Etruria, Banche Marche, Carife e Carichieti nei risarcimenti. Ma soltanto dei clienti truffati.
Il decreto prevederà che tutti i risparmiatori che si sono visti dare ragione nei contenziosi dall’Anac di Raffaele Cantone potranno portare davanti alla giustizia civile le newco, per rivalersi sulle stesse.
Non a caso Filippo Taddei, responsabile economia e lavoro del Pd, ha fatto notare al Corriere della Sera che la cosa è già prevista dal decreto 183 dello scorso novembre.
TEMPI LUNGHI PER I RISARCIMENTI. Nel testo, infatti, si legge (comma 1, articolo 1) che le nuove realtà dovranno avere «l'obiettivo di mantenere la continuità delle funzioni essenziali precedentemente svolte dalle medesime banche e, quando le condizioni di mercato sono adeguate, cedere a terzi le partecipazioni al capitale o i diritti, le attività o le passività acquistate, in conformità con le disposizioni del medesimo decreto legislativo».
Ma nel contempo, al comma 2 dell’articolo 1, è previsto che alle newco «possono essere trasferiti azioni, partecipazioni, diritti, nonché attività e passività delle banche in risoluzione».
I tempi dei risarcimenti rischiano di essere alquanto lunghi. E anche l’entità potrebbe essere molto bassa.
LA RIFORMA DELLE BCC. Il Centro Studi di Assobond, l'associazione di consumatori specializzata nel tutelare gli obbligazionisti, ha fatto sapere che è troppo restrittiva l’intenzione di «un rimborso parziale solamente ai risparmiatori che avevano nel proprio portafogli una percentuale di obbligazioni o di azioni pari o superiore al 50% del totale dei propri investimenti».
Anche su questo il governo dovrà lavorare, perché è il Pd stesso a chiedere di mandare un segnale più rassicurante all’opinione pubblica.
Il capogruppo alla Camera, Ettore Rosato, rilancia sulla riforma delle Bcc.
Mentre la commissione Finanze del Senato, guidata dal renziano Mauro Maria Marino, chiede più coraggio a Pier Carlo Padoan per dividere le attività bancarie da quelle finanziarie e per piegare le resistenze dell’Europa e «creare un veicolo speciale cui conferire i crediti deteriorati, ripulendo i bilanci delle banche e restituendo a esse un margine di manovra che oggi è piuttosto ristretto».

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adl 29/dic/2015 | 14 :03

UNA SEMPLICE SOLUZIONE ...........................
..........TROPPO OVVIA E PRATICABILE PER ESSERE ATTUATA.
Ragioniamo in termini di performance SISTEMICHE:
1) Sistema di vigilanza: TESORO-BANKITALIA-CONSOB-COLLEGIO SINDACALE-SOCIETA' DI REVISIONE è stato fallimentare. Il monte retribuzioni delle Unità di controllo non controllanti va coinvolto pro quota.
2) Sistema legislativo: Parlamento: Le leggi a tutela del risparmio sono state carenti e disapplicate in tutto o in parte. Non erano all'altezza della situazione: Il monte retribuzioni del mondo legislativo e delle relative dattilografe ed elettricisti pagati come OBAMA, va COINVOLTO PRO QUOTA.

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Greco è il nuovo capo della procura milanese. Estraneo alle logiche correntizie, assicura continuità con Bruti Liberati. E accontenta (quasi) tutti. Renzi incluso.

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