Strasburgo, interventi per salvare l'Erasmus

La Costa è ottimista: «I fondi saranno erogati».

05 Ottobre 2012

Progetto Erasmus

Progetto Erasmus

È un incognita il destino del programma Erasmus, che a inizio ottobre 2012 sembra essersi ritrovato ostaggio della guerra del bilancio tra le istituzioni europee. Da una parte i Paesi pro-austerità del fronte nordico, Gran Bretagna, Germania e Finlandia, che in tempi di crisi vogliono tagliare i fondi all'Ue, dall'altra la Commissione ed l'Europarlamento che chiedono invece risorse per finanziare i programmi per crescita, occupazione ed educazione.
COSTA: «LE RISORSE SARANNO EROGATE». L'eurodeputata del Pd Silvia Costa è membro della commissione Cultura dell'Europarlamento al momento al lavoro sul Programma per l'educazione 2014-2020, dove si prevede un aumento del 75% delle risorse a disposizione rispetto al 2007-2013. Contattata dall'Agenzia Nazionale Erasmus la Costa ha dichiarato che «pur ancora in assenza di una comunicazione ufficiale da parte della Commissione ritengo che si tratterà solo di un ritardo e che entro la fine dell'anno tutte le risorse programmate saranno erogate». Lo aveva già fatto presente il portavoce del commissario Ue al bilancio Janusz Lewandowski: la Commissione ha liquidato tutte le borse per gli studenti che ne hanno usufruito tra gennaio e settembre ed il 70% delle richieste per il periodo settembre-dicembre. Il 23 ottobre lo stesso Lewandowski presenterà un bilancio correttivo sostanziale, e sarà allora che «i governi dovranno assumersi le loro responsabilità. A breve termine non c'é problema, ma se non sarà previsto nessun aumento dal bilancio correttivo 2012, allora sì che ne avremo», ha confermato il portavoce della commissaria responsabile per l'Erasmus, Androulla Vassiliou.
IN ITALIA TUTTI A SOSTEGNO DEL PROGRAMMA. Nel frattempo l'incertezza sul futuro del programma di scambio universitario ha già fatto mobilitare tutti, da Fli, che ha annunciato un'interpellanza urgente al Governo, alla Lega Nord, il cui eurodeputato Mario Borghezio ha scritto una lettera al premier mario Monti perché venga garantita la copertura delle borse agli studenti. «L'Erasmus non si tocca, non possono essere i giovani a pagare il prezzo dell'austerity», ha messo in chiaro la vicepresidente dell'Europarlamento Roberta Angelilli (Pdl).
INTERVENTI A STRASBURGO PER EVITARE I TAGLI. Strasburgo si è attivata subito, e in commissione bilancio sono stati approvati nei giorni scorsi emendamenti per evitare i tagli del Consiglio Ue sul programma Erasmus. Anche i diretti interessati hanno chiesto chiarezza a Bruxelles. «Abbiamo bisogno di una soluzione a lungo termine che garantisca i finanziamenti per tutte le prossime generazioni di studenti Erasmus», ha sottolineato la presidente dell'Unione degli studenti europei Karina Ufert, esortando i 27 a riconoscere l'importanza dei programmi europei di mobilità quando decideranno il bilancio Ue per il periodo 2014-2020.
L'UDU, SERVE RISPOSTA IMMEDIATA. Nel frattempo il coordinatore nazionale dell'Unione degli universitari Michele Orezzi ha chiesto «una risposta certa e immediata per garantire tutti gli studenti che già oggi stanno pianificando e hanno il diritto di organizzare in tutta tranquillità il prossimo anno accademico». Perché, ricordano i Giovani industriali, «tagliare il progetto Erasmus significa amputare la possibilità di migliorare il nostro futuro».

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