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Economia 

ECONOMIA

Confindustria: «L'Italia non è per i giovani»

Morelli, leader degli under 40: «Ostaggi della gerontocrazia».

Un giovane in difesa dei giovani. «È tempo di occuparci del futuro dell'Italia. Alziamo la voce sul nostro futuro, che è il futuro del Paese. Non ci arrendiamo e non ci rassegniamo».
Il neo-presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, il 35enne Jacopo Morelli, ha aperto il 41esimo convegno di Santa Margherita Ligure – il suo primo alla guida degli under 40 – esortando al cambiamento, perche «nulla è più irresponsabile che sprecare una generazione». Questa Italia è «contro i giovani» e «continuando a penalizzare le nuove generazioni, sprecando le loro forze e il loro talento, sarà impossibile ottenere una robusta crescita economica», ha incalzato Morelli.
OSTAGGI DELLA GERONTOCRAZIA. La sua battaglia è quella di un'intera generazione. «Non ci arrendiamo dinanzi ad un Paese che non è, e non sembra voler diventare, un Paese per i giovani», ha detto Morelli parlando di un'Italia «oggi in ostaggio di egoismi generazionali e di una pervasiva gerontocrazia, antitesi della meritocrazia e pericoloso blocco alla crescita».
SU LA TESTA. Esponendo le tesi dei Giovani imprenditori, Morelli ha invitato quindi le nuove generazioni ad «alzare la testa». A «liberare le energie dalle catene che le imprigionano per indirizzarle su un progetto di Paese, che torni a crescere».
«L'Italia», ha sottolineato, «non è un Paese per giovani, ma l'obiettivo è diventarlo».
PANE E INTERNET. Ecco perché «il primo passo da fare è sintonizzare la Nazione sulle frequenze di una generazione nata dopo la caduta del muro di Berlino, cresciuta a pane e Internet, che ha esperienze di studio all'estero e va a Londra con 20 euro». Secondo Morelli, «stiamo sacrificando sull'altare dei diritti acquisiti, i diritti delle nuove generazioni, che sono: un lavoro meglio remunerato, un'istruzione al passo con i tempi, una prospettiva di crescita personale e professionale. Stiamo difendendo disparità di trattamento, non giustificabili né sul piano etico, né su quello dell'efficienza e della competitività, dimenticando gli equilibri tra le generazioni e lo scambio consapevole dall'una all'altra».
Ma ai giovani Morelli ricorda che «progettare e costruire il futuro tocca a persone come noi, a tutti i giovani italiani. E ancor più tocca ai Giovani imprenditori, un movimento che ha la responsabilità e l'orgoglio di essere la leadership di questo Paese».

«Fisco: meno tasse ai giovani per aumentarne il reddito»

«Abbassare le tasse ai giovani» è uno dei punti chiave richiesti.
«Meno tasse», ha detto il presidente Morelli, «significa più reddito disponibile. Così si risponde all'ansia di chi deve, in autonomia, costruire il proprio futuro. Negli ultimi anni il salario reale d'inserimento è sceso drammaticamente. A stipendi più bassi non hanno corrisposto carriere più rapide e la perdita di reddito è permanente. Un laureato italiano, fra i 25 e i 34 anni, guadagna l'80% della media della retribuzione dei laureati nel loro complesso: nei Paesi Ocse è il 90%».
Morelli ha ricordato che «la disoccupazione giovanile è in crescita. È impossibile ignorare questi aspetti, mentre si lavora alla riforma fiscale. E devono ridursi le aliquote a vantaggio delle donne che lavorano, a sostegno di progetti professionali, maternità e famiglia».
LE QUATTRO PROPOSTE. Sono quattro le proposte dei Giovani Imprenditori di Confindustria «come sfida al cambiamento del Paese». Oltre all'abbassamento delle tasse per i giovani, gli industriali propongono di ridurre il cuneo contributivo per chi entra nel mercato del lavoro, di detassare le nuove imprese e di abolire il valore legale dei titoli di studio.
«Abbattere l'Irap sulle start up», ha osservato Morelli, «incentiverebbe l'imprenditorialità, a partire dai più giovani. Già oggi alcune regioni aiutano la nascita di nuove imprese. È importante che possano farlo tramite l'abbattimento totale dell'Irap. Non solo nei territori svantaggiati. Dobbiamo farlo subito, senza attendere il 2013 e l'entrata in vigore del federalismo fiscale».
TITOLI DI STUDIO. Morelli ha poi sottolineato l'esigenza di abolire il valore legale dei titoli di studio, «un provvedimento necessario per avere università in competizione fra loro e competitive nel mondo. Puntare sul merito significa rilanciare l'università, che deve evolversi in modo più incisivo rispetto alle pur apprezzabili riforme attuali. Non possiamo mantenere tante università, che cercano di fare contemporaneamente insegnamento e ricerca. Libertà di azione e merito sono gli unici parametri da adottare, anziché parentele e anzianità. E per aumentare autonomia e concorrenza nelle università, si deve eliminare il tetto alle tasse universitarie e incrementare le borse di studio».
«Il successo», ha sottolineato il presidente dei Giovani Imprenditori, «si misura sulla capacità di creare Nobel e attrarre studenti da tutto il mondo. Sui circa 3 milioni di studenti europei che compiono un anno di formazione all'estero, solo l'1,7% viene in Italia: i nostri cervelli smetteranno di fuggire quando riusciremo ad attrarre altri cervelli».

«Portiamo rapidamente l'età di pensionamento a 70 anni»

Andare verso una equiparazione uomo-donna e innalzare rapidamente l'età di pensionamento verso 70 anni. È un'altra delle proposte: «Solo il 62% degli uomini di età fra 55 e 59 anni», ha detto Morelli, «partecipa al mercato del lavoro rispetto al 78% della media Ocse. Significa che gli incentivi al pensionamento, in età giovanile, sono ancora troppo generosi nel nostro Paese. Il sistema è in equilibrio al costo di contributi previdenziali troppo elevati. Per ridurli dobbiamo ridiscutere di pensioni».
LE RISORSE? CI SONO. «A chi dirà che non ci sono risorse, rispondiamo che è una scelta politica decidere su cosa puntare e su cosa investire».
Così Morelli si è rivolto alla politica. «Le risorse sono scarse, ma questo è il prezzo di miopi decisioni passate: la vergogna delle baby pensioni, la burocrazia inefficiente, gli sprechi, l'assenza di una seria politica energetica». Alla politica Morelli ha chiesto, dunque, scelte urgenti per il rilancio dell'Italia: «Dobbiamo definire quali sono le priorità del Paese».

Venerdì, 10 Giugno 2011


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Jacopo Morelli, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria.

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