Economia
IL PROCESSO
Rogo Thyssen: la difesa deposita gli atti di appello
I legali: «La tragedia non fu dovuta a mancanza di sicurezza».
Il collegio difensivo della Thyssen ha depositato gli atti di
appello contro la sentenza di primo grado emessa dalla Corte di
Assise di Torino il 15 aprile 2011.
I legali - secondo quanto s'apprende - intendono evidenziare,
tra l'altro, che il presupposto che il comportamento degli
imputati sia stato condizionato dall'intento di non
effettuare investimenti per la sicurezza presso lo stabilimento
di Torino, poiché destinato alla chiusura, «non rispecchia la
realtà dei fatti e non è dimostrato».
LA DIFESA NEGA LA MANCANZA DI SICUREZZA. «Gli
impianti di Torino», spiega una nota diffusa dalla Thyssen,
«dovevano essere trasferiti, in perfetta efficienza e con la
migliore tempestività a Terni, per potenziarne, a fini
produttivi e di economie di scala, le attività di sito
integrato».
Negli atti di appello, sempre secondo il documento, «sono
sviluppate articolate motivazioni giuridiche e fattuali, basate
su prove documentali, testimoniali e tecniche, alla luce delle
quali sottoporre all'attenzione della Corte d'Assise di
Appello la riforma della sentenza di primo grado.
Gli atti di appello ricostruiscono le dinamiche del tragico
evento, avvenuto presso la Linea 5 dello stabilimento di Torino
il 6 dicembre 2007,
attraverso prove documentali e testimonianze, e forniscono un
differente quadro ricostruttivo, rispetto a quello sulla cui base
la Seconda Sezione della Corte di Assise ha formulato la propria
valutazione».
IN PRIMO GRANDO 16 ANNI ALL'AMMINISTRATORE
DELEGATO. La sentenza di primo grado ha condannato a 16
anni e mezzo per omicidio volontario (prima volta in Italia
per un incidente sul lavoro) l'amministratore delegato della
ThyssenKrupp Harald Espenhahn.
Al banco degli imputati Cosimo Cafueri, responsabile della
sicurezza, Giuseppe Salerno, responsabile dello stabilimento
torinese, Gerald Priegnitz, membro del comitato esecutivo
dell'azienda, assieme a Marco Pucci, e un altro dirigente
Daniele Moroni, accusati a vario titolo di omicidio e incendio
colposi, oltre che di omissione delle cautele antinfortunistiche.
Gerald Priegnitz, Marco Pucci, Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri
sono stati condannati a 13 anni e 6 mesi, Moroni a 10 anni e 10
mesi.
Sabato, 07 Gennaio 2012

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