Economia
INDUSTRIA
Harmont & Blaine, fuga italiana
Delocalizzazione in vista per la recessione.
Nonostante il monito del premier Mario Monti, che qualche tempo fa esortò gli imprenditori italiani ad avere fiducia nella ripresa economica italiana e a investire sul territorio, c'è chi sta pensando a una delocalizzazione proprio per sfuggire a uno scenario che sembra non avere fine e anzi, rischia di peggiorare nei prossimi anni.
FATTURATO DA 55 MILIONI. Domenico Menniti, amministratore delegato della Harmont & Blaine, sta per arrendersi. Certamente non ha nessuna intenzione di abbandonare la propria attività visto che la sua azienda di Caivano, in provincia di Napoli, è sanissima e rappresenta uno dei fiori all'occhiello dell'industria tessile campana con 55 milioni di euro di fattutrato nel 2011, ma sta pensandodi trasferire ‘baracca e burattini’ lontano dal Sud e forse addirittura lontano dall'Italia.
«IL PEGGIO DEVE ANCORA ARRIVARE». Le motivazioni sono molteplici a partire dalla crisi reiterata che sta influenzando l'economia, la protesta dei forconi, lo sciopero degli autotrasportatori, l’aumento dei prezzi della benzina e ora anche la neve. «Girando per l’Italia, Milano compresa, vedo desolazione e scene da day after anche se purtroppo siamo ancora al day before, il peggio deve arrivare».
«BANCHE LE MAGGIORI RESPONSABILI». L'imprenditore napoletano, che gestisce il marchio d'abbigliamento ‘col bassotto’ ha sottolineato come gli effetti di questa recessione si manifestino a livello quotidiano sulla propria realtà imprenditoriale: «Negli ultimi 40 giorni la mia azienda ha perso un milione di incassi sul retail, cifra non recuperabile che vale circa l’1,5% del nostro fatturato complessivo. Traducendo questo calo sul piano dell’occupazione, ho distrutto cinque posti di lavoro. Ovvero cinque mancate assunzioni», si è sfogato Menniti che ha puntato il dito contro le banche, copevoli di speculare sul mercato del denaro, il cui costo al Sud è crescito ben 12 volte. (per approfondire vai al sito www.economiaweb.it)
Mercoledì, 08 Febbraio 2012
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E' SOLO L'INIZIO....
giorni fa su questo blog, questo analizzavo, la fuga degli imprenditori da questo Paese. Ma è giusto!!!. Chi è intelligente capisce che le manovre messe in campo da questo illuminario dell'economia, "Il Professore" portano a quella perdita del potere d'acquisto. La gente non acquistando, fa rimanere in giacenza questi prodotti, con perdite che influiscono pesantemente. Allora la miglior cosa da fare e alzare i tacchi e chiudere bottega, per salvarsi da peggior danni, con disoccupazione ancora più alta. Professore!!! dove sta in America, ci rimanga, tanto è la sua casa, quella finanziaria, quella che studia come creare infrazione. Ma questo è solo l'inizio. Adesso che la gente in quelle cassette postali troverà bollettini a più non posso, e rincari indiscriminati, saranno pari le aziende che chiuderanno bottega, nel vedersi i piazzali gremiti, i depositi pieni. E il "Professore" che fa!!!. Va in televisione, da Anno Zero, si non ho sbagliato, è dovuto ci ha portato a l'anno zero......
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