Caffè, i marchi italiani sono poco innovatori

La concorrenza straniera nel settore del caffè, da Starbucks a Nestlè, incombe. Per gli analisti di Allegra World Coffee Portal le aziende del Belpaese devono essere più competitive. Perché la qualità non basta più.

09 Marzo 2016

Quella del caffè, si sa, è una cultura italianissima. E proprio la nostrana Lavazza è andata alla conquista della Francia comprandosi l'azienda leader d'Oltralpe, Carte Noire, per 700 milioni di euro giovedì 10 marzo. Tuttavia, ricorda The Economist, le innovazioni nel settore sono arrivate soprattutto da aziende non italiane e, se il Belpaese non starà al passo, il primato nel comparto rischia di vacillare.

Le straniere: da Starbucks a Jacobs Douwe Egberts

A diffondere le caffetterie nel mondo è stato un americano, Howard Schultz, dopo un viaggio nel Belpaese nel 1980 dal quale nacque l'idea di dar vita a Starbucks.
A distanza di circa trent'anni il colosso Usa ha annunciato  di voler aprire un locale a Milano nel 2017. 
IL PESO DI NESTLÉ E JACOBS DOWE EGBERTS. Un altro esempio: l'ideatore della prima macchina per il caffè era un italiano ma a conquistare il mercato con il sistema Nespresso è stata invece l'elvetica Nestlé.
Va inoltre ricordato che il primo gruppo nel settore, Jacobs Douwe Egberts, nato dalla fusione di due colossi nel 2015, non è italiano ma americano e olandese.

Gli italiani: le mosse di Zanetti, Lavazza e Illy

Di certio i marchi italiani del caffè cercano di accrescere la loro fetta di mercato. Le riesportazioni di fave, in gran parte tostate, sono più che raddoppiate nel decennio scorso passando a 3,2 milioni di sacchi da 60 chili, accrescendo la quota globale dal 6,7% all'8,9%.
ZANETTI VUOLE LA CANADESE CLUB COFFEE. Massimo Zanetti (proprietario di Segafredo) ha lanciato nel 2015 un'Ipo per raccogliere denaro per espandersi. Zanetti possiede altri venti marchi, tra cui il cambogiano Boncafé, ed è in procinto di acquisire una quota di Club Coffee, un'azienda canadese che ha sviluppato capsule biodegradabili.
LAVAZZA CONQUISTA LA FRANCIA, ILLY LE CAPITALI. L'accordo chiuso da Lavazza il 10 marzo segna il compimento di un'operazione partita nel luglio 2015 con l'offerta vincolante del gruppo torinese a Douwe Egberts. 
Illycaffè è invece impegnato ad aprire caffè in grandi città, da Seoul a San Francisco.

Gli analisti: rafforzare il brand per essere competitivi

La società di consulenza Allegra World Coffee Portal lancia un allarme: il settore è ormai altamente competivo e molti marchi italiani non fanno abbastanza per crescere perché convinti di avere un prodotto superiore.
LA QUALITÀ È DATA PER SCONTATA. Ma adesso la presenza delle nuove catene di caffè potrebbe cambiare il panorama. Insomma, la qualità è data per scontata, ora diventa importante rafforzare il brand e curare l'atmosfera nei caffè.  
L'innovazione e lo sviluppo del prodotto continuano ad essere la strada per la crescita e persino i maggiori player italiani potrebbero essere superati da giganti mondiali con maggiori risorse economiche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Canoi 10/mar/2016 | 10 :53

A me piace nero, ristretto, senza zucchero. Voi dite che migliora con un pizzico di coca?

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