Confindustria Torino, Licia Mattioli indecisa tra Vacchi e Boccia

La presidente uscente dell'Unione degli industriali piemontesi non si è ancora schierata. Per lei c'è in palio la vicepresidenza.

02 Marzo 2016

Licia Mattioli, presidente uscente dell'Unione degli industriali piemontesi.

Licia Mattioli, presidente uscente dell'Unione degli industriali piemontesi.

Quale nome farà ai saggi confindustriali, che il 3 marzo faranno tappa nella città della Mole Antonelliana, 'Lady Gioiello', al secolo Licia Mattioli, presidente uscente dell’Unione industriali di Torino?
Nonostante tutte le territoriali piemontesi, valdostane e liguri si siano già informalmente pronunciate a favore di Enzo Boccia in una recente consultazione plenaria del triregionale, Licia Mattioli continua a dibattersi fra mille angoscianti incertezze prima di decidere da che parte andare: se su Vacchi oppure su Boccia.
SI GIOCA LA PROMOZIONE. Una scelta che, se alla fine dovesse rivelarsi sbagliata, potrebbe pregiudicarle l’ambita poltrona di vicepresidente di Confindustria passando così dal modesto ruolo di presidente del Comitato tecnico per l’internazionalizzazione di Confindustria, adesso con Squinzi,  a membro effettivo della squadra che accompagnerà nei prossimi quattro anni il nuovo numero uno di viale dell’Astronomia.
Peccato, però, che tutte queste indecisioni stiano facendo fortemente scendere in basso le quotazioni della signora Mattioli, napoletana di nascita e torinese d’adozione, portando in pole position per una vicepresidenza piemontese il suo grande rivale Gianfranco Carbonato, pronto a soffiarle sul filo di lana l’agognato posto.
RISCHIO DI AVERE IL DIRETTIVO CONTRO. Col rischio inoltre di essere sconfessata nel pronunciamento del suo stesso direttivo di Torino, interamente schierato sul salernitano Boccia.
Non a caso 'Lady Gioiello' sta ancora aspettando l’esito delle incursioni piemontesi che Francesco Fiori, l’assistente di Squinzi, ha effettuato in questi giorni, senza il consenso del suo padrone, per cercare di spaccare le territoriali di Cuneo e Alessandria contro il candidato campano.

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