Effetto Oscar, l'impatto economico dei premi

Al botteghino la scenografia "pesa" più della regia. Il riconoscimento più ambito da attori e attrici vale un decimo. Scritturare una star? Una forma di assicurazione per i manager degli studios, in caso di flop.

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29 Febbraio 2016

Il valore economico degli Oscar al botteghino. I premi incidono sugli incassi per milioni di dollari, ma non tutte le statuette hanno lo stesso peso.

(© Getty Images) Il valore economico degli Oscar al botteghino. I premi incidono sugli incassi per milioni di dollari, ma non tutte le statuette hanno lo stesso peso.

Produrre una statuetta degli Oscar costa 400 dollari, circa 370 euro. A farlo, dal lontano 1983, è la R.S. Owens & Company di Chicago, che sforna anche i Golden Globe. Ma ricevere una nomination, o addirittura vincere il premio assegnato dall'Academy nelle sue differenti declinazioni artistiche, quanto vale poi al botteghino? 
In altre parole: qual è l'impatto economico degli Oscar per l'industria cinematografica americana, fatta di registi, attori, sceneggiatori, scenografi, produttori (guarda tutti i vincitori dell'edizione 2016)?
I calcoli più recenti sono del professor Abraham Ravid, capo del Dipartimento finanziario della Yeshiva University. I suoi numeri, basati su 20 anni di ricerche, sfatano alcuni luoghi comuni.
GLI ATTORI CONTANO POCO. Ad esempio, si potrebbe pensare che i vincitori del premio come Miglior attore o Miglior attrice protagonista, facendo valere il prestigioso riconoscimento ottenuto, siano in grado di determinare in qualche modo anche il successo dei film successivi per i quali vengono scritturati. Ebbene, questo non risulta essere vero.
Secondo le analisi del professor Ravid, anticipate sul sito di Cnbc News, non esiste alcuna correlazione tra la partecipazione di una star, dunque di un attore vincitore e/o candidato in passato al premio Oscar, e il successo finanziario dei film in cui reciterà in futuro, portando con sé l'ambita statuetta. Il tasso di rendimento del capitale investito nella produzione cinematografica, in sostanza, non ne viene influenzato.

MA FUNZIONANO COME UNO SWAP. Perché allora i produttori che intendono guadagnare con il cinema puntano comunque ad accaparrarsi le grandi star? La risposta suggerita dal professor Ravid è curiosa e interessante. Sembra infatti che i grandi nomi, i volti più ricercati del cinema americano, funzionino soprattutto come una sorta di assicurazione per i manager che dirigono gli studios. La partecipazione di Leonardo Di Caprio in The Revenant, se il film si fosse paradossalmente rivelato un fiasco, avrebbe consentito loro di giustificarsi con i superiori affermando: «Chi se lo sarebbe mai aspettato?».
REGISTI E SCENEGGIATORI VALGONO MOLTO DI PIÙ. Ben diverso, invece, è il valore economico dell'Oscar attribuito al Miglior regista e alla Miglior sceneggiatura. Decenni di ricerche, secondo il professor Ravid, dimostrano che alcuni tipi di film, in particolare quelli per famiglie e i sequel, sono più redditizi degli altri a parità di condizioni. E gli studios lo sanno. Così come sanno che esiste una correlazione tra gli sceneggiatori più premiati e il successo finanziario dei film scritti da loro. E un'altra correlazione tra i registi con più statuette e la positiva riuscita economica delle loro pellicole.
NON SI LUCRA SUGLI ALLORI DI LEONARDO DI CAPRIO. Le due vittorie consecutive di Alejandro González Iñárritu, che si è portato a casa l'Oscar 2015 per la regia di Birdman e l'Oscar 2016 per quella di The Revenant, sono quindi destinate ad avere un peso specifico decisamente superiore rispetto alla prima volta di Leonardo Di Caprio. Anche rispetto ai prossimi film che li vedranno coinvolti. Lo stesso vale per gli sceneggiatori de Il caso Spotlight e La grande scommessa.
Quanto valgono infine al botteghino nomination e vittoria nella categoria che è una sintesi di tutte le altre, quella di Miglior film?
IL FASCINO DISCRETO DELLA SCENOGRAFIA. Secondo uno studio citato dal Telegraph, che prende in considerazione 131 film prodotti tra il 1978 e il 1987, un film candidato all'Oscar tende a rimanere nelle sale il doppio del tempo degli altri, mentre la conquista della statuetta tende a tradursi in maggiori entrate al box office per un valore di 12,7 milioni di dollari (4,8 milioni per la nomination).
Un'analisi più recente del blogger Edmund Helmer, pubblicata su BoxOfficeQuant, copre il periodo 1990-2009. E suggerisce che l'Oscar per il Miglior film abbia un impatto sugli incassi della relativa pellicola pari a circa 14 milioni di dollari. Il premio per la Migliore regia vale un po' meno: circa 11 milioni di dollari. Superato anche dall'Oscar per la Miglior scenografia, in grado di determinare maggiori guadagni al botteghino per 12,2 milioni di dollari.
Miglior attore e Miglior attrice, al contrario, hanno effetti decisamente ridotti. Lui riesce a incrementare gli incassi soltanto di 1,1 milioni di dollari. Lei di 2,3 milioni.

 

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