Siccità, radicchio e cereali a rischio

Le campagne soffrono per la mancanza d'acqua. Le quotazioni dei tartufi raggiungono cifre altissime. E mentre gli agricoltori temono per il radicchio e i cereali si fa strada una nuova minaccia: le temperature alte stanno risvegliando i parassiti prima del tempo...

01 Febbraio 2016

Mentre il prezzo del barile del petrolio vive una fase calante, c'è un altro prodotto che invece sta toccando quotazioni record: il tartufo. Quello bianco ha triplicato le sue quotazioni rispetto lo scorso anno toccando i 1.500 euro al chilo. Anche il nero gode di una fase di rialzo del prezzo segnando +50%, arrivando ai 600 euro al chilo. Tutte questo a causa di due mesi senza pioggia che stanno mettendo in ginocchio le campagne.
Ma non è solo il prezioso tubero patire per la scarsità dell'acqua: gli fanno compagnia anche il radicchio trevigiano e i cereali.
SI RIDUCE IL VOLUME DEL RADICCHIO. La siccità sta causando una riduzione media del 10% del volume del cespo della bietola rossa, fa sapere Paolo Manzan, presidente del consorzio di tutela del radicchio rosso di Treviso Igp e radicchio variegato Igp di Castelfranco: «Ci vuole più lavoro manuale sul radicchio di Treviso che ha bisogno anche di stare 20 giorni in vasche con l'acqua dove però il bulbo arriva assetato e quindi beve troppo tutto insieme, provocando spaccature nelle foglie che poi vanno tolte».
Tuttavia, a differenza di quanto avviene per i tartufi, non si registrano oscillazioni in alto dei prezzi perché è aumentata la superficie produttiva.
ALLARME CEREALI. La preoccupazione degli agricoltori in tutta Italia si estende anche alle colture di cereali che nelle prossime settimane riprenderanno la crescita dopo il riposo invernale. La siccità minaccia di ripercuotersi sull'agroalimentare «soprattutto nel Nord Italia a iniziare da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, ma anche in Sardegna», spiega Francesco Vincenzi, presidente dell'associazione nazionale consorzi gestione tutela territorio e acque irrigue.
PARASSITI RISVEGLIATI DAL CALDO. Da Coldiretti Lombardia arriva l'allarme sul risveglio in anticipo dei parassiti a causa dell'insolito caldo. Dalle province di Como, Lecco e Sondrio sono arrivate segnalazioni sulla presenza delle temibili processionarie, lepidotteri urticanti negli alberi di pino, parassiti che di solito appaiono tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, mentre quest'anno a gennaio avrebbero già cominciato la loro discesa infestante dai tronchi verso il suolo.

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