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Economia 

ECONOMIA

Attacco a Piazza Affari

L'analisi di Spaventa, Natoli e Mengoli sul crollo della Borsa.

di Ulisse Spinnato Vega

Articolo in versione breve

A pesare sul lunedì nero di Piazza Affari non c'è solo il ruolo di Grecia e Portogallo, ma anche quello delle agenzie di rating americane, poco indulgenti con Eurolandia, e pure l'instabilità del governo di Silvio Berlusconi.
Secondo Luigi Spaventa, ex ministro del Bilancio di Ciampi e presidente di Sator, la scintilla della situazione è stata il downgrading del Portogallo e il rinvio al 2014 degli interventi più massicci della manovra.
IL RUOLO DEGLI SMALL TRADER. Per Cosimo Natoli, esperto di analisi tecnica dei mercati finanziari e fondatore di Win consulting a pesare nello scenario economico non ci sono solo gli hedge fund, ma anche gli small trader che si muovono liberamente facendo massa critica. Secondo Natoli la stretta della Consob sulle vendite allo scoperto non è però una soluzione utile, perché si tratta di una misura demagogica e illiberale, perché «le vendite allo scoperto sono l'indicatore di uno scenario ribassista più grande e profondo. Un indicatore che di per sé non incentiva la decrescita».
L'ALLARME ITALIANO. Intanto si attende l'agenzia di rating europea il cui progetto è al vaglio del parlamento di Bruxelles da cinque anni.
A lanciare l'allarme ci ha pensato Stefano Mengoli, docente di Finanza aziendale all'Università di Bologna: «Ogni 100 punti base di spread sui bund tedeschi ci costano 20 miliardi in più». Ovvero quasi la metà della manovra firmata Tremonti-Berlusconi.

Lunedì, 11 Luglio 2011


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