Belgio, senza governo è meglio

Non ha l'esecutivo, ma tutto funziona.

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21 Luglio 2011

La Grand place di Bruxelles.

La Grand place di Bruxelles.

Il 21 luglio, giorno della sua festa nazionale, il Belgio ha ben poco da festeggiare. Il Paese è senza un governo da 400 giorni, un record. E l’uomo che il re Alberto II aveva scelto come mediatore nella formazione di un nuovo governo, il socialista di origini abruzzesi Elio Di Rupo, prima ha gettato la spugna l’8 luglio, poi, due settimane dopo, ha annunciato al sovrano di mettersi di nuovo all'opera per riavviare i negozionati tra gli otto partiti che si disputano gli incarichi.
La sua prima bozza di accordo sul programma di governo non è piaciuta ai nazionalisti fiamminghi di N-Va, uno dei due partiti usciti vincitori dalle elezioni di giugno 2010.
Il piano per un risanamento delle finanze pubbliche da 22 miliardi di euro entro il 2015, presentato da Di Rupo per evitare di finire sotto la lente delle agenzie di rating, è solo uno dei nodi su cui valloni e fiamminghi non riescono a mettersi d’accordo.

I conti in salute: fondi razionati e amministratori oculati

Tuttavia, nonostante le agenzie di rating alle calcagna e le preoccupazioni dell’Unione europea per la stabilità politica del Paese, la macchina statale belga continua a lavorare senza grandi problemi. Anzi, lo stallo della politica sembra avere favorito il funzionamento dell'amministrazione tout court. Il Paese ha gestito con rigore il semestre di presidenza dell’Unione europea, ha partecipato all’intervento militare in Libia e soprattutto ha visto crescere, anche se di poco, la sua economia, con il Pil che è salito del 2,4%.
LE DODICESIME SALVA DEBITO. «Il Paese va avanti, non può mica fermarsi», ha spiegato a Lettera43.it Marc Uyttendaele, professore di Diritto costituzionale alla Libre Université di Bruxelles. «Il governo provvisorio di Yves Leterme si occupa dei soli affari correnti e deve garantire la continuità dello Stato, in attesa di un esecutivo che legittimi il risultato delle elezioni».
Tra i vantaggi di un governo a competenze limitate c’è anche il rigore della politica di bilancio. I ministri belgi, per esempio, sono limitati dalle 'dodicesime provvisorie': non avendo un bilancio annuale, ricevono ogni mese un 12esimo dei fondi stanziati lo scorso anno. Una disposizione che permette di risparmiare denaro pubblico, dato che i ministri non sono autorizzati a prendere nuove iniziative.
«I GUARDIANI DEL PAESE». Inoltre, ha ricordato il quotidiano in lingua fiamminga De Standaard, la nuova situazione ha giovato anche all’immagine dei funzionari delle varie amministrazioni, che in Belgio sono divise su due livelli sovrapposti (comunità e regioni) per ognuna delle tre comunità francofona, neerlandofona e germanofona. Abituati a lavorare dietro le quinte, spesso considerati noiosi e sbiaditi, ora si prenderanno tutti i meriti del funzionamento statale. Saranno considerati «guardiani del Paese e della prosperità».
Le amministrazioni hanno anche colto l'occasione per risolvere i problemi che erano stati lasciati in sospeso a causa di altre priorità date dalla politica, come la riorganizzazione dell’archivio elettronico delle pensioni individuali. Un lavoro importante che il ministero del Welfare rimandava di anno in anno.  

L'idea di una divisione di velluto, come tra cechi e slovacchi

Una cartina del Belgio con le divisioni per gruppi linguistici.

Una cartina del Belgio con le divisioni per gruppi linguistici.

Gli atavici contrasti tra valloni e fiamminghi non riguardano, però, la semplice amministrazione dei servizi. Ci sono, piuttosto, contrasti strutturali e per certi versi insanabili. In primis la difesa della propria lingua, unico vero collante sociale e politico che, dopo la nascita delle frontiere nel 1963, è diventata anche uno dei simboli dell’identità di ciascuno dei due gruppi. L'erezione di un muro tra due mondi culturali è arrivato subito dopo.
BRUXELLES CONTESA. Per dirne una, nelle scuole comunali dei 19 comuni della regione di Bruxelles (la terza dopo dopo Fiandre e Vallonia) i bambini sorpresi a parlare in francese vengono puniti con una serie di esercizi di lingua olandese. Proprio il controllo della regione della capitale è uno dei nodi storici della questione: mentre la maggior parte degli abitanti dell’area e il relativo territorio sono fiamminghi, Bruxelles è a maggioranza francofona e bilingue per Costituzione.
LE RICCHEZZE DEL NORD. L’altro punto fondamentale, più crudamente, riguarda la distribuzione della ricchezza e la conseguente riforma fiscale. I fiamminghi vogliono un sistema di tasse che renda giustizia all’economia del nord del Paese, più ricca e produttiva, rispetto alla Vallonia che oggi arranca, ma che fino agli Anni ’60, all'epoca delle miniere e dello sviluppo agricolo, era il vero motore della nazione.
I più critici evocano per il Belgio una separazione di velluto simile a quella, indolore, che ha diviso cechi e slovacchi. Ma quanto pare, in fondo, i belgi pensano che con una scissione ci sarebbe più da perdere che da guadagnare.
PARADOSSI DEL FEDERALISMO. «Il federalismo non è inconciliabile con la centralità dello Stato», ha confermato Marc Uyttendaele, «e l’antagonismo tra due culture non è un buon motivo per pensare alla separazione. Uno dei grandi paradossi del Belgio è che siamo riusciti ad avere uno Stato formato da comunità che tra loro non hanno molto in comune. E fa parte dei paradossi anche il fatto di conservare una struttura unica quando movimenti radicati nella parte settentrionale del Paese chiedono l'autonomia».

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ottomorselli 22/lug/2011 | 16 :07

alla luce dell'esperienza belga propongo di attuare le seguenti riduzioni:
giustizia -20%
sanita -20%
sicurezza -10%
istruzione -10%
politica in senso stretto ( parlamento ministeri etc..) -60%
tutto il pubblico tranne i precedenti -45%
tutto il moloch di leggi che ci schiaccia al suolo -60%

risultato del pil dopo questa cura: +6% annuo... garantito!


giro 22/lug/2011 | 12 :03

NON FAN DANNI
Il settore pubblico in generale crea danni ed ostacola le vite dei cittadini pertanto l'assenza di un governo
limita i danni che questo organismo procura con la sua esistenza.

Fabrizio 21/lug/2011 | 21 :26

Senza governo...ma funziona.
Sono tornato ieri da 4 giorni di lavoro nella città di Anversa. Con alcuni imprenditori locali si è affrontato l'argomento "senza governo.." e tutti hanno confermato che..funziona. Complimenti al giornalista Todarello ( che non conosco). Manderò il link agli amici "Fiamminghi" con la speranza che anche in Italia si arrivi presto ad un buon..NON GOVERNO. Grazie.

jan 21/lug/2011 | 17 :36

Senza governo è meglio
L'ho sempre pensato, le spese superano di gran lunga quello che i parlamentari producono, la casta ha prodotto solo guai lo dimostra il Belgio

mal 21/lug/2011 | 16 :46

a me pare un'idea ottima
quando sulle schede elettorali metteranno la voce "grazie, ma preferisco di no" andrò a votare

checcus 21/lug/2011 | 14 :17

Impossibile ma vero
Anche se sarà impossibile che continuino a governare senza governo, sarebbe il primo tentativo di governo non politico riuscito. Purtroppo i problemi più importanti li obbligheranno a sporcare tutto

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