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Economia 

LA PROPOSTA

Formigoni: «Lo stato venda Rai e Poste»

«Valgono fino a 14 mld». «L'Ici alla Chiesa? Iniziativa retrò».

di Giovanna Faggionato

La giornata del 17 agosto è stata scandita dalle bordate della fronda Pdl e del presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, contro il decreto anticrisi varato dall'esecutivo. Il governatore ciellino ha fatto i conti: dalla vendita di Rai e Poste, lo Stato potrebbe incassare fra i 12 e i 14 miliardi di euro. 
Intervistato alla trasmissione La Zanzara di Radio 24, il presidente lombardo ha ribadito le sue critiche a diversi aspetti dell'ultima finanziaria del governo: il fatto che non tenga conto del quoziente familiare, il fatto che tagli soprattutto alle Regioni e ai Comuni. E per questo ha avanzato una serie di proposte, fra cui quella della vendita della tv di Stato e delle Poste.
«Prima di mettere le mani nelle tasche degli italiani ha aggiunto Formigoni «e prima di abbattere finanziamenti alle Regioni e ai Comuni, lo Stato ha molte ricchezze che potrebbe dismettere senza far danno a nessuno. Nei momenti difficoltà la famiglia mette in vendita la propria argenteria».
PRIMA DELLE TASSE, VENDERE L'ARGENTERIA. E fra l'argenteria vendibile ci sono appunto Rai e Poste: «due asset non strategici che porterebbero a casa, secondo le più recenti valutazioni, dai 12 ai 14 miliardi di euro. E si potrebbero diminuire di altrettanto i tagli ai cittadini».
«Nei 60 giorni necessari per trasformare il decreto in legge» ha detto «è giusto che tutti, maggioranza, opposizione e forze sociali avanzino le loro proposte», ovviamente lasciando i saldi della manovra invariati.
A Formigoni  non è andata giù la disparità di trattamento che il governo ha riservato alle amministrazioni locali.
MANNAIA SUGLI ENTI LOCALI, SPOLVERATINA SUI MINISTERI. «Bisogna tagliare sullo Stato centrale perché Regioni e Comuni sono quelli a contatto dei cittadini»  ha detto il presidente «Non mi è affatto piaciuto che il Consiglio dei Ministri per la terza volta abbia calato la mannaia pesantemente su Regioni e Comuni mentre ha dato soltanto una spolveratina a se stesso. I ministeri sono stati appena toccati».
Formigoni, ha detto no all'ipotesi di far pagare l'Ici alla Chiesa Cattolica. «Le chiese sono patrimonio artistico culturale servono per il culto delle persone. Il fatto di poter avere una religione è stabilito chiarissimamente in Costituzione ed esistono dei trattati internazionali che legano lo Stato italiano al Vaticano». 
FAR PAGARE L'ICI ALLA CHIESA? UN'INIZIATIVA RETRÒ. «Lancio una sfida» ha replicato: «Questi signori facciano l'elenco degli edifici che secondo loro sono usati in maniera irregolare dalla Chiesa. È facile lanciare un'iniziativa dal sapore un po' retrò, anticlericale e anticattolico.
Facciano l'elenco di ciò che viene dato dallo Stato alla Chiesa cattolica, regolato anche da rapporti internazionali, che secondo loro viene utilizzato male. Di fronte a denunce precise ci sarà una risposta precisa. Altrimenti mi sembrano accuse molto facilone e demagogiche» .
«Ciò che lo Stato dà alla Chiesa ha concluso «è l'8 per mille che è legato a iniziative di carattere sociale, caritativo assistenziale, soprattutto verso i ceti più bassi che la Chiesa realizza».

Mercoledì, 17 Agosto 2011


Commenti (4)

spartaco cincinnato passannante 23/ago/2011 | 22:59

propongo di vendere formigoni. Vedo però grandi difficoltà per raggiungere l'obiettivo: chi lo compra?

tarech 20/ago/2011 | 11:44

pasqualoff - che razza di cristiano sei?
sprizzi odio e rabbia da tutti i pori e non sai rispondere altro che con insulti e scempiaggini invece di obiettare con un minimo di ragionamento: sarebbe questo il tuo modo di intendere il cristianesimo? Almeno non ti proclamare cristiano. Temo tu non sappia nemmeno cosa sia l' abc del cristianesimo. Sta attento a non rosolarti troppo perchè da certe scottature non si guarisce più e ci si danna per sempre. Auguri.

golia 17/ago/2011 | 23:17

formigoioni
il tuo cervello è retrò.chiesa tassata italia salvata.

p49ruby 17/ago/2011 | 20:17

Rai e Poste
SSSIII...
privatizziamo, così con quattro soldi I SOLITI si comprano i gioielli di famiglia, anche se la RAI non è più un gioiello, a questo lo sappiamo tutti chi ci ha pensato

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