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Economia 

CRISI DELL'EURO

S&P minaccia Frau Merkel

Stampa tedesca: polemiche in attesa del voto sull'aumento dell'Efsf.

di Pierluigi Mennitti

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da Berlino

Standard & Poor's ha ammonito la Germania a non impegnarsi troppo negli aiuti finanziari per il salvataggio dell'euro, pena un declassamento del rating. La tripla A, di cui la locomotiva europea ancora si fregia, sarebbe a rischio in caso di ulteriore rafforzamento dell'ombrello salva Stati Efsf. «Un nuovo ampliamento delle misure per la stabilità finanziaria potrebbero minare anche la credibilità creditizia anche di grandi Paesi come la Germania», ha scritto il 27 settembre il Financial Times Deutschland.
I RISCHI DELL'AUMENTO DEL FONDO. Riportando le dichiarazioni dell'esperto di S&P David Beers, legate all'ipotesi circolata anche nel ministero delle Finanze di Berlino di un rafforzamento del pacchetto Efsf rispetto a quanto già deciso a luglio, il quotidiano finanziario ha aggiunto: «Si sta raggiungendo il punto in cui l'aumento delle garanzie legate al pacchetto Efsf tocca i propri limiti. Si discutono varie alternative, ma resta ancora poco chiaro quali varianti si vorrebbero adottare e se esse avranno un reale effetto».
Sebbene sia ancora troppo presto per valutare con certezza i risultati, è ormai chiaro a tutti i Paesi dell'Eurozona che l'aumento della leva dell'Efsf non può essere realizzato senza rischi e costi.

Berlino verso l'approvazione del Fondo al Bundestag

Lo stesso ministro Wolfgang Schäuble, che aveva parlato nel fine settimana di un rafforzamento dei meccanismi del pacchetto, aveva poi precisato di escludere l'ipotesi di un aumento dei contributi finanziari da parte dei singoli Stati, affermando vagamente di «voler rendere più efficienti le disposizioni già esistenti».
La minaccia di Standard & Poor's è stata accolta con molto fastidio dai partiti di governo tedeschi, alle prese con gli ultimi fuochi del dibattito sull'approvazione del pacchetto, prevista per giovedì 29 settembre.
MAGGIORANZA SOLIDA. A questa data guardano con particolare apprensione anche molti altri governi europei, in particolare quelli alle prese con la crisi dei debiti sovrani. L'esecutivo italiano è fra questi. Negli ultimi giorni si è consolidata fra gli osservatori politici tedeschi l'impressione che Cdu e Fdp ce la faranno con le proprie forze ad approvare il provvedimento, evitando così di dover ricorrere al soccorso dell'opposizione.
Il via libera del Bundestag non è comunque in discussione: Spd e Verdi hanno già da tempo annunciato il loro voto favorevole. Quel che è in gioco è la tenuta del governo di Angela Merkel sulla questione più rilevante di questa fase economica.
LA MINACCIA DELLE AGENZIE. «Le agenzie di rating dovrebbero astenersi dal gettare benzina sul fuoco della speculazione», ha scritto l'Handelsblatt riportando la reazione di Klaus Peter Flosbach, portavoce del gruppo parlamentare Cdu-Csu: «D'altronde non ci sono nuovi elementi di conoscenza che possano spingere le agenzie a modificare i giudizi di rating attuali e non sono ancora stati decisi i meccanismi che dovranno rafforzare l'efficacia del pacchetto Efsf. Dunque non ci sono motivi per ipotizzare un peggioramento del rating tedesco».

Merkel ottimista esclude il voto di fiducia

La Cancelliera, dal canto suo, ha continuato a mostrare ottimismo. Affrontare un problema alla volta, questo è il suo metodo. Per questo, ora è tutta concentrata sullo sforzo di convincere i deputati della sua coalizione a votare il più compattamente possibile il nuovo provvedimento.
Il 25 settembre, nel talk-show più popolare della prima rete pubblica tedesca, ha ribadito i concetti espressi nei giorni precedenti a favore del salvataggio dell'euro e della sua importanza per l'avventura dell'Europa unita. Ha escluso il voto di fiducia per il 29 settembre ed è apparsa piuttosto sicura, al netto dell'ovvia retorica, del fatto che la maggioranza supererà la prova.
FDP: GRECIA DEFAULT CONTROLLATO. Anche se la maggior parte dei dissidenti si trova nel suo partito più che nella Fdp, dove invece si sono levate considerazioni sull'eventualità di un fallimento controllato della Grecia. A livello di esternazioni pubbliche l'argomento è ancora tabù, ma non è un mistero che nei ministeri competenti si stia già lavorando all'ipotesi che Atene non riesca a evitare l'insolvenza.
Ma Standard & Poor's ha insistito: «Secondo David Beers la forza dell'economia tedesca viene sopravvalutata da molti economisti», ha aggiunto l'Handelsblatt, «ma anche la Germania deve rendersi conto che il suo destino economico è legato a quello dei vicini europei. L'idea che i tedeschi possano in qualche modo evitare il contagio viene in questi giorni smentita dai dati più recenti sulla crescita economica di Berlino e, fino a una certa misura, anche dal rendimento finanziario».
PRESSIONE SULL'EURO STRUMENTALE. Sembra tuttavia una polemica tutta mediatica: Standard & Poor's minaccia il rating della Germania in conseguenza di misure che il suo ministro delle Finanze ha ufficialmente escluso di voler prendere. All'interno della maggioranza cresce l'impressione che, accanto alle obiettive difficoltà di alcuni Paesi dell'euro, la pressione nei confronti della moneta unica sia dovuta a un combinato di interessi non troppo chiari.

Martedì, 27 Settembre 2011


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Angela Merkel, Cancelliera tedesca.

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