Economia
GERMANIA
Berlino, la protesta blanda
La politica non si dissocia dalle tesi degli indignati. E lancia proposte concrete.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
Sul versante tedesco, le manifestazioni di protesta si sono svolte sostanzialmente senza disordini, a parte qualche tafferuglio nella notte fra sabato 15 e domenica 16 ottobre a Berlino di fronte al Bundestag, dove un centinaio di giovani che volevano issare le tende sul prato di fronte al parlamento si sono scontrati con la polizia. Il bilancio, confrontato con la violenza degli avvenimenti romani, è stato poca cosa: 11 feriti leggeri fra le forze dell'ordine, 12 manifestanti fermati e poi rilasciati il giorno dopo.
UN POPULISMO ANCHE RISCHIOSO. Sarà anche per questo che i giornali del 17 ottobre hanno registrato una generale convergenza del mondo politico tedesco sulle tesi dei protestatari, tanto che lo Spiegel ha parlato, non senza ironia, di un «mainstream dai tratti populistici e un po' rischiosi». A seguire le dichiarazioni riportate dalla Süddeutsche Zeitung, i distinguo verso le posizioni espresse dai giovani scesi nelle strade e nelle piazze si contano sulle punta delle dita, anche se l'intensità del consenso varia a seconda delle posizioni politiche.
Il ruolo di Mario Draghi, il prossimo capo della Bce che aveva offerto comprensione ai manifestanti, qui lo ha ricoperto il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, senza neppure l'imbarazzo di dover correggere il tiro a causa degli incidenti: «Prendo le proteste molto sul serio», ha detto in una trasmissione domenicale molto seguita della prima rete televisiva, «perché quando la politica non è più in grado di riconquistare la fiducia dei cittadini, si può scivolare in una crisi del sistema democratico».
BANCHE, MAGGIORE TRASPARENZA. Per il ministro, in prima fila sul fronte della tempesta finanziaria internazionale, «la politica deve ora agire con consapevolezza, dimostrando di saper imporre le regole e di non farsi trascinare dalla forza dei mercati». Schäuble ha tuttavia difeso l'intenzione di rifornire la banche europee di denaro fresco in caso di necessità, proposta di nuovo al vaglio dei capi di governo dell'Unione, auspicando chiari controlli e maggiore trasparenza in tutti i settori delle banche d'affari.
Un'azione comune contro il sistema finanziario
Se questa è la posizione di un uomo politico conservatore, non è difficile immaginare quella di coloro che in parlamento siedono più a sinistra di lui. È un coro di dichiarazioni allarmate che sprona all'azione comune contro banche, strutture finanziarie, sistema capitalistico, che crescono man mano che dall'Spd ci si muove verso la Linke.
LO SMEMBRAMENTO DEGLI ISTITUTI DI CREDITO. Il leader socialdemocratico Sigmar Gabriel ha proposto lo smembramento degli istituti di credito, auspicando «una separazione fra banche d'investimento e banche d'affari, affinché le banche tornino a servire l'economia reale». Quello dei Verdi Cem Özdemir ha indicato la soluzione nel ridimensionamento degli istituti finanziari, «che devono necessariamente diventare più piccoli».
Quello della Linke, Klaus Ernst ha invitato i manifestanti a mantenere alta la pressione della piazza, «organizzando ogni lunedì manifestazioni di fronte alle sedi di istituti privati come la Deutsche Bank o la Commerzbank», e il suo predecessore Oskar Lafontaine ha individuato nella nazionalizzazione delle banche «la misura radicale senza la quale nessun cambiamento sarà possibile».
Pure i liberali, che invitano a valutare bene le conseguenze delle varie proposte, evidenziando come la separazione delle attività degli istituti di credito non sia di per sé una garanzia sufficiente contro gli abusi finanziari (caso Lehman Brothers), si dicono pronti a valutare misure per una maggiore regolamentazione del settore.
GAUCK, LA VOCE FUORI CAMPO. Così, per trovare una voce contraria nella melassa di consenso che ha abbracciato il nuovo movimento di protesta, bisogna ricorrere a un esponente un po' distaccato dalla politica di tutti i giorni come Joachim Gauck, l'uomo che poco più di un anno fa contese a Christian Wulff la poltrona di presidente della Repubblica per conto dell'accoppiata Spd-Grünen. Gauck, ha ricordato lo Spiegel è un testimone importante nel panorama tedesco post-unificazione, uno strenuo sostenitore della democrazia liberale che ha combattuto negli anni del dissenso nella Ddr una delle alternative sperimentate al sistema capitalistico.
«L'attuale dibattito sui mercati finanziari mi pare insopportabilmente sciocco», ha detto l'esponente politico, riferendosi all'ondata di simpatia suscitata dal movimento, «e il sogno di un mondo separato dai mercati è solo una romantica rappresentazione». A suo avviso, le proteste di questi giorni non sono destinate ad avere lungo respiro, perché mancano di concretezza e di soluzioni praticabili. «Ho vissuto in un Paese in cui le banche non erano libere», ha concluso Gauck, «e ho molti dubbi che i depositi bancari fossero più sicuri quando i politici avevano il predominio sull'economia finanziaria».
Lunedì, 17 Ottobre 2011

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