TUTTO ITALIA EUROPA AFRICA ASIA NORD-AMERICA SUD-AMERICA OCEANIA Login | Registrati |  Martedì, 22 Maggio 2012- 14.58

Economia 

CRISI DEI MERCATI

Euro, anche le grandi tremano

Sull'Handelsblatt lo spettro del declassamento per Francia e Germania.

di Pierluigi Mennitti

Articolo completo

da Berlino

La pellicola proiettata dall'Istituto di ricerca economica tedesco (Diw) sul futuro dell'euro sembra un film dell'orrore: i salvatori della moneta unica lavorano fino allo sfinimento per trovare la soluzione ai problemi del debito dei propri partner e alla fine dimenticano di salvare se stessi. Una corsa senza vincitori, dalla quale escono anzi tutti sconfitti, compreso l'euro destinato a frantumarsi.
«Uno scenario che nessun politico è disposto per ora a prendere in considerazione», ha scritto l'Handelsblatt  il 18 ottobre, «ma che tra gli economisti viene ormai valutato come possibile». Un incubo che potrebbe diventare realtà.
LA FRANCIA TREMA. Finora, tutti erano concordi sul fatto che fosse l'Italia il Paese decisivo nella sfida al salvataggio della moneta unica: se saltasse la diga di Roma, i flutti travolgerebbero tutti gli Stati membri. Adesso il problema sembra più grande e ancor meno gestibile: la Francia. «Se il Paese transalpino perderà la tripla A che certifica la sua credibilità di fronte ai mercati finanziari, l'euro si troverà in seria difficoltà, perché Parigi costituisce un pilastro fondamentale per l'ombrello di salvataggio Efsf recentemente approvato da tutti i Paesi membri», ha detto Ansgar Belke, direttore del dipartimento di Macroeconomia internazionale del Diw.
EUROZONA A RISCHIO. La Francia fornirà al meccanismo Efsf allargato la seconda quota più alta della garanzia, dopo la Germania. Un declassamento del suo rating «aumenterebbe la probabilità di un collasso dell'intera Eurozona», ha concluso Belke. E il verdetto delle agenzie di rating sembra avvicinarsi sempre di più.
Jörg Krämer, capo economista della Commerzbank, ne è praticamente certo: «Un nuovo pacchetto di salvataggio per i Paesi debitori dell'Europa meridionale danneggerà anche le finanze statali della Francia e il pericolo che Standard & Poor's penalizzi la credibilità finanziaria di Parigi già nelle prossime settimane è assai concreto». È la stessa opinione di Thorsten Polleit, capo economista della Barclays Capital Deutschland, per il quale «i problemi delle banche possono diventare un enorme peso aggiuntivo per l'equilibrio finanziario dello Stato francese, già oggi tutt'altro che credibile».

Il debito di Parigi e Berlino e l'allarme di Fitch

Pochi giorni fa, proprio Standard & Poor's ha declassato il rating della Bnp Paribas dal livello AA a quello di AA-, motivando la decisione con «le deboli prospettive economiche dell'Europa».
Un problema, quello delle banche, che la Francia condivide con la Germania: «Il pericolo non è solo nel fatto che i due Paesi centrali dell'Eurozona siano anch'essi indebitati fino al collo», ha proseguito l'Handelsblatt, «ma anche che, secondo l'agenzia Fitch, le loro principali banche globali non sarebbero sufficientemente resistenti alla crisi».
DEUTSCHE BANK NEL MIRINO. Per questo motivo, proprio gli esperti di Fitch hanno minacciato di declassare il rating di sette delle più grandi banche di investimento di Francia e Germania, e fra queste anche la Deutsche Bank. L'agenzia ha osservato che, a causa della dipendenza dai mercati di capitali, gli istituti di credito sono stati trascinati in sofferenza dallo sbilanciamento dei mercati, a sua volta determinato dalla crisi dei debiti».
SALVATAGGIO PERICOLOSO. La valutazione negativa poggia sulla difficoltà di misurare la dimensione esatta delle perdite e il modo in cui esse potrebbero accumularsi a seguito di risultati inattesi. Insomma, anche le banche che hanno da poco ottenuto il bollino di revisione dagli stress-test europei manterrebbero una oscura zona d'ombra, dovuta alla complessità dei loro modelli d'affari. E se gli Stati dovessero intervenire per salvare di nuovo le banche, il peso sulle loro finanze diverrebbe insopportabile.
Per Thorse Polleit neppure la Germania è al riparo dalla mannaia del declassamento: «È vero che il governo può contare su un piano di bilancio che dovrebbe permettere nei prossimi anni la riduzione del debito sul prodotto interno lordo (Pil), ma esso può essere mantenuto se non ci saranno altri pesi sul bilancio stesso».
Gli aiuti finanziari previsti per sostenere gli altri Paesi dell'Eurozona potrebbero invece determinare drastici sviluppi negativi del peso dei debiti tedeschi e condurre a una perdita della tripla AAA che ancora oggi contraddistingue la credibilità tedesca sui mercati internazionali.

Martedì, 18 Ottobre 2011


Leggi la versione breve di questo articolo

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati