Economia
EUROPA
Germania salva Stati, non il rating
Efsf moltiplicato: i tedeschi temono il declassamento in caso di maggiori aiuti
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha spiegato per la prima volta ai parlamentari dei partiti di maggioranza le modalità di funzionamento del Fondo salva Stati Efsf e della prevista leva di moltiplicazione del volume finanziario. E, secondo le indiscrezioni riportate dal Financial Times Deutschland, del 19 ottobre, «avrebbe citato come soglia cui l'Efsf in futuro dovrebbe puntare la somma di 1000 miliardi di euro».
Il ministro ha comunque assicurato che, per quel che riguarda la Germania, «la somma di garanzia da destinare al fondo di salvataggio non dovrebbe superare la cifra prestabilita di 211 miliardi di euro», già approvata con molta fatica dal Bundestag a fine settembre.
VERIFICARE TUTTE LE CARTE. Le spiegazioni di Schäuble non hanno tuttavia completamente tranquillizzato i deputati del suo stesso partito, la Cdu, che ora hanno tutta l'intenzione di vedere le carte fino in fondo: lo devono fare ancora giovedì 20 ottobre, data in cui è stata indetta una nuova riunione del gruppo parlamentare, tutta dedicata all'approfondimento delle linee guida dell'Efsf.
«I prossimi giorni si preannunciano di nuovo roventi per il governo di Angela Merkel», ha proseguito il quotidiano finanziario, «dal momento che, già le prime indiscrezioni trapelate a fine settembre, sull'ipotesi che una leva avrebbe potuto moltiplicare la forza d'intervento dell'Efsf, avevano suscitato ampie proteste tra i parlamentari».
In quell'occasione, il titolare delle Finanze aveva liquidato tali voci come fantasie prive di fondamento, anche se si era guardato bene dall'escludere in maniera categorica un utilizzo futuro. Ora, quel futuro sembra essere arrivato, e non è trascorso neppure un mese: «Molti parlamentari temono che con la prevista moltiplicazione della capacità dell'Efsf la Germania possa essere chiamata a garantire una somma ben superiore rispetto a quella di 211 miliardi di euro».
Agenzie di rating: pericolo che la Germania finisca nel mirino
Un'ipotesi che toglie il sonno ai tedeschi. Sono infatti ancora troppo recenti gli ammonimenti degli istituti di ricerca economica e degli operatori finanziari internazionali sul rischio che anche la Germania possa finire nel mirino delle agenzie di rating, qualora il suo impegno finanziario nella difesa dei Paesi debitori europei e nella stabilità della moneta unica oltrepassi le cifre stabilite. E le conferme sulle attenzioni che le agenzie stanno riservando alla credibilità finanziaria della Francia non aiutano a tenere lontani i fantasmi.
Il meccanismo della leva deve ancora essere introdotto nelle linee guida dell'Efsf, i dettagli non sono stati completamente definiti e si dà per certo che lo possano diventare giovedì 20 ottobre: «Schäuble non ha comunque fornito un volume preciso della somma riservata all'assicurazione delle obbligazioni degli Stati in crisi», ha concluso il Fdt.
CRESCITA RIDIMENSIONATA. Nel frattempo, il governo tedesco è alle prese con altri numeri, quelli della crescita economica, e in questo caso c'è ben poco da moltiplicare. L'esecutivo si sta misurando con previsioni che ridimensionano notevolmente i dati predisposti nei mesi iniziali dell'anno, anche se, secondo la Süddeutsche Zeitung, «ci si confronta con un rallentamento, non con un crollo».
Le nuove stime del ministero dell'Economia fissano la crescita per il 2012 fra l'1 e l'1,1%, contro l'1,8% preventivato in precedenza. Qualcosa in più rispetto allo 0,8% stimato dai principali istituti di ricerca del Paese.
«Si tratta di numeri che a ogni modo deludono», ha proseguito il quotidiano bavarese, «e che mettono la parola fine a una stagione di crescita che molti avevano definito il primo boom economico tedesco dopo la riunificazione del Paese».
DALLA PRIMAVERA NUMERI IN RIBASSO. In primavera erano giunti i primi segnali di un raffreddamento della congiuntura internazionale e nei mesi estivi gli economisti avevano avvertito che le turbolenze finanziarie europee si sarebbero velocemente riflesse anche sull'economia reale della Germania, che basa la sua forza soprattutto sull'export.
Le difficoltà ai quattro angoli della terra si sarebbero fatte sentire sulla richiesta di beni e merci prodotte dalle industrie tedesche. Il fatto che le prime, concrete indicazioni di un'inversione di tendenza, siano giunte dagli esperti soltanto nel mese di agosto, dice molto sulla rapidità con cui la crisi si è sviluppata.
Resta tuttavia l'ottimismo per gli anni futuri. Sulla carta, si è convinti che la crisi verrà superata e «che già nei prossimi anni il tasso di crescita possa tornare a fissarsi attorno al 3%».
Mercoledì, 19 Ottobre 2011

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