Economia
FT DEUTSCHLAND
Agenzie di rating col bavaglio
Barnier: no ai giudizi delle agenzie sui dei Paesi dell'Ue in stato di crisi.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
L'Unione Europea prova a concretizzare una delle proposte più radicali, ma anche più controverse, nella lotta alla crisi finanziaria: mettere il bavaglio alle agenzie di rating. Secondo indiscrezioni raccolte dal Financial Times Deutschland e pubblicate sull'edizione del 20 ottobre, «il commissario al mercato interno e ai servizi finanziari Michel Barnier sta lavorando al progetto di proibire, in casi di emergenza, la pubblicizzazione dei giudizi delle agenzie nei confronti dei Paesi dell'Unione per i quali sia stato in qualche modo conclamato uno stato di crisi».
VIETARE LA TEMPORANEA DIFFUSIONE. Il quotidiano finanziario ha sostenuto di aver messo le mani sulla bozza di lavoro: «In un progetto preliminare riservato, dedicato alla riforma della legge sulle agenzie di rating, Barnier ha proposto che all'Autorità europea per i mercati finanziari (Esma) venga concesso il diritto di vietare temporaneamente la diffusione delle valutazioni relative alla solvibilità di determinati Stati».
La Commissione europea si riferisce a quegli Stati che dovessero trovarsi nella condizione di ricorrere ad aiuti finanziari da parte di istituzioni internazionali, come il Fondo salva Stati Efsf o il Fondo monetario internazionale. Nel documento si sostiene che «il divieto dovrebbe impedire al giudizio di un'agenzia di giungere in un momento inopportuno, capace di determinare conseguenze negative per la stabilità finanziaria degli Stati e probabili effetti destabilizzanti sull'economia mondiale».
SOSPETTI SULLE AGENZIE DI RATING USA. La proposta di Barnier è giunta alla conclusione di un acceso dibattito scatenatosi con la crisi dei debiti sovrani di alcuni Stati dell'Eurozona, nel quale sono state avanzate molte critiche e sospetti verso l'azione delle agenzie di rating americane, accusate da un lato di approssimazione e superficialità nelle stime realizzate, dall'altro di non essere davvero obiettive nel loro lavoro, mirando a condizionare a sfavore dell'Europa i giudizi dei mercati finanziari.
«Soprattutto dal versante politico», ha ricordato il quotidiano finanziario, «si sono sollevate aspre accuse verso la tempistica delle agenzie e le loro false valutazioni che avrebbero contribuito ad approfondire la crisi, provocando turbolenze sui mercati a ogni declassamento annunciato». Accuse a cui i responsabili delle agenzie hanno replicato ribadendo la assoluta obiettività dei rapporti periodicamente emessi. Negli ultimi mesi, sigle come Moodys, Standard & Poor's e Fitch sono divenute familiari non solo agli operatori del settore, ma anche alle opinioni pubbliche internazionali.
Una spirale negativa sui mercati internazionali
Il rating misura la credibilità finanziaria di un Paese e ha assunto un'importanza fondamentale per determinare le condizioni alle quali un determinato Stato può accedere ai mercati per ottenere il denaro necessario a finanziare i propri debiti: «Il declassamento ha spesso aperto la strada a una spirale negativa, i costi maggiori del rifinanziamento del debito hanno ulteriormente peggiorato la situazione di uno Stato costringendolo a pagare più soldi per poter piazzare i propri bond sui mercati internazionali e andando incontro così a un nuovo declassamento da parte delle agenzie».
VALUTARE OGGETTIVAMENTE LA SITUAZIONE. Bruxelles ritiene adesso che nel caso in cui un Paese debba ricorrere agli aiuti di istituzioni finanziarie internazionali le cose debbano cambiare. «Barnier è dell'opinione che, in una situazione di questo genere, le agenzie di rating non siano nelle condizioni di valutare la situazione in maniera giusta e obiettiva», ha proseguito il Ftd, «e ha conseguentemente proposto il divieto di rendere pubblico il giudizio».
Al momento, tre Paesi si trovano nelle condizioni immaginate dalla Commissione europea: Grecia, Irlanda e Portogallo ricevono aiuti finanziari dall'Ue e dal Fondo monetario internazionale. Ma molti osservatori sono concordi sul fatto che, in tempi medi, altri Stati membri possano dover accedere a una qualche forma di finanziamento simile. Spagna e Italia sono i Paesi indiziati.
DA NOVEMBRE L'ITER DI APPROVAZIONE. «L'introduzione delle nuove regole dipenderà dal momento in cui la nuova legge entrerà in vigore», ha concluso il quotidiano finanziario, «Barnier ha proposto di fare in fretta e provare a presentare il progetto per la fine di novembre. Fino a quella data, sono possibili ulteriori discussioni e cambiamenti. Poi toccherà in sequenza al parlamento europeo e ai singoli Stati membri il compito dell'approvazione. Si può dunque prevedere che la nuova regolamentazione per le agenzie di rating possa entrare in vigore in poco meno di un anno, prima dell'inizio del prossimo autunno».
Giovedì, 20 Ottobre 2011

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