Economia
CANNES
G20, promesse da Cav
Il premier: «L'Italia rispetta sempre gli impegni».
Marinaio lo è stato, seppure solo nel ruolo di cantante sulle navi da crociera, e le promesse finora non le ha mantenute. Al G20 di Cannes, il premier italiano, Silvio Berlusconi, ha dovuto subire ancora una volta il pressing del duo "Merkozy" sull'urgenza di applicare le riforme pattuite per assicurare la ripresa del Paese. Il Cavaliere ha provato a difendersi: «Il problema dell'Italia non sono i fondamentali dell'economia ma il debito. E l'Italia ha sempre onorato il proprio debito e ha sempre rispettato gli impegni europei e internazionali». Il primo ministro ha citato il maxi emendamento approvato il 3 novembre come prova della sua lealtà.
IL PRESSING SULL'ITALIA. Ma i leader francese e tedesco hanno giocato al poliziotto buono e a quello cattivo: «Ribadisco la mia fiducia nell'economia italiana, che è una delle più forti del mondo e ha una grande tradizione di imprenditori», ha dichiarato Nicolas Sarkozy. Il bastone è stato lasciato alla cancelliera Angel Merkel: l'Italia deve «andare avanti con l'attuazione delle riforme economiche». Infine, anche il presidente del consiglio Ue Herman Van Rompuy ha ammonito i rappresentanti di Roma al G20, Berlusconi e il ministro Giulio Tremonti: «Devono stare molto attenti e devono attuare tutto ciò che hanno promesso», ha detto con tono severo. «La credibilità è cruciale per l'Italia in questi giorni».
Giovedì, 03 Novembre 2011
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Ma una domanda mi gira per la testa...
Come mai si deve fare tutto così all'ultimo momento?
Come mai la soluzione richiesta è quella di incidere in particolar modo sui diritti dei lavoratori e della gente, senza che questa abbia il tempo di esprimersi in merito ed eventualmente correggere il dispositivo di impegni presi da uno personaggio che mai come ora non è rappresentativo della parte di popolo chiamata al sacrificio?
Io una idea ce l'ho....
E non mi piace....
italia svolge il ruolo che svolgeva con il marco tedesco
E' evidente che l'italia svolge il ruolo che svolgeva con il marco tedesco e cioè quello di stare in due scarpe.
Una sorta di mediatore tra gli interessi americani e gli interessi franco-tedeschi.
Berlusconi dovrebbe mettersi il reggicalze altro che la giacca e cravatta.
In ogni caso esiste un punto chiaro e fisso che non viene messo in discussione e cioè la stabilità monetaria e l'assenza di inflazione.
In queste condizioni la burocrazia esplode per le tensioni che crea con la popolazione.
Obama è nato politicamente con un assegno alle banche di qualche miliardo di dollari, firmato all'inizio del suo insediamento, ampiamente riscosso dai repubblicani e ora è imbrigliato perchè in cambio dell'assegno gli era stato promesso il welfare che invece non è mai stato riscosso dalla popolazione.
In queste condizioni Roma gioca con tutti perchè data la sua posizione strategica, un giorno riscuote l'assegno di presenza in Europa e il giorno dopo smentisce le promesse fatte sulle riforme.
Alla fine l'economia mondiale in queste condizioni ci riporta a fenomeni vissuti nel passato: gli incontri del G20 ricordano i fasti della reggia di Versailles, gli Enti Pubblici assomigliano sempre più a feudi e il loro rapporto con i cittadini segnato da fossati con usurai al posto dei coccodrilli (quelli per intenderci che stanno addosso alle aziende che non vengono pagate dalla PA o pagate in ritardo), i confini sono stati sostituiti da dazi doganali e biglietti costosi, il ticket in Italia ha tolto l'illusione della sanità per tutti, il sistema democratico italiano è talmente pilotato che assomiglia ad una riedizione dell'impero romano d'occidente, e anche i membri dell'ONU sembrano più interessati allo shopping a Manhattan piuttosto che alle riunioni sui Paesi con difficoltà......
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