Economia
LA POLEMICA
Province fino al 2013
Dietrofront di Monti. Cgia: «Solo 510 mln di risparmio».
In corso la resa dei conti tra Province e governo. Dopo il giro di vite e il cambio alla manovra sulla data di scadenza dei consigli provinciali ecco la piccola vittoria dell'Upi: nella serata di martedì 13 la notizia della revisione sulla norma: i mandati delle Province è previsto che si concludano alla loro scadenza naturale, e non entro il 31 marzo 2013 come chiarito da un emendamento del governo. Mentre per quelle che vanno a scadere successivamente non è in programma che sia vada alle elezioni ma che arrivi un commissario in attesa di un intervento complessivo.
Che il tema comunque resti caldo lo si è capito dalle parole del presidente dell'Upi Giuseppe Castiglione che ha chiamato in causa il Capo dello Stato per difendere la Costituzione e la democrazia, visto «che i mandati elettivi delle Province non possono essere sospesi o commissariati» e ha annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale, già avviato nel frattempo dalla Regione Piemonte.
E ad alimentare lo scetticismo sulla soppressione delle Province ci ha pensato un rapporto della Cgia di Mestre: la 'sparizione' per decreto delle Province italiane farebbe risparmiare allo Stato non più di 510 milioni di euro l'anno: il 3,9% del costo complessivo attuale, pari a 13 miliardi di euro. Il dato è stato accompagnato dal presupposto di come sia irrealistico uno scenario che prevede un perfetto passaggio di consegne delle competenze a capo agli enti in via di estinzione verso Comuni e Regioni. E a queste ultime verrebbe trasferita una grossa fetta delle spese gestionali 'risparmiate'.
COSTI SOLO SPOSTATI. Nella simulazione, che ha escluso le autonome Trento e Bolzano, la Cgia ha analizzato le spese delle amministrazioni provinciali per ogni regione, misurando l'incidenza del risparmio che si avrebbe dalla soppressione delle Province. «È un dato», ha spiegato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, «che non deve stupire. L'abolizione delle Province farebbe risparmiare nel breve periodo solo le voci di spesa dei costi della politica e quelle legate al funzionamento della macchina amministrativa. Per contro, le competenze oggi in capo alle Province e, soprattutto, i relativi costi di gestione e del personale, andrebbero probabilmente spalmate sulle Regioni ed i Comuni che si accollerebbero le funzioni delle Amministrazioni provinciali cancellate».
RISPARMIO DI 88 MILIONI NELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE. Nel dettaglio l'eventuale abolizione delle Province di Regioni a statuto ordinario deriverebbe un risparmio di 421 milioni di euro; oltre 88, invece, sarebbero i milioni di euro risparmiati se si guardassero i costi delle realtà provinciali che si trovano nelle Regioni a statuto speciale: da queste ultime vanno escluse la Valle D'Aosta, Regione senza Province, e le due ubicate nel Trentino Alto Adige. Infine, andando ad analizzare i dati regione per regione, si va da un minimo di 2,11% di risparmio sul totale di spesa per il Friuli Venezia Giulia ( in termini assoluti 10,6 mln), ad un massimo di 8,97% per la Sardegna, con un risparmio di quasi 35 mln.
L'Upi sottolinea: «Dal governo vizi di incostituzionalità»
Numerosi i vizi di incostituzionalità rilevati dall'Upi, che peraltro segnala che «la Provincia esce completamente trasformata dalle norme approvate», non esercitando più «la gestione amministrativa», nella prospettiva tra l'altro che il Consiglio e il Presidente della Provincia diventino emanazione degli organi elettivi dei Comuni.
Castiglione ha chiarito che «abbiamo dato mandato ai Consigli delle autonomie locali (Cal) delle Regioni per avviare tutte le procedure» per far ricorso alla Consulta. Mossa già avviata dalla regione Piemonte, ha annunciato il presidente della Provincia di Torino e vicepresidente dell'Upi Antonio Saitta, per il quale quanto previsto dall'articolo 23 del decreto è «antidemocratico, autoritario e anticostituzionale».
NEGATIVO ANCHE IL GIUDIZIO DI POTESTÀ. Giudizio negativo anche da parte del presidente della Provincia di Milano Guido Podestà: «il trasferimento delle Province ad altri enti territoriali può durare molti anni, com'è accaduto per il distacco della citta di Lodi da Milano, il cui iter è durato 12 anni».
Martedì, 13 Dicembre 2011
(1)
e che sia la vota bona
fossse la volta buona?le Provincie non servono a nulla,è vero,nepppure le Regioni,e assai poco i Comuni;anche il cittadino condomino è stufo di mantenere tanti amministratori per lo stesso condominio,e per giunta sempre sull'orlo del baratro..;non importa se si risparmieranno..solo..500 milioni,le autonomie locali dovrebbero essere tagliate,tutte,sono enti inutili,anzi dannosi,lì si moltiplica soprattutto il malaffare,non il valore aggiunto per i cittadini
Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




3 foto

