Economia
LA MANOVRA
Monti, dietrofront sui farmaci
Fasulla liberalizzazione su quelli di fascia C.
Mario Monti frena sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C (anticoncezionali, antinfiammatori). Fuori dalle farmacie non potranno essere venduti anticoncezionali, antidepressivi (come il Tavor) e i cosiddetti farmaci stupefacenti. Sì ad altre tipologie di medicinali, come quelli dermatologici per uso esterno o alcuni antinfiammatori.
Una liberalizzazione «fasulla», a «beneficio diretto di una casta privilegiata», quella dei «16 mila titolari delle farmacie in Italia», hanno detto le sigle della grande distribuzione in Italia, ovvero Federdistribuzione, Coop, Conad.
Giovedì, 15 Dicembre 2011
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MA BERSANI CON MOGLIE FARMACISTA E DIPENDENZA DA COOP DI CHI FA GLI INTERESSI?
• Se un farmaco, per essere venduto, necessita di ricetta medica, si deve comprare in farmacia, come avviene in tutto il mondo, e come proprio in Commissione ha certificato l'Agenzia Italiana per il Farmaco, organismo tecnico, terzo ed indipendente, che ha rassegnato tutte le sue perplessità sul provvedimento proposto dal governo.
Per il resto, si ampli se serve il numero delle farmacie, si vendano pure i farmaci da automedicazione insieme alle lattughe ed ai detersivi, se a questo siamo ridotti. Non è quindi una difesa di categoria o di fatturato quella che ci interessa, ma la salvaguardia della salute del cittadino cui viene prescritto un farmaco che – se abusato – può essere pericoloso. Non so se lo stesso può asserire ad esempio l'on. Bersani, che lo scorso 6 dicembre ha inviato una lettera alle cosiddette «parafarmacie»vantando il suo successo sulla formulazione del decreto. E a proposito del segretario del Pd, se tanto gli stanno a cuore le liberalizzazioni, perché non ne ha dato prova in occasione del recente referendum sull'acqua, invece che sposare la causa dello statalismo sovietico? Lo stesso vale anche per le signore Marcegaglia ed i professori Monti, cui non mancherà l'appoggio convinto del Pdl quando e se vorranno trattare le vere aperture del mercato dei servizi, non le azioni punitive verso questo o quello. O c'è qualcuno che creda davvero che spostare fatturato da una farmacia a qualche Coop produca sviluppo economico?
• La farmacia, anello fondamentale della filiera sanitaria e sottoposta a continui ed intensi controlli da parte di Asl, Regioni e Nas, gode da sempre della maggior fiducia dei cittadini. Spesso è l'unico presidio sanitario che eroga servizi collegati strettamente al farmaco; garantisce la preparazione di medicinali, risolvendo problemi per dosaggi inesistenti in commercio o per prodotti che l'industria non prepara più per scarsa domanda; svolge i turni di servizio notturni e festivi, garantendo l'assistenza 24 ore su 24 grazie ad una rete di 18.000 punti, seconda solo a quella delle Poste; garantisce il reperimento di farmaci in poche ore; offre prestazioni sanitarie di prima necessità (dalla pressione arteriosa alle prenotazioni di visite) in supporto ad altre strutture di accesso meno agevole e surrogando la Pubblica Amministrazione nelle sue inefficienze ; è la struttura a stretto contatto con il cittadino per fornire una pronta assistenza sanitaria. Tutto ciò costituisce la sicurezza che deriva dalla farmacia più che dal farmacista che vi opera, proprio per l'obbligo di formazione e di controlli cui la struttura è soggetta.
MA BERSANI CON MOGLIE FARMACISTA E DIPENDENZA DA COOP DI CHI FA GLI INTERESSI?
• Se un farmaco, per essere venduto, necessita di ricetta medica, si deve comprare in farmacia, come avviene in tutto il mondo, e come proprio in Commissione ha certificato l'Agenzia Italiana per il Farmaco, organismo tecnico, terzo ed indipendente, che ha rassegnato tutte le sue perplessità sul provvedimento proposto dal governo.
Per il resto, si ampli se serve il numero delle farmacie, si vendano pure i farmaci da automedicazione insieme alle lattughe ed ai detersivi, se a questo siamo ridotti. Non è quindi una difesa di categoria o di fatturato quella che ci interessa, ma la salvaguardia della salute del cittadino cui viene prescritto un farmaco che – se abusato – può essere pericoloso. Non so se lo stesso può asserire ad esempio l'on. Bersani, che lo scorso 6 dicembre ha inviato una lettera alle cosiddette «parafarmacie»vantando il suo successo sulla formulazione del decreto. E a proposito del segretario del Pd, se tanto gli stanno a cuore le liberalizzazioni, perché non ne ha dato prova in occasione del recente referendum sull'acqua, invece che sposare la causa dello statalismo sovietico? Lo stesso vale anche per le signore Marcegaglia ed i professori Monti, cui non mancherà l'appoggio convinto del Pdl quando e se vorranno trattare le vere aperture del mercato dei servizi, non le azioni punitive verso questo o quello. O c'è qualcuno che creda davvero che spostare fatturato da una farmacia a qualche Coop produca sviluppo economico?
• La farmacia, anello fondamentale della filiera sanitaria e sottoposta a continui ed intensi controlli da parte di Asl, Regioni e Nas, gode da sempre della maggior fiducia dei cittadini. Spesso è l'unico presidio sanitario che eroga servizi collegati strettamente al farmaco; garantisce la preparazione di medicinali, risolvendo problemi per dosaggi inesistenti in commercio o per prodotti che l'industria non prepara più per scarsa domanda; svolge i turni di servizio notturni e festivi, garantendo l'assistenza 24 ore su 24 grazie ad una rete di 18.000 punti, seconda solo a quella delle Poste; garantisce il reperimento di farmaci in poche ore; offre prestazioni sanitarie di prima necessità (dalla pressione arteriosa alle prenotazioni di visite) in supporto ad altre strutture di accesso meno agevole e surrogando la Pubblica Amministrazione nelle sue inefficienze ; è la struttura a stretto contatto con il cittadino per fornire una pronta assistenza sanitaria. Tutto ciò costituisce la sicurezza che deriva dalla farmacia più che dal farmacista che vi opera, proprio per l'obbligo di formazione e di controlli cui la struttura è soggetta.
quando si tratta di colpire i corporativi o i ricchi Monti fa sempre marce indietro vergognati
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