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Economia 

L'ALLARME

Passera: «Italia peggio di quanto pensavamo»

Il ministro: «Siamo in recessione. Ma la colpa non è solo nostra».

Dopo l'allarme lanciato da Confindustria, anche il ministro dello Sviluppo Corrado Passera intervenendo al seminario del CsC, ha parlato con preoccupazione della situazione economico-finanziaria dell'Italia: «Siamo in recessione. Guardiamo i numeri: ci siamo dentro anche se per
colpe non nostre: viene da fuori». Mentre sul fronte del lavoro c'è «una condizione ai limiti della sostenibilità».
«Dobbiamo reggere l'impatto, e ricostruire la credibilità», ha spiegato il ministro. «Nelle ultime settimane con Monti è stato fatto quasi un miracolo: in Europa è veramente clamoroso il recupero di credibilità» del nostro Paese. «Noi dobbiamo e possiamo uscirne: L'Italia ha le basi per parlare di crescita», ha aggiunto e garantito che quest'ultima è destinata a essere una priorità: senza»  ha sottolineato «mancherebbero i presupposti per gli altri due pilastri dell'azione del governo: rigore e equità, che diventerebbero obiettivi irraggiungibili».
Con un rapporto di collaborazione «mai visto prima» il governo e le Regioni hanno lavorato in questi giorni per «recuperare tutti i fondi che si stavano perdendo e non venivano utilizzati». «Soldi importanti. Non vi dico la cifra», ha aggiunto, «perché toglierei il piacere a Monti e Barca di annunciarlo nella giornata del 15 dicembre».
LIBERALIZZAZIONI: «RESISTENZE PAZZESCHE». Sul tema delle liberalizzazioni Passera ha ribadito: «In quasi tutti i casi quello che avevamo in mente lo porteremo in fondo. Mondo difficilissimo dove le resistenze sono pazzesche», ha anche ammesso ringraziando le categorie disponibili a una collaborazione. E ha aggiunto: «Ringrazio meno chi si è messo di traverso».
«MISURE STRUTTURALI NON CONTINGENTI». «Non chiedeteci cose contingenti che non lasciano traccia, lavoriamo su cose strutturali», ha spiegato. Con la manovra il governo ha messo in campo «cose strutturali che fanno il Paese migliore. Tutte cose profondamente strutturali che daranno risultati». Quindi la promessa: ora «il governo farà sutta la sua parte per l'obiettivo produttività, e la prossima cosa su cui dobbiamo impegnarci tutti insieme».


 

 

Giovedì, 15 Dicembre 2011


Commenti (2)

cal-ma57 31/dic/2011 | 13:51

RRAMELLA HA RAGIONE!
mooolto meglio lo psiconano , lui ci ha messo in questa situazione , ma almeno diceva che andava tutto bene e noi eravamo felici!!!

rramella 15/dic/2011 | 11:13

MA QUESTI PROFESSORI DOVE HANNO STUDIATO ?
E dove erano fino a ieri? fanno la manovra più recessiva degli ultimi 50 anni, non investono nulla per lo sviluppo, contribuiscono alla perdita di un milione di posti di lavoro e poi dicono "non è colpa nostra" ?
ma perché non se ne tornano a casa?

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