Economia
RIFORME
I taxi tornano nel mirino
Fase 2: infrastrutture e liberalizzazioni. Monti: comprate Bot.
Spazio alla crescita, via alla Fase due della cura Monti.
Il premier ha sottolineato: qualcosa già è stato fatto con la manovra che ha ricevuto il via libera definitivo del Senato. Il riferimento è, per esempio, agli incentivi al lavoro per giovani e donne e agli sgravi Irap sul costo del lavoro.
Certo è che ora serve cambiare passo. L'esecutivo lo sa, con lo spettro della recessione sempre più vicino il tempo per temporeggiare non c'è: la Fase due «verrà sviluppata a grande velocità».
Un possibile primo esame su ddl liberalizzazioni (leggi le indiscrezioni) e infrastrutture potrebbe trovar spazio già la prossima settimana, in un Consiglio dei ministri ad hoc da convocarsi il 28 dicembre, alla vigilia della conferenza di fine anno del premier. Un passaggio che consentirebbe di lanciare un messaggio distensivo al Paese dopo i forti sacrifici chiesti con la manovra.
Gli argomenti sui quali il governo intende intervenire sono noti. Si dovrebbe ripartire dalle liberalizzazioni, farmacie e taxi in primis. Avanti con gli ordini professionali, fino al capitolo infrastrutture, che un Cipe prenatalizio dovrebbe iniziare ad analizzare. Sullo sfondo le spinose questioni di lavoro e detrazioni fiscali.
Ecco, punto per punto, gli interventi sul tavolo dell'esecutivo.
LIBERALIZZAZIONI, AVANTI TUTTA - Si ripartirebbe da quelle abbandonate nel corso della manovra: farmacie, taxi e più in generale gli ordini professionali. Ma per altri interventi c'é solo l'imbarazzo della scelta. Basta leggere l'ultima segnalazione sulla concorrenza inviata al parlamento dall'allora presidente dell'Antitrust, oggi sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà. Segnalazione rimasta finora lettera morta. Si va dagli assetti di governance delle banche e delle assicurazioni con l'ampia diffusione di legami azionari e personali fra operatori concorrenti fino alla necessità di mettere mano alla distribuzione dei carburanti, caratterizzata da un grado molto elevato di inefficienza.
INFRASTRUTTURE DA FAR RIPARTIRE - Il Cipe ha già sbloccato alcuni miliardi per far ripartire i cantieri. Ma l'intervento è più generale. Si va dalla necessità di attrarre capitali privati per la realizzazione delle opere pubbliche fino alla necessità di snellire le procedure. Una prossima riunione del Cipe dovrebbe inoltre individuare le opere prioritarie. Resta inoltre da definire la diatriba del Ponte sullo Stretto. Un'idea per le risorse è arrivata di recente dal ministro per l'Ambiente, Corrado Clini, che ha proposto ai colleghi europei di avviare una riflessione sulla possibilità che gli investimenti nelle infrastrutture siano esclusi dal Patto di stabilità.
LAVORO, STOP ALL'ARTICOLO 18 - Dopo gli scioperi dei sindacati il premier ha più volte detto che per la riforma del mercato del lavoro (e del welfare) i tempi saranno più dilatati e si procederà con un confronto serrato con le parti sociali. Ma al di là della metodologia è chiaro che la chiave di volta della discussione è l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Un intervento che non ha mai portato fortuna ai diversi governi che hanno cercato di metterci mano. Ma ora i toni sono più stemperati. Si punta, come anche da sollecitazioni dell'Ue, a rendere più flessibile l'uscita dal lavoro per consentire, come dice il giuslavorista Pietro Ichino, di estendere a tutti i contratti a tempo indeterminato.
FISCO, UNA SELVA DI DETRAZIONI - Scongiurato il taglio lineare degli sconti fiscali (sostituiti al momento da un aumento dell'Iva) c'é da mettere mano alla selva delle detrazioni che valgono decine di miliardi l'anno, ma sono destinate principalmente ai redditi da lavoro dipendente e ad alleggerire i carichi familiari. Alcune novità sono già arrivate con la manovra con la riscrittura dell'Isee, cioé l'indicatore della situazione economica che consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità.
La Fase uno va in archivio: fisco e pensioni per il pareggio di bilancio
L'architettura della manovra divenuta legge il 22 dicembre si regge su pensioni e fisco. Cruciali anche i risparmi e le nuove entrate, anche a carico degli enti locali, che dovrebbero garantire il pareggio di bilancio nel 2013. Rivediamo, nel dettaglio, i contenuti della manovra.
PENSIONI - Rappresenta la grande voce di risparmio, 20 miliardi a regime nel 2018, con l'introduzione del metodo contributivo per tutti. In più viene accelerata l'equiparazione dell'eta della pensione delle donne a quella degli uomini: dal 2018 sarà di 66 anni. Stretta sulle pensioni di anzianità: ci vogliono almeno 42 anni di contributi, e a regime chi lascerà prima perderà il 2% del trattamento ogni anno. Cresceranno i contributi per gli autonomi, che arriveranno al 25% nel 2018, per garantire loro un assegno più pesante. Per le pensioni d'oro maxi-prelievo del 15% oltre i 200 mila euro. Per far cassa nei prossimi due anni viene bloccata l'indicizzazione delle pensioni oltre la soglia dei 1.400 euro, cioé tre volte la minima.
IMU E RENDITE CATASTALI- Nel capitolo fiscale la voce di maggior impatto è l'anticipo di due anni, cioé dal 2012, dell'Imu, la vecchia Ici anche sulla prima casa. In più ci sarà una rivalutazione monetaria delle rendite catastali che renderà più pesante questo tributo per tutti gli immobili. Ci sarà una esenzione di 200 euro per tutti, che aumenta di 50 euro per ogni figlio, fino a un massimo di 400.
TASSA SUL LUSSO - Vengono tassate le auto di grossa cilindrata, le barche e gli aerei privati, con una imposta che calerà nel tempo e sarà compensata dall'incremento delle accise sulle sigarette fai da te.
CAPITALI SCUDATI - Saranno soggetti a un'imposta di bollo speciale del 10 per mille negli anni 2012 e 13,5 per mille nel 2013, l'aliquota ordinaria è al 4 per mille. Il Fisco avrà un anno in più, fino al 31 dicembre 2013, per le attività di accertamento legate al recupero delle somme non riscosse con i condoni e le sanatorie previsti dalla legge finanziaria 2003.
IMPOSTA DI BOLLO - Da applicarsi a tutti i depositi titoli (es. Fondi di investimento o polizze vita) e non più solo ai conti correnti. I depositi bancari con meno di 5 mila euro non pagheranno più il bollo annuale di 34 euro; quelli delle società saliranno a 100 euro.
EQUITALIA - I beni espropriati da Equitalia ai debitori verso il Fisco, non saranno più messi all'asta dall'Agenzia ma saranno venduti dal contribuente. Il debitore venderà il bene pignorato o ipotecato e consegnerà l'intera somma ad Equitalia, che restituirà al contribuente la somma che eccede il debito. Inoltre le aziende in difficoltà a causa della crisi che sono in ritardo nel pagamento delle cartelle ad potranno ottenere una ulteriore proroga di 72 mesi. Infine slitta di un anno (a fine 2012) l'uscita di Equitalia dalla riscossione dei Comuni.
TAGLI A POLITICA E PA - Le Camere, con proprie delibere passeranno al metodo contributivo per le pensioni e taglieranno gli stipendi dei parlamentari.
PROVINCE - Diverranno enti di secondo livello, ma solo alla loro scadenza naturale. Anche gli stipendi dei consiglieri circoscrizionali saranno sì aboliti ma solo dalla prossima consiliatura. Arriva un tetto agli stipendi dei manager delle società pubbliche non quotate e per quelli della pubblica amministrazione. Per questi ultimi però è possibile una deroga con un Dpcm (Decreto del presidente del consiglio dei ministri). Nuovi tagli a comuni e Regioni: queste potranno aumentare l'addizionale Irpef dallo 0,9 all'1,23%
FACILITAZIONI ALLE IMPRESE- Le imprese potranno scaricare dall'Ires l'Irap sul costo del lavoro. In più c'é uno sconto Irap per le assunzioni a tempo indeterminato di donne e giovani under 30. Per favorire la ricapitalizzazione arriva l'Ace, cioé un regime fiscale favorevole ai capitali reinvestiti in azienda.
TRASPORTI - Alla Camera sono saltate quelle sui farmaci di fascia C e quella dei taxi. Arriva un'authority per i trasporti dai quali però sono rimaste escluse le autostrade e le strade.
LOTTA ALL'EVASIONE - Scende da 2.500 a 1.000 la soglia dei pagamenti in contante. Anche la Pubblica amministrazione pagherà cash solo le somme sotto questa soglia, comprese le pensioni. La commissione massima dovuta dai negozi alle banche per i pagamenti con carte di credito non potrà essere superiore all'1,5%. Mentire al Fisco diventa un reato, tranne che per chi sbaglia (errori in dichiarazione). Le banche dovranno comunicare all'anagrafe tributaria periodicamente i movimenti dei conti correnti. Le aziende che avranno rapporti on line con l'Agenzia delle entrate riceveranno un occhio di riguardo.
Giovedì, 22 Dicembre 2011

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