Tre idee abbatti-debito

Dalle privatizzazioni all'aiuto Bce: come dar fiato all'Italia.

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17 Gennaio 2012

Il premier Mario Monti.

Il premier Mario Monti.

Lo sforzo del governo Monti per risanare i conti pubblici italiani è apprezzabile, ma i progressi di Roma non basteranno a salvare l'Eurozona. Dopo aver declassato il rating di Francia e Italia, e quello dello stesso Fondo salva-Stati, l'agenzia S&P, attraverso il suo responsabile per l'Europa, Moritz Kraemer, ha lanciato un nuovo allarme: «C'è rischio di un ulteriore peggioramento di bilancio nonostante i piani varati dai governi», ha dichiarato il manager sottolineando come i progressi italiani, seppur considerevoli, non siano comunque sufficienti a mettere la nazione, e tutta la zona euro, al riparo da nuovi choc.
Il problema per Roma è soprattutto l'enorme debito pubblico, come ha ricordato in più di una occasione anche il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e come vanno ripetendo da tempo economisti e osservatori internazionali. Sull'Italia pesa un macigno di circa 1.900 miliardi di euro, più di 30 mila euro per ogni cittadino. Un fardello a cui vanno aggiunti gli interessi altissimi a cui lo Stato è costretto visto lo spread costantemente in volata. Da più parti, e più o meno ufficialmente, sono arrivate ipotesi e proposte per combattere e abbattere questa zavorra che ipoteca il futuro del Paese e soffoca ogni piano strutturale di crescita.

Monorchio: «Il debito? Garantiscano gli italiani»

Andrea Monorchio, ex ragioniere generale dello Stato.

Andrea Monorchio, ex ragioniere generale dello Stato.

Una proposta alternativa è stata presentata dall'ex ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio, e dall'ex vicesegretario generale di palazzo Chigi, Guido Salerno Aletta. I due hanno messo a  punto un manifesto, promosso dall'associazione L'Italia C'è, per indicare la loro strategia di riduzione del debito pubblico. L'obiettivo è ambizioso: riportarlo entro il tetto del 60% del Pil in 20 anni, tagliandolo di circa 900 miliardi di euro.
IPOTECA SUI TITOLI. Come? Introducendo un'ipoteca sul 10% del valore delle abitazioni private - non soggette già a ipoteca - a garanzia di nuovi titoli di Stato. L'idea è quella di ridurre il costo del debito pubblico applicando i tassi Bce (al momento all'1,5%) su nuovi titoli pubblici garantiti da asset privati. Al tasso di Francoforte va poi aggiunto un 1% per ripagare il proprietario che ha dato in garanzia il bene.
In questo modo lo Stato risparmierebbe comunque rispetto ai tassi di mercato. E il cittadino godrebbe di un bonus fiscale.
La proposta, attuabile solo a pareggio di bilancio raggiunto, sgancia di fatto il prestito dall'andamento del mercato. Considerando che il patrimonio immobiliare, escludendo quello già ipotecato, è pari a 4.500 miliardi, lo Stato con la proposta Monorchio potrebbe contrarre 450 miliardi di debito pubblico a un tasso 'agevolato'. E potrebbe così trovare risorse per investire in sviluppo e crescita.

Stagnaro: «Massiccio programma di privatizzazioni»

Carlo Stagnaro, direttore del dipartimento Studi e Ricerche dell'Istituto Bruno Leoni.

Carlo Stagnaro, direttore del dipartimento Studi e Ricerche dell'Istituto Bruno Leoni.

Scettico sulla proposta Monorchio è, invece, Carlo Stagnaro, direttore del dipartimento Studi e Ricerche dell'Istituto Bruno Leoni, secondo il quale «tassare ulteriormente gli italiani per ridurre il debito» non è la strada giusta per uscire dalla crisi.
«Rispetto al debito abbiamo due ordini di problemi: il primo è ridurre lo stock nell'immediato», spiega a Lettera43.it, l'altro è «creare le condizioni strutturali perché questo non si rigeneri».
VENDERE PATRIMONIO E PARTECIPATE. Per farlo, non ci sono alternative: «Serve un massiccio piano di privatizzazioni, da far impallidire quello che ha caratterizzato gli Anni 90», dice Stagnaro. «Bisogna cominciare a vendere il patrimonio immobiliare dello Stato, passare a tutte le società partecipate - Eni, Finmeccanica - per arrivare infine alle municipalizzate».
Questo potrebbe ridurre di 100, 200 miliardi il debito e riportare il rapporto debito/Pil al di sotto del 120%. «Poi è necessario creare le condizioni per stabilizzare il bilancio pubblico e far sì di non accumulare nuovo debito, procedendo a una strutturale riduzione della spesa pubblica, perché quella attuale richiede una elevata pressione fiscale».
«L'ACQUIRENTE NON È UN PROBLEMA». Con un Paese in crisi di liquidità, però, chi potrebbe permettersi di acquistare questi beni? «È un problema che mi porrei in maniera marginale», ammette Stagnaro. «Agli occhi dei mercati avrebbe un effetto tranquillizzante e in ogni caso chi compra non ci deve interessare, soprattutto in una congiuntura difficile come questa».
Anche sulla privatizzazione delle aziende controllate dallo Stato, tuttavia, i dubbi di economisti e osservatori non sono pochi. Le società pubbliche come l'Eni, per esempio, distribuiscono allo Stato ogni anno ingenti dividendi: nel caso dell'Eni, si parla di più di 11 miliardi nel corso degli ultimi 10 anni. A fronte di un introito una tantum ricavato dalla vendita di questi asset, dunque, lo Stato perderebbe le entrate fisse che gli derivano dagli utili prodotti dalle sue società.
IL MURO DEI MONOPOLI. «L'obiezione non regge, per due motivi, uno a breve e l'altro a lungo termine», spiega Stagnaro. «Eni e Finmeccanica oggi danno rendimenti intorno al 5% del capitale investito. Il debito pubblico allo Stato costa di più perché gli interessi sul debito sono più alti e tali resteranno fino a quando non abbattiamo lo stock». In definitiva, spiega il professore, quello che lo Stato perderebbe vendendo le sue controllate sarebbe comunque recuperato dal pagamento di interessi più bassi rispetto a quelli attuali.
RICETTA PER LA CRESCITA. «Va poi detto che privatizzare significa anche liberalizzare. Le liberalizzazioni stimolano la crescita, e crescita significa aumento del Pil e, quindi, delle entrate fiscali».
Lo Stato dunque, anziché estrarre dividendi dalle proprie controllate, «dovrebbe privatizzare, liberalizzare e così far ripartire la crescita. Invece, per recuperare i dividendi, lo Stato tutela i monopoli che bloccano la crescita. Il caso Poste, il caso Trenitalia sono esemplificativi: è una tara sulla creazione di ricchezza».
Su questo terreno, però, il governo Monti «avrebbe potuto fare di più», dice Stagnaro. «Non è pervenuto sul fronte delle privatizzazioni massicce e anche della riduzione della spesa pubblica. Quest'ultima può essere fatta solo con una spending review, che attendiamo fiduciosi».

Ferraguto: «Solo la Bce ci può salvare»

Giuseppe Ferraguto, docente di economia internazionale all'università Bocconi.

Giuseppe Ferraguto, docente di economia internazionale all'università Bocconi.

Di diverso avviso è Giuseppe Ferraguto, docente di Economia internazionale alla Bocconi, per il quale solo un intervento serio e radicale della Banca centrale europea può tirare l'Italia fuori dalla spirale debito-sfiducia dei mercati.
«Solo la Bce può risolvere il problema. È indispensabile che gli interessi sul nostro debito scendano, altrimenti ogni sforzo di recuperare risorse andrà perduto».
LA MOSSA DELL'EUROTOWER. Basterebbe che Francoforte, spiega Ferraguto, dicesse che opererà per fare «in modo che i rendimenti dei titoli dei Paesi con fondamentali solidi, come l'Italia, ma con problemi di liquidità, non supereranno il 5%. Ciò impedirebbe il crollo dei prezzi dei titoli e farebbe abbassare immediatamente i tassi di interesse».
«SERVE UN MODELLO FED». In altre parole, secondo Ferraguto, la Bce dovrebbe poi impegnarsi a comprare i titoli dei Paesi in difficoltà nel caso il loro prezzo scendesse eccessivamente, e fare da prestatore di ultima istanza, come la Fed.
Al momento lo statuto della Bce impedisce l'acquisto di titoli di Stato all'emissione, ma consente di farlo sul mercato secondario. Se solo Francofrote annunciasse una inversione di rotta nella sua politica monetaria, i mercati, avendo la garanzia che i prezzi dei titoli non scenderanno mai al di sotto di una certa soglia, sarebbero incoraggiati a non venderli ma ad acquistarli, e questo farebbe scendere lo spread.
In caso contrario, ammette Ferraguto, qualsiasi sforzo per far ripartire la crescita rischierebbe di essere vano perché annullato dagli enormi interessi sul debito che l'Italia deve pagare.
La Bce però non sembra intenzionata a cambiare politica: «Per la contrarietà della Germania, resta fedele all'ortodossia secondo la quale un tipo di politica di questo genere farebbe alzare l'inflazione. Ma l'inflazione è il nostro ultimo problema in questo momento».

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Cleto 30/gen/2012 | 21 :09

LA QUARTA IDEA: UNA PATRIMONIALE STRAORDINARIA CON ALIQUOTA PERSONALE CONGRUA
Per ridurre il debito pubblico è necessario varare una patrimoniale straordinaria di solidarietà con aliquota personale congrua, come di seguito descritto:
http://www.grnet.it/lopinione/99-lopinione/3532-pensioni-quel-filo-sottile-che-li-lega-al-debito-pubblico-e-allevasione-fiscale

martin 18/gen/2012 | 13 :25

Risanare e non dare di matto
L'Italia deve risanarsi per uscire dalla crisi, e non continuare a farneticare su soluzioni esterne assurde ed irrealizzabili.
Alla base dei nostri problemi è la mancanza di competitività, che si traduce in una ormai decennale mancanza di crescita. Da mesi in Europa ci ripetono che dobbiamo riformare il ns. mercato del lavoro e renderlo adeguato ad una economia occidentale avanzata. Ed il fulcro dei ns. problemi, che ci piaccia o no, è e rimane l'articolo 18. Ma vi rendete conto che, perché siamo in Italia, la Costa Crociere non potrebbe licenziare quel suo capitano in odore di infamia? Macelleria sociale? Guardate che Germania, Olanda & Co. hanno un vero stato sociale, mentre questi manca proprio in Italia. Quindi le frottole raccontatele ad altri.

Sono/Siamo invece veramente stufi di sentire i falsi esperti fantasticare di soluzione assurde, quali la BCE che deve mettersi a stampare soldi falsi snaturandosi fino a diventare una specie di FED, o l'istituzione dei nuovi Eurobond, strumento magico con i quali gli altri condividono e quindi alla fine pagano i ns. debiti, o per finire addirittura la creazione di un nuovo 'governo' europeo, che possa finalmente mettere le mani nelle tasche di tedeschi, olandesi, lussemburghesi e di tutti gli altri paesi virtuosi.
Sono solo stupidate, e non succederanno MAI. La BCE ha un preciso statuto che le impone (sul modello Bundesbank ma non solo) di occuparsi della stabilità della valuta e BASTA. Per poter fare questo è indipendente (a parole lo sono tutte le banche centrali, salvo poi dimenticarsi del motivo di tale scelta) appunto per sottrarre la funzione della banca centrale dalle grinfie delle classi politiche e alla loro ingordigia.

Non parliamo poi dell'esimio professore della Bocconi, che vuole insegnarci che l'inflazione sia solo il male minore. Domanda: cosa lavoriamo a fare se poi l'inflazione si mangia tutto quello che abbiamo guadagnato? Certo che se alla Bocconi insegnano questo siamo proprio conciati male:

Per quanto riguarda le privatizzazioni, bisogna a mio avviso fare una distinzione di merito. Premesso che non dobbiamo tornare allo stato produttore dei panettoni (Prodi anni 70), dobbiamo però distinguere quali siano i reali servizi pubblici da mantenere e quali le attività da dismettere privatizzandole. Mentre una gestione tramite soggetto terzo costa necessariamente più di quella diretta, viene utilizzata oggi solo per sopperire alla mancanza di efficienza del pubblico. Ma questo non ha senso, in quanto dobbiamo comunque diventare un paese efficiente, sia nel pubblico che nel privato.

Riguardo la dismissione del patrimonio invece, è giusto dal punto di vista teorico, ma difficilmente praticabile nella attuale situazione politico/legale. Salvo naturalmente voler fare le consuete truffe a favore degli amici e dei soliti noti (vedi vendita appartamenti a Roma).

Per motivi pratici di politica industriale è invece meglio, almeno per ora, non vendere le grandi aziende controllate quali Eni, Enel ecc. Sono tra le ultime risorse rimaste e sono le uniche che possono fare da traino alla media e piccola industria italiana sui mercati globali. Per intenderci, la piccola e media industria italiana può partecipare a grandi opere solo in qualità di sub-fornitore di un grande gruppo, mentre non hanno nessuna chance direttamente. E se l'ordine lo prende la EDF, le commesse vanno alla industria francese, lasciando noi a bocca asciutta. Continuare a ripetere che la piccola industria sia una forza dell'Italia non toglie nulla al fatto che è una grande menzogna: sui mercati globali i piccoli sono spacciati!. Per uno che ha successo, altri dieci falliscono miseramente.

Infine la proposta di Monorchio. Gli italiani devono garantire i BOT con un'ipoteca sulla loro casa. Quindi, quando l'Italia non pagherà (che è inevitabile se non si cresce!), il creditore straniero dovrà ricorrere ad un tribunale italiano per ottenere la vendita degli immobili garanti per rientrare così dei propri crediti. Ma davvero qualcuno che ha avuto grandi responsabilità nella gestione del ns. debito pubblico ha avanzato una proposta talmente imbecille?

La soluzione saprà trovarla il governo Monti? Per ora ha messo solo tasse e nei provvedimenti in fase di studio non mi pare vi sia nulla di valido. O aumentare il numero dei taxi fa salire il PIL? Inoltre in Europa stiamo facendo una figuraccia dopo l'altra, peggio di quelle di Berlusconi. Monti non è forse andato a Bruxelles e nessuno lo ha ricevuto? Sarkozy ha riso dietro a Berlusconi, ma il fatto ed il modo come ha annullato il vertice di Roma è un vero e proprio sputo in un occhio. D'altro canto è Monti che che se le và a cercare: si è auto-invitato ai vertici franco-tedeschi, firma gli accordi di intervento UE/Euro all'ultimo vertice europeo salvo poi chiederne la rinegoziazione a distanza di sole 2 settimane e per giunta tramite stampa rilasciando interviste intelligenti, oggi visita Cameron, al quale gli altri hanno già chiuso la porta in faccia.
Ma chi si crede di essere Monti? All'ultimo vertice è stato deciso il percorso Euro al quale oltre tutto hanno di fatto aderito tutti i paesi EU tranne l'Inghilterra. La partita è chiusa.
L'Italia faccia le riforme che la rimettono in carreggiata. Il resto sono tutte frottole.

josephine 18/gen/2012 | 08 :31

canone tv
Scusate, ma non so dove scrivere l'articolo....
Vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè oltre ad essere obbligata (perchè il canone TV è un OBBLIGO e non un DOVERE del cittadino, così cita la pubblicità martellante, tutti i giorni) a pagare il canone, mi OBBLIGANO a pagare anche la tassa per il bollettino postale...ma non possono emettere bollettini MAV??????????????? Pensate un po' a quanti canoni incassa lo stato, e quanto guadagnano le poste!!!!!!
Proporrei di poter scegliere di pagare i programmi che voglio vedere, e non essere obbligata a guardare programmi imbecilli. Grazie.

rin65 17/gen/2012 | 22 :04

eppure ci sarebbe un modo semplice...
Ma perchè non rendere legale la prostituzione?
Sai quanti soldi ad applicare il 23% d'IVA sulle marchette?
La prostituzione legale darebbe una bella mano alle casse dello stato senza pesare sulle tasche dei cittadini.
Una soluzione troppo semplice perchè venga attuata, come al solito.

JoyToy 17/gen/2012 | 21 :29

Abbattere il debito
Abbattere i colpevoli

fippetto13 17/gen/2012 | 18 :48

proposta abbatti debito in 10 anni
AMonti devo riconoscere che è riuscito ad eliminare il segreto bancario ed a ridurre la moneta circolante in 1000 euro personali ma ha tralasciato tutte quelle attività che hanno rapporti con l'estero e cioè quelle che hanno licenza di evadere,cioè ai finanzieri suoi compagni di merende. A mio parere ora proprio l'utilizzo del codice fiscale come unico numero dei vari documenti cartacei personali ci può dare quella spinta di ripresa pescando tra quei 500 miliardi d'evasionme e ottenendo quella la semplificazione cartacea della ns burocrazia nonchè una sicurezza delle transizioni sia tra persone fisiche che giuridiche. Sicurezza tale da far venir meno tantissime agenzie di intermediari e anche dei notai.Si potrebbe trascrivere l'acquisto di un bene immobile anche solo con l'ausilio dei semplici geometri e quante cause in meno. Quanti controllori in meno e quante entrate dal lavoro nero e dalla mafia controllata in modo semplice e sicuro, come del resto la prostituzione,i terroristi,i ladri e gli emigranti.
Si potrebbe girare senza documenti,venir sollecitati nei pagamenti in scadenza e non aspettare di venir multati,controllare in real time se vengono versatii contributi o tasse varie,ecc
una vita più semplice e con la possibilità di sviluppare i settori in cui noi italioti abbiamo il monopolio e cioè arte,storia,musica, cultura alimentare e turismo ecc
Anzichè strapagare i ns deputati si potrebbe strappagare i ns ricercatori e migliorare la scuola.Gli enormi vantaggi potrei comunicarli ,se proprio interessa a qualcuno, tramite [email protected] So che questo è un sogno che difficile si potrà realizzare se non attraverso un default del ns sistema economico. Aspettiamo...

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