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Economia 

ECONOMIA

S&P, raffica di tagli

Declassati Eni, Poste e Cassa depositi e prestiti.

Raffica di tagli sui rating delle società italiane. È scattato ancora una volta l'effetto domino dopo la decisione di venerdì 13 gennaio di Standard and Poor's di declassare il giudizio sul debito sovrano dell'Italia da A a BBB+.
Nella serata del 17 gennaio l'agenzia di rating ha iniziato una serie di downgrade che hanno colpito dai gruppi assicurativi alle società controllate dallo Stato come Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Poste.
La scure di S&P è arrivata su Cdp, partecipata al 70% dal Tesoro, che si è vista tagliare il rating di lungo e breve termine da A/A-1 a BBB+/A-2, con outlook negativo.
GIÙ ANCHE POSTE ITALIANE. Anche a Poste Italiane, interamente controllata dal ministero dell'Economia, è stato ridotto il rating a lungo termine a BBB+ dal precedente A-. Per il colosso energetico Eni (partecipata per il 3,93% dal Tesoro e per il 26,37 da Cdp) Standard & Poor's ha deciso di ridurre il giudizio ad 'A' da 'A+' con outlook negativo.
Nel declassamento di Standard & Poor's sono finite anche alcune società private, come Generali Assicurazioni, che si è vista tagliare il giudizio da AA- ad A+, Unipol Gruppo Finanziario (da BBB a BBB-) e Cattolica Assicurazioni (da A- a BBB+): tutti i giudizi sono stati posti in CreditWatch Negativo.
COME NEL CASO DI MOODY'S. Una situazione simile si era verificata già nell'ottobre scorso, dopo la decisione dell'agenzia di rating Moody's di declassare il debito sovrano dell'Italia. Il giorno dopo il declassamento era scattata una sfilza di tagli ai rating delle società pubbliche, di banche e assicurazioni.

Martedì, 17 Gennaio 2012


Commenti (1)

scorfano 18/gen/2012 | 09:37

S&P
Sùss non è soltanto un personaggio del romanzo di Feuchtwanger

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