Economia
RECESSIONE
Crisi, il Pianeta retrocede
La Banca mondiale: frena il Pil globale.

La proroga non è arrivata, l'extra tassa per le manovre finanziarie va versata entro il 16 febbraio.
Tempi duri per l'economia del pianeta che confermano la situazione di crisi a cui tutti i governi stanno cercando una soluzione attraverso misure e sacrifici. La Banca mondiale ha messo in guardia tutti contro il rallentamento dell'economia mondiale che rischia, a suo giudizio, di investire duramente i Paesi in via di sviluppo. L'istituto sull'economia globale ha tagliato le stime di crescita del prodotto interno lordo planetario, prevedendo una crescita del 2,5% nel 2012, contro il 2,7% stimato nel 2011, per poi accellerare nel 2013 al 3,11%.
RALLENTANO ANCHE LE ECONOMIE DEI PAESI EMERGENTI. Lo sviluppo delle economie avanzate è previsto nel 2012 dell'1,4%, valore inferiore al 2,7% stimato in precedenza, con l'Eurozona in contrazione dello 0,3%, in decisa frenata rispetto all'1,8% delle previsioni passate. Si pensa anche a un rallentamento delle economie in via di sviluppo, la cui crescita è stimata al 5,4% contro le più positive aspettative precedenti del +6,2%.
SONO DIMINUITI GLI SCAMBI COMMERCIALI. Washington ha avvertito che «il rallenatmento dell'economia è percepibile nella diminuzione degli scambi commerciali a livello mondiale e nel calo dei prezzi dei prodotti di base». Gli scambi commerciali dovrebbero segnare un + 4,7% nel 2012, contro il +6,6% del 2011 e il +12,4% del 2010. «I Paesi in via di sviluppo devono prepararsi a nuovi shock con la crisi del debito nell'area euro e il rallentamento della crescita delle grandi economie emergenti», ha evidenziato l'istituto della capitale degli stati Uniti, riferendosi alla Cina e al Brasile.
«GLI STATI FINANZINO I LORO DEFICIT». Per gli stati emergenti si è previsto un minor spazio di manovra fiscale e monetaria rispetto al 2008-2009 e per questo «devono finanziare i loro deficit, dare la priorità alle reti di protezione sociale e alle infrastrutture e condurre stress test sulle banche nazionali», hanno sottolineato dagli Stati Uniti. «Le prospettive per i Paesi poveri sono favorevoli», ha evidenziato la Banca mondiale, «ma se la crisi si intensifica nessuno sarà risparmiato, è necessario prepararsi al peggio», ritenendo centrale, in questo contesto, il tema della sicurezza alimentare.
Mercoledì, 18 Gennaio 2012
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Mi pare ovvio, se le economie emergenti producono a vitapersa è chiaro che le produzioni sono destinate a quei paesi in crisi che naturalmente non acquistano. Un vortice economico deleterio se non si provvede.
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