Economia
EUROPA IN CRISI
Fiscal compact, la rivolta dell'europarlamento
Popolari, socialisti, verdi e liberali: «Faremo di tutto per contrastarlo».
Euorparlamento contro consiglio Ue, in rivolta contro il
pacchetto fiscale. La plenaria del parlamento di Strasburgo ha
approvato a larga maggioranza (521 sì, 124 no, 50 astenuti) una
risoluzione contraria all'impianto dell'accordo
intergovernativo sul patto di bilancio o fiscal compact.
In un punto della risoluzione è scritto che il parlamento «si
riserva il diritto di usare tutti gli strumenti legali e politici
a sua disposizione a difesa» delle leggi e del ruolo delle
istituzioni Ue. La prossima versione del trattato sul fiscal
compact deve essere valutata lunedì 23
dall'Eurogruppo.
Tutte le quattro forze politiche principali (popolari,
socialisti, liberali e Verdi) si sono schierate compatte
minacciando di fatto di dare il via da una parte ad azioni
legali, dall'altra dando indicazione ai partiti nazionali di
non ratificare l'accordo. I quattro rappresentanti del
Parlamento nelle trattative hanno preso la parola prima del
voto.
«UTILE SOLO LA GOLDEN RULE». Il tedesco Elmar
Brok, esponente di spicco della Cdu (il partito della cancelliera
Merkel) ha sottolineato l'importanza «della collaborazione
tra parlamento europeo e parlamenti nazionali», ha insistito sul
«no a nuove istituzioni» parallele a quelle attuali della Ue e
ha chiesto - con un emendamento approvato - «che i vertici
dell'Eurosummit siano aperti a tutti gli Stati membri».
Ipotesi quest'ultima che è ancora oggetto delle discussioni
tra governi. Il liberale Guy Verhofstadt ha definito il patto
intergovernativo «un esercizio pericoloso» che può essere
«usato per agire al di fuori dei trattati» e che può essere
«utile» solo per la golden rule di valore
costituzionale per imporre limiti ai deficit nazionali annuali.
L'italiano Roberto Gualtieri del Pd ha sottolineato
l'intenzione dell'Europarlamento di «fare ricorso a
tutti gli strumenti per contrastare l'accordo». Il leader
dei Verdi, il franco-tedesco Daniel Cohn-Bendit, ha ricordato che
«l'accordo si fa solo per rassicurare i mercati» con la
golden rule ma, ha aggiunto, «i mercati hanno detto
chiaramente che la cosa non li interessa». A nome di tutto il
Parlamento ha ribadito la necessità di avviare Tobin Tax e
Eurobond come strumenti per ridurre gli interessi sul debito e
per rilanciare la crescita, concludendo che senza di questi
«stiamo perdendo tempo per migliorare qualcosa di inutile».
Mercoledì, 18 Gennaio 2012

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