Economia
IL CASO
Usa 2012, Romney e il conto alle Isole Cayman
La tivù Abc: «Il candidato ha 8 mln di dollari nel paradiso fiscale».
Mitt Romney ha alcuni milioni di dollari parcheggiati in fondi delle Isole Cayman, uno dei più famosi paradisi fiscali al mondo.
In particolare si parla di 8 milioni di dollari suddivisi in 12 fondi registrati in questo arcipelago caraibico. Lo ha scoperto, giovedì 19 gennaio, la rete tivù Abc con uno scoop che a due giorni dalle primarie del South Carolina rischia di mettere nei guai il miliardario mormone, da tempo messo sott'accusa per via della sua grande ricchezza, per cui, oltretutto paga al fisco solo il 15%.
LA CONFERMA DEL PORTAVOCE. Un suo portavoce ha ammesso a mezza voce la notizia, assicurando però che Romney ha sempre osservato in modo meticoloso tutte le leggi fiscali americane circa il suo patrimonio, senza distinzione di sorta, se questo si trovi in America o in altri luoghi. E ha spiegato che tenere questi fondi alle Cayman aveva lo scopo di incentivare l'apporto di investitori esteri che non volevano sottomettersi alla pressione fiscale americana. Sulla carta la giustificazione tiene.
Per il candidato, un patrimonio di 250 milioni di dollari
Tuttavia alcuni esperti hanno osservato che con questo sistema di conti offshore, Romney e le sue aziende potrebbero aver ottenuto comunque benefici finanziari e profitti più alti, insomma vantaggi economici, in ultima analisi a spese dello stato americano. Della questione si tornerà a parlare.
UN UOMO, DUE FACCE. Quello che è certo è che in un momento di forte crisi, con circa una metà della popolazione americana che si trova in grosse difficoltà economiche, un candidato alla Casa Bianca che conta di un patrimonio stimato di 250 milioni di dollari e che ha perfino conti all'estero, rischia di sembrare quanto meno lontano dall'uomo della strada e dai suoi problemi quotidiani.
Già mercoledì 18, prima ancora che si parlasse del Cayman, Romney è stato al centro di una polemica furibonda sempre sul tema delle imposte.
LA TRADIZIONE DELLA CASA BIANCA. Durante il dibattito di lunedì 16 gennaio il primo in South Carolina, Rick Perry dopo un forte pressing era riuscito a strapparli la promessa che avrebbe pubblicato la sua dichiarazione dei redditi ad aprile. Sull'onda di quella concessione, la Casa Bianca, che da mesi fa le pulci solo a lui, gli ha ricordato che rendere note le proprie entrate è ormai una tradizione consolidata per ogni candidato presidente, in auge sin dal lontano 1968, lanciata, scherzi del destino, proprio dal padre di Mitt, George Romney. Infine, come ciliegina sulla torta, è emerso che l'aliquota di Romney si aggira attorno al 15%. Una cifra che potrebbe dare nuova linfa alla battaglia ingaggiata da tempo da Barack Obama a favore dell'innalzamento delle tasse a carico dei superricchi.
Giovedì, 19 Gennaio 2012
(1)
qualcosa non quadrava
Dicevo io che questo Romney era pericoloso e che non mi piaceva, infatti adesso salta fuori che paga un aliquota del 15% di tasse sul reddito e che in una banca delle Cayman abbia 8 milioni di dollari. Un coglione di meno
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