TUTTO ITALIA EUROPA AFRICA ASIA NORD-AMERICA SUD-AMERICA OCEANIA Login | Registrati |  Martedì, 22 Maggio 2012- 15.40

Economia 

ECONOMIA

Fondo spacca Germania

Monti e Draghi vogliono l'Esm a 1.000 miliardi: Berlino ha opinioni contrapposte.

di Pierluigi Mennitti

Articolo completo

da Berlino

Non l’introduzione degli Eurobond, ma il raddoppio della dotazione del Fondo di salvataggio europeo Esm sarebbe, secondo le indiscrezioni pubblicate dallo Spiegel sabato 21 gennaio, la richiesta segreta del premier Mario Monti ad Angela Merkel. E il primo ministro italiano sarebbe appoggiato in questa proposta dal presidente della Banca centrale europea Mario Draghi.
PORTARE L'ESM A 1.000 MILIARDI. I due, secondo quanto riportato dal settimanale vorrebbero portare il volume del Fondo da 500 miliardi a 1.000 miliardi di euro. O, come ha suggerito Draghi, almeno far convogliare nell'Ems la dotazione finora inutilizzata dell'Efsf: in questo modo si raggiungerebbe almeno la cifra di 750 miliardi di euro, una somma che dovrebbe tranquillizzare i mercati e allentare la loro pressione sui titoli pubblici degli Stati in sofferenza.
BERLINO CONTRARIA ALL'AUMENTO. Da quando la notizia è rimbalzata su tutti i giornali, in Germania si è aperto un nuovo confronto sulle misure da adottare per affrontare la crisi dei debiti e quella dell’euro.
Il governo di Berlino, questa l’opinione dei media, di fronte a una proposta concreta, dovrà fornire risposte argomentate e non potrà limitarsi a un rifiuto di principio. «La cancelliera ha finora sempre rifiutato un aumento della dotazione del fondo Esm», ha scritto la Süddeutsche Zeitung sull’edizione del 23 gennaio, «anche perché la Germania dovrebbe farsi carico della quota più alta come prima economia europea.
Tuttavia, il governo tedesco ha già dovuto cedere qualcosa rispetto alla sua posizione di principio, quando nel vertice europeo di dicembre 2011 ha sottoscritto una clausola di revisione secondo la quale l’intero volume del credito dovrà essere riesaminato nel prossimo vertice di marzo». E all’appuntamento di marzo puntano evidentemente Monti e Draghi.

La Germania non ha una posizione univoca sul Fondo

La posizione espressa dai politici tedeschi non pare tuttavia unanime. Il segretario generale dei liberali (Fdp) Patrick Döring si è mostrato preoccupato dell’apertura di un dibattito sul tema: «Il contributo tedesco è già adeguato e la Germania si sta facendo carico di un peso notevole».
Il ritornello è quello ascoltato a lungo nelle ultime settimane: «Gli Stati che vivono debolezze finanziarie vorrebbero approfittare delle buone valutazioni dell’economia tedesca, ma per raggiungere tale considerazione la nostra economia ha lavorato duramente».
LIBERALI: NO AL COMPROMESSO. Nell’ambito della coalizione di governo, i liberali rappresentano l’ala meno disponibile a compromessi. Una posizione oltranzista a salvaguardia dei contribuenti tedeschi, che cerca anche di contenere le spinte euroscettiche della componente più schiettamente liberista, rafforzatasi negli ultimi mesi.
Frau Merkel non può non tenere conto del peso dei liberali che, sebbene in caduta libera nei sondaggi, costituiscono un pilastro essenziale della sua maggioranza e sembrano recepire analoghe posizioni diffuse all’interno del mondo industriale e della Bundesbank.
PIÙ OBBLIGHI VERSO L'EURO. Ma un altro politico di peso, il presidente cristiano-democratico del Bundestag Norbert Lammert, ha usato espressioni diverse, se non antitetiche: «Nel salvataggio dell’euro la Germania ha obblighi più grandi rispetto agli altri Paesi», ha affermato, «perché nessun altro Stato ha approfittato come noi del mantenimento del sistema europeo, compresa l’introduzione della moneta unica».
Nessun impegno preciso, ma il presidente dell’assemblea parlamentare ha espresso toni diversi da quelli ascoltati dai politici tedeschi negli ultimi tempi e, forse, segnato un confine rispetto all’intransigenza della maggioranza di cui la Merkel si è fatta portavoce. «È nel nostro interesse impegnarci nella crisi più a fondo degli altri», ha concluso Lammert, «e assumere responsabilità speciali nell’introduzione di cambiamenti, anche perché siamo riusciti a tenere testa meglio di tutti agli sviluppi critici più recenti».
Non paiono solo sfumature diverse. Nelle parole di Lammert sembra riecheggiare il vecchio spirito europeista della Cdu e forse la voglia di utilizzare la sua autorevolezza, per gettare nel dibattito un contrappeso alle posizioni di chiusura prevalenti nella maggioranza di governo.

Lunedì, 23 Gennaio 2012


Leggi la versione breve di questo articolo
File multimediali correlati a questo articolo

Angela Merkel, cancelliera tedesca.

3 foto
FOTO

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati