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Economia 

CONSUMI

Slovenia, tour del risparmio

Benzina e Viagra: la spese oltre confine.

di Fabio Dalmasso

Non solo Svizzera. In tempi di crisi e di buste paga sempre più anoressiche, la caccia al risparmio è sempre aperta. E le zone di confine in questo sono facilitate. Ne sanno qualcosa gli abitanti delle province di Trieste o Gorizia, in Friuli Venezia Giulia, che di questi tempi hanno intensificato i loro pellegrinaggi nella vicina Slovenia per un pieno di benzina o per fare la spesa a prezzi concorrenziali.
L'abitudine a dire il vero è in auge dalla fine del 2007, anno in cui il Paese dell'ex repubblica jugoslava ha adottato l'euro. Ma con l’arrivo dell'ultima recessione e l’entrata in vigore della manovra di Mario Monti, oltrepassare l’(ex) confine è diventato un appuntamento quasi obbligatorio. E non solo per riempire il serbatoio dell'auto.
Sono sempre di più, infatti, i triestini che decidono di acquistare sigarette, pane, carne, latte e verdura nei primi supermercati che si incontrano uscendo dall’Italia. Ma anche le farmacie sono una meta molto gettonata.
I luoghi più frequentati comunque, sono i benzinai posti poche centinaia di metri dopo l’(ex) confine con l’Italia .
BENZINA, UN RISPARMIO NOTEVOLE. Per loro è normale vedere ogni giorno decine e decine di automobilisti italiani in attesa di fare il pieno: «È ovvio che sia così», dice Luigi, da Trieste «con i prezzi che ci sono in Italia». Un rapido giro fra i distributori triestini e si scopre che per  il carburante verde il prezzo varia da un minimo di 1,644 a un massimo di 1,786 euro, mentre il diesel è compreso tra 1,629 e 1,770 euro al litro.
In Slovenia, invece, un litro di benzina costa, in media, 1,406 euro mentre il diesel viene venduto a 1,324. Si risparmiano, dunque, tra i 24 e i 38 centesimi al litro per la benzina, tra i 30 e 44 centesimi circa al litro per il diesel.
NON BASTA LO SCONTO RESIDENTI. Per cercare di arginare l’esodo di automobilisti (e soprattutto di euro) verso la vicina repubblica, la Regione Friuli -Venezia Giulia è corsa ai ripari: lo sconto che da anni spetta ai residenti è stato aumentato e portato a 21 centesimi al litro per la benzina verde e 14 al litro per il diesel.
«Ma è tutto inutile», sbotta un altro triestino in coda davanti al distributore sloveno, «la differenza rimane comunque elevata. Per chi abita vicino al confine, conviene sempre venire a fare benzina qua: su un pieno si arriva a risparmiare anche 10 euro».

I benzinai friulani verso lo sciopero

Per molti cittadini, l’aumento dello sconto regionale è un po’ come «chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati, bisognava fare qualcosa prima».
Altri tirano in ballo il governo: «Se già prima i prezzi erano alti, dopo la manovra Monti sembrano non fermarsi più, mentre in Slovenia sono sempre uguali, anzi, a volte addirittura calano».
E mentre a Roma si preparano mozioni per sollecitare un intervento statale, in regione il fronte dei benzinai si divide: quelli della prima fascia, le zone cioè a ridosso del confine (Trieste e Gorizia) giudicano assurdo assegnare un aumento dello sconto (2 centesimi al litro) anche ai residenti della seconda fascia (Udine e Pordenone).
«La problematica legata alla concorrenza slovena è tutta nella prima fascia», sottolinea infatti Roberto Ambrosetti, presidente della Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti (Figisc) della provincia di Trieste, «quei soldi per la seconda fascia sono spesi malissimo».
Ma i colleghi friulani non sono d’accordo, anzi, secondo alcuni «non è giusto che a noi vengano concesse solo le briciole, se non addirittura nulla». E se la situazione non dovesse sbloccarsi potrebbe essere indetto uno sciopero di tre giorni.

Dalle sigarette al Viagra, il rito della spesa in Slovenia

Su una cosa, però, tutti sono d’accordo: in Slovenia si va non solo per fare il pieno alla macchina. Una gita classica del triestino medio, infatti, comprende il pieno al distributore e una sosta ai tanti negozi che, strategicamente, distano poche decine di metri dalla pompe di benzina. «Sulle sigarette c’è un notevole risparmio, alcune marche costano il 30-40% in meno rispetto all’Italia», spiega Luciano.
ALL'ESTERO PER LE MARLBORO. Ovvio, quindi, che le stecche di Marlboro e Diana siano gettonatissime: «Anche sul tabacco e le cartine si risparmia», fa notare Fabio mentre si avvicina alla cassa con la sua scorta di trinciato.
«Io non fumo», dice Antonio, «ma vengo comunque in Slovenia per fare la spesa nei tanti centri commerciali che si trovano poco oltre il confine». Guardando il carrello della spesa e lo scontrino, in effetti, non si può che dargli ragione: «Tra pane, latte, carne, verdura ho risparmiato quasi 50 euro», precisa.
A chi obietta sulla qualità del cibo, Antonio risponde che «la qualità è la medesima: basti pensare che la carne e la frutta che si vendono a Trieste provengono per la maggior parte proprio dalla Slovenia».
CARNE: FINO AL 50% IN MENO. Alcuni dati: si può risparmiare il 50% sulla macinata di bovino, quasi il 40% sulle uova fresche, oltre il 10% su pane e latte. Discorso analogo anche su altri prodotti come, per esempio, i pannolini per bambini: più del 40% in meno.
Un discorso simile vale anche per i farmaci, visto che le prescrizioni del medico di base italiano valgono anche in Slovenia e il costo si può comunque detrarre dalle tasse.
In particolare, si è creato un singolare mercato intorno alla pillola blu: in Slovenia, infatti, la confezione da quattro compresse da 100 mg di Viagra costa 34,19 euro contro i 55,5 italiani. Quella da quattro pillole da 20 mg di Cialis 46,11 euro a fronte dei 56 richiesti a Trieste. Mentre il Vizarnis, il farmaco generico contro le disfunzioni erettili made in Slovenia, si compra a 33 euro.

Mercoledì, 01 Febbraio 2012


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