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Economia 

STRATEGIE

Germania, impero globale

Merkel in Cina per dirottare l'export.

di Barbara Ciolli

I cinesi l'hanno accolta come «madame Europa», la Cancelliera partita in tournée per promuovere il Fondo salva-Stati, pronta a raccogliere finanziamenti preziosi, per la Germania e per i Paesi più in crisi di liquidità.
Ma più che a immolarsi ambasciatrice di «un' Europa tedesca», come l'hanno descritta alcuni magazine orientali, per la sua due giorni in Cina Angela Merkel ha pensato - come è giusto che sia - soprattutto al suo Paese, puntando a rafforzare i grandi interessi commerciali che legano a doppio filo la locomotiva d'Europa al gigante asiatico.
IL TEAM DI ANGELA. A parlare è la sua delegazione al seguito, un team di «20 businessmen di alto rango», tra imprenditori e investitori finanziari del Dax (l'indice delle  prime 30 società quotate alla Borsa di Francoforte), che da anni accompagna la donna più potente al mondo, secondo la classifica Forbes 2011, nei suoi viaggi in avanscoperta.
Le mete spaziano dall'Asia, all'America Latina, senza escludere i Paesi emergenti dell'Europa dell'Est dove la Germania ha stretto contratti per sfruttare materie prime ed esportare prodotti destinati al ceto medio in espansione.
IL PIANO B TEDESCO. Perché se l'Unione europea collassa e i tedeschi perdono massicce quote di export nei Paesi dell'euro, Berlino avrà sempre a disposizione un piano B, grazie al quale restare a galla: produrre alta tecnologia per le dinamiche economie in via di sviluppo, oltre che per il danaroso mercato interno tedesco, sempre pronto a nuovi consumi.

Il business tedesco nei mercati dei Bric

Da Berlino, la Cancelliera è partita la sera del 1 febbraio, per la quinta missione cinese nei suoi due mandati. Dal 2005 al 2012, durante gli anni di crisi economica, Merkel e i suoi lobbisti sono stati anche in Brasile, India e in innumerevoli altri tour esotici.
Per esempio nell'ottobre scorso Angela e il suo team sono stati protagonisti di un insolito viaggio d'affari in Vietnam e Mongolia, due Paesi in rapida crescita e ricchi, tra l'altro, di giacimenti di carbone, rame e altri minerali, sui quali corporation tedesche come Rwe, Thyssen-Krupp e Siemens hanno puntato gli occhi.
LEADER MONDIALI DELL'EXPORT. Il tutto senza perdere di vista le esportazioni. Se gli interessi di Berlino nell'ex Unione sovietica, soprattutto nel campo dell'energia, sono arcinoti, quelli tra Cina e Germania, invece, fanno parte di un dialogo sempre più fitto, tra il primo e il secondo leader mondiale delle esportazioni (il sorpasso del Dragone è avvenuto nel 2009).
Nel 2010, secondo i report dell'Istituto nazionale di statistica, Berlino ha esportato merce in Cina per 53,6 miliardi di euro: il 44% in più rispetto al 2009. Viceversa, nello stesso anno, la Germania ha importato da Pechino beni per 76,5 miliardi di euro, il 35% in più del 2009.
Nel 2011, gli archivi del Bundestag hanno inoltre registrato circa 800 imprenditori cinesi, attivi nel Paese. Ragion per cui, secondo indiscrezioni dal Cancellierato, alla vigilia delle partenza l'esecutivo avrebbe manifestato il «grande interesse della Germania» a investimenti diretti di Pechino.
BRASILE E CINA, TERRE PROMESSE. Dal gigante cinese con un Pil al +9,2%, e dal Brasile del boom occupazionale (+62% dal 2003 al 2010), terra promessa dove ingegneri e top-manager tedeschi hanno preso a emigrare, i colossi manifatturieri del calibro di Bmw, Volkswagen e Man, produttore di veicoli industriali e motori diesel, hanno tratto una provvidenziale linfa vitale per reagire alla stagnazione dell'Ue.
E anche le multinazionali di elettrodomestici e le aziende chimiche hanno progressivamente dirottato i loro business dalla Vecchia Europa ai nuovi, promettenti mercati globali.

Record dell'export nel 2011, nonostante la crisi

Nel 2008, unico tra i Paesi sudamericani, il Brasile ha firmato una partnership strategica con la Germania che interessa i settori del lavoro, energia e tutela ambientale.
A Rio de Janeiro, nel 2010 la Thyssen-Krupp ha iniziato i lavori per una mega acciaieria con un investimento record di quasi 4 miliardi di euro: il più grande complesso siderurgico dell'America Latina. Mentre nella capitale San Paolo sono nate circa 800 aziende tedesche-brasiliane: la maggiore concentrazione di società tedesche all'estero.
Non è una novità, del resto, che fiutato il declino occidentale, con l'esplosione della crisi il governo tedesco abbia gettato numerosi ami ai Paesi del Bric (Brasile, Russia, India e Cina). Per mietere, negli anni successivi, un ricco raccolto.
Grazie ai nuovi mercati, verso i quali la Germania si è posta come alternativa alla Gran Bretagna e agli Usa, nel 2011 i tedeschi hanno toccato il record storico di 1.075 miliardi di euro di esportazioni, superando del 12% il massimo del 2008, anno in cui l'export si fermò di poco sotto i 1.000 miliardi.
PREVISIONI 2012 IN CRESCITA DEL 3%. Crisi permettendo, le previsioni dell'Associazione federale tedesca per il commercio all'ingrosso (Bga) puntano a raggiungere quota 1.100 miliardi nel 2012, grazie all'effetto-traino delle economie emergenti, che continueranno a investire cifre rilevanti nell'hi-tech. «Abbiamo motivo di puntare sulla forte richiesta di Asia, America Latina, dei Paesi arabi e dell'Est Europa», ha dichiarato fiducioso il presidente di Bga Anton Börner.
Anche le aspettative della Confindustria tedesca (Bdi) sono tutto sommato ottimistiche: messa in conto una contrazione dell'export nei Paesi dell'euro, quest'anno il commercio estero della locomotiva d'Europa continuerà a crescere, seppur meno del previsto, del 3%.
JIABAO AD HANNOVER. Intanto il tasso di disoccupazione al 6,8%, il più basso registrato in Germania negli ultimi 20 anni, ha fatto volare lo shopping e i consumi fino allo scorso Natale.
Ma Angela guarda avanti. E una volta rientrata da Pechino, dopo aver discusso con il presidente Ju Hintao e il premier Wen Jiabao, la Merkel si prepara al prossimo incontro con il primo ministro cinese fissato per aprile, quando ci sarà l'inaugurazione dell'Hannover-Messe, la più grande fiera industriale mondiale. Della quale, non a caso, la Cina sarà partner del 2012.

Giovedì, 02 Febbraio 2012


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La bandiera tedesca issata in piazza Tienanmen, per la visita di Angela Merkel a Pechino.

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