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Economia 

I PRECEDENTI

Monti e i premier del precariato

Posto fisso: prima del Prof, le critiche di Ciampi, Prodi e D'Alema.

 Dal coro di critiche che ha accolto le parole di Mario Monti che, nella puntata di Matrix del primo febbraio, aveva , definito il posto fisso «monotono», si potrebbe pensare che il presidente del Consiglio sia stato il primo esponente di governo a pronunciarsi contro il lavoro che dura tutta una vita. Ma non è così. Prima di lui, a mettere in discussione il posto fisso sono stati vari altri premier, compresi alcuni uomini simbolo del centrosinistra.
CIAMPI E IL LICENZIAMENTO DEGLI STATALI. Nel 1996 Carlo Azeglio Ciampi, ministro dell'Economia nel primo governo Prodi, scatenò un mezzo putiferio quando, disse che bisognava «avere il coraggio di arrivare anche a licenziare nella pubblica amministrazione». Il licenziamento dei dipendenti pubblici non andò in porto, ma il tema continuò a essere presente sottotraccia nella riflessione del centrosinistra.
D'ALEMA: «OCCUPAZIONE CON I LAVORI A TERMINE». A farlo emergere di nuovo ci pensò Massimo D'Alema, approdato a Palazzo Chigi nel 1999. Inaugurando la fiera del Levante, a Bari, D'Alema spiazzò tutti sentenziando: «È finita l'epoca del posto fisso, oggi l'occupazione si crea anche con i lavori a termine». D'Alema chiese energicamente un cambio di mentalità nell'approccio alle questioni dell'occupazione. «Senza lavori precari», disse per semplificare, «gli Stati Uniti avrebbero lo stesso tasso di disoccupazione di Reggio Calabria».
PRODI E IL RICHIAMO ALL'ESEMPIO EUROPEO. Ma anche un nemico giurato della precarietà come Prodi ha più volte invitato a considerare che, non solo negli Usa, ma anche in molti Paesi europei, è normale cambiare più volte lavoro.

Posto fisso, le capriole del centrodestra

Curiosamente, nel centrodestra la flessibilità ha avuto paladini meno entusiasti. C'è stato un momento, nel 2009, in cui Berlusconi invitava a non fare del posto fisso un totem («Io vorrei che il paradigma del posto fisso fosse meno valorizzato»), e polemizzava con Giulio Tremonti, allora come oggi grande difensore del lavoro che dura una vita, perché «la stabilità del lavoro è la base della stabilità sociale» (concetto tra l'altro ripetuto ancora  il 2 febbraio a Porta a Porta).
IL DIETROFRONT DEL CAV. Più recentemente il Cavaliere si è ritrovato sulle posizioni di Tremonti difendendo il suo ministro dalle critiche di Emma Marcegaglia, secondo la quale «la cultura del poso fisso è un ritorno al passato». Berlusconi tagliò corto: «Per noi il posto fisso è un valore, e non un disvalore».
POLEMICHE SUL PAPA. Sul tema è poi intervenuto anche il Papa, con una dichiarazione che ha generato sorpresa. Nel maggio 2010, Benedetto XVI si rivolse ai giovani dicendo loro: «Il posto fisso non è tutto». Ma intendeva dire che prima di tutto viene la fede. Molti, però, non colsero né apprezzarono appieno la dichiarazione.

Giovedì, 02 Febbraio 2012


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Romano Prodi, Massimo D'Alema e, nel riquadro, Mario Monti.

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