TUTTO ITALIA EUROPA AFRICA ASIA NORD-AMERICA SUD-AMERICA OCEANIA Login | Registrati |  Domenica, 20 Maggio 2012- 01.23

Economia 

Germania

Grecia, Merkel tende la mano

Berlino propone ad Atene un piano per le energie rinnovabili.

di Pierluigi Mennitti

da Berlino

Ad Atene e dintorni i tedeschi non godono di buona fama ormai da molto tempo, almeno da quando, nel 2009, la crisi finanziaria ha cominciato a mordere il Paese, anticipando l’onda che poi avrebbe travolto tutto il Sud Europa.
La durezza delle misure intraprese per cercare di evitare la bancarotta si sono trasfigurate nel volto della cancelliera Angela Merkel, il politico europeo che ha dettato il ritmo di quelle politiche di risparmio che finora non hanno allontanato la nave ellenica dagli scogli. In molti momenti, più che prendersela con i propri politici per aver condotto il Paese sull’orlo del baratro, i greci hanno preferito cercare altrove il capro espiatorio, in quella donna potente che ha condizionato aiuti e finanziamenti a una drastica svolta nelle politiche di bilancio.
TROIKA SUL DECLINO GRECO. Tuttavia, la situazione della Grecia non è migliorata. I tagli nel settore pubblico hanno diffuso disoccupazione e povertà e, nonostante questo, la Troika che sorveglia l’inesorabile declino greco (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) ha appena rilanciato l’ipotesi di un ulteriore taglio ai salari.
Ma proprio dalla matrigna Germania potrebbe arrivare ad Atene un aiuto concreto, non tanto sul versante dei risparmi, quanto su quello della crescita.
BERLINO A SOSTEGNO DI ATENE. «Secondo informazioni riservate raccolte negli ambienti della Commissione europea», ha riportato lo Spiegel, «il nuovo piano predisposto per la crescita economica della Grecia contiene una proposta che coinvolge Berlino. Il sostegno per le energie rinnovabili attualmente in vigore in Germania dovrebbe essere esteso anche alle imprese greche che immettono corrente nella rete energetica europea. In questo modo, si realizzerebbero incentivi per investimenti in parchi solari o eolici greci, cui si aggiungerebbero specifici investimenti nel settore dell’energia verde, sovvenzionati direttamente dalla banca federale Kfw, l’istituto di finanziamento pubblico tedesco».

In Grecia industria modesta, necessario puntare su solare ed eolico

L’idea scaturisce dalla convinzione, sempre più diffusa, che le sole politiche di risparmio non possono riuscire a rimettere la Grecia in piedi sulle proprie gambe e che sia necessario cominciare a individuare i settori nei quali il Paese ellenico, la cui struttura industriale è molto modesta, possa giocare la scommessa della crescita.
Sole e vento possono rappresentare un buon investimento. La Grecia conta mediamente 300 giornate di sole all’anno e le sue coste sono battute da venti sostenuti. Finora, gran parte del fabbisogno energetico interno è stato coperto dalla produzione di centrali a carbone o a olio combustibile pesante. Una svolta ecologica è dunque possibile e appetibile, anche se molti esperti del settore la considerano economicamente complessa, dati gli alti investimenti necessari nelle infrastrutture di trasporto e collegamento della corrente, dai luoghi di produzione alla rete europea.
PARCO DA 20 MLD DI EURO. È il caso del progetto Helios, un parco solare gigantesco al quale potrebbero essere interessati investitori tedeschi, già oggetto di trattative fra i titolari dei dicasteri dell’Economia di Atene e Berlino durante la visita di ottobre 2011 del ministro tedesco Philipp Rösler. L’obiettivo è quello di portare la produzione di energia solare greca a 2.200 megawatt entro il 2020: un’idea da 20 miliardi di euro, al quale potrebbe contribuire per il 5% il settore del fotovoltaico tedesco, che pure negli ultimi tempi non se la passa tanto bene.
«In Germania, il sostegno ai settori eolico e solare è regolato dalla legge sulle energie rinnovabili», ha spiegato ancora lo Spiegel, «la quale concede ai produttori un importo fisso per ogni kilowattora immagazzinato in rete, in parte superiore ai prezzi di mercato. I maggiori costi sono a carico dei consumatori che se li ritrovano sul prezzo della bolletta. Se questa regola verrà estesa anche all’energia solare ed eolica prodotta in Grecia, significherà che i consumatori tedeschi si accolleranno i finanziamenti di una parte della ripresa industriale greca».

Fonti ministeriali smentiscono la presentazione del piano

Secondo le informazioni raccolte dal settimanale amburghese, la proposta di Bruxelles era stata inviata qualche giorno fa a Berlino. Ma fonti ministeriali tedesche hanno escluso che il governo stia pensando di varare per il momento un piano del genere: «Un portavoce del ministero dell’Economia ha escluso, per il momento, questa ipotesi», ha riportato lo Spiegel in un successivo articolo, «e dal ministero dell’Ambiente ha spiegato che la Germania è favorevole a sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili in Grecia, ma il progetto richiede come condizione la definizione precisa di adeguate cornici legislative».
Insomma, se si farà, ci vorrà tempo, forse anche per preparare e convincere i cittadini tedeschi, forse non proprio allettati dall’idea di mettere le mani nel portafoglio per finanziare industrie altrui.
MITIGARE LA RECESSIONE IN GRECIA. Tutto questo, mentre fra la Troika internazionale e l’esecutivo greco proseguono trattative serrate e disperate in un clima di incomprensione.
I commissari hanno chiesto ad Atene di procedere a un ulteriore taglio del costo del lavoro, intorno al 15-20%, dal momento che la media del salario minimo greco è ancora superiore del 50% rispetto a quello del Portogallo. Ma le voci contro un nuovo inasprimento della situazione economica ellenica cominciano a sollevarsi anche all’interno della stessa Commissione europea. E questa volta, in difesa di Atene è sceso un tedesco, il commissario all’Energia Günter Oettinger: «Tagliare ancora i salari può compromettere definitivamente la disponibilità del popolo greco di tirarsi fuori dalla crisi. Le politiche di risparmio devono ora essere accompagnate da misure in grado di mitigare la recessione in atto». E chissà se, alla fine e per una volta, sarà proprio il governo di Berlino a mostrare un volto umano.

Lunedì, 06 Febbraio 2012


File multimediali correlati a questo articolo

La cancelliera tedesca Angela Merkel in visita in Cina.

4 foto
FOTO

Angela Merkel

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati