Economia
Germania
Grecia, Merkel tende la mano
Berlino propone ad Atene un piano per le energie rinnovabili.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
Ad Atene e dintorni i tedeschi non godono di buona
fama ormai da molto tempo, almeno da quando, nel 2009, la
crisi finanziaria ha cominciato a mordere il Paese, anticipando
l’onda che poi avrebbe travolto tutto il Sud Europa.
La durezza delle misure intraprese per cercare di evitare la
bancarotta si sono trasfigurate nel volto della cancelliera
Angela Merkel, il politico europeo che ha dettato il ritmo di
quelle politiche di risparmio che finora non hanno allontanato la
nave ellenica dagli scogli. In molti momenti, più che
prendersela con i propri politici per aver condotto il Paese
sull’orlo del baratro, i greci hanno preferito cercare altrove
il capro espiatorio, in quella donna potente che ha condizionato
aiuti e finanziamenti a una drastica svolta nelle politiche di
bilancio.
TROIKA SUL DECLINO GRECO. Tuttavia, la
situazione della Grecia non è migliorata. I tagli nel settore
pubblico hanno diffuso disoccupazione e povertà e, nonostante
questo, la Troika che sorveglia l’inesorabile declino greco
(Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario
internazionale) ha appena rilanciato l’ipotesi di un ulteriore
taglio ai salari.
Ma proprio dalla matrigna Germania potrebbe arrivare ad Atene un
aiuto concreto, non tanto sul versante dei risparmi, quanto su
quello della crescita.
BERLINO A SOSTEGNO DI ATENE. «Secondo
informazioni riservate raccolte negli ambienti della Commissione
europea», ha riportato lo Spiegel, «il nuovo piano predisposto
per la crescita economica della Grecia contiene una proposta che
coinvolge Berlino. Il sostegno per le energie rinnovabili
attualmente in vigore in Germania dovrebbe essere esteso anche
alle imprese greche che immettono corrente nella rete energetica
europea. In questo modo, si realizzerebbero incentivi per
investimenti in parchi solari o eolici greci, cui si
aggiungerebbero specifici investimenti nel settore dell’energia
verde, sovvenzionati direttamente dalla banca federale Kfw,
l’istituto di finanziamento pubblico tedesco».
In Grecia industria modesta, necessario puntare su solare ed eolico
L’idea scaturisce dalla convinzione, sempre più diffusa, che
le sole politiche di risparmio non possono riuscire a rimettere
la Grecia in piedi sulle proprie gambe e che sia necessario
cominciare a individuare i settori nei quali il Paese ellenico,
la cui struttura industriale è molto modesta, possa giocare la
scommessa della crescita.
Sole e vento possono rappresentare un buon investimento. La
Grecia conta mediamente 300 giornate di sole all’anno e le sue
coste sono battute da venti sostenuti. Finora, gran parte del
fabbisogno energetico interno è stato coperto dalla produzione
di centrali a carbone o a olio combustibile pesante. Una svolta
ecologica è dunque possibile e appetibile, anche se molti
esperti del settore la considerano economicamente complessa, dati
gli alti investimenti necessari nelle infrastrutture di trasporto
e collegamento della corrente, dai luoghi di produzione alla rete
europea.
PARCO DA 20 MLD DI EURO. È il caso del progetto Helios, un parco
solare gigantesco al quale potrebbero essere interessati
investitori tedeschi, già oggetto di trattative fra i titolari
dei dicasteri dell’Economia di Atene e Berlino durante la
visita di ottobre 2011 del ministro tedesco Philipp Rösler.
L’obiettivo è quello di portare la produzione di energia
solare greca a 2.200 megawatt entro il 2020: un’idea da 20
miliardi di euro, al quale potrebbe contribuire per il 5% il
settore del fotovoltaico tedesco, che pure negli ultimi tempi non
se la passa tanto bene.
«In Germania, il sostegno ai settori eolico e solare è regolato
dalla legge sulle energie rinnovabili», ha spiegato ancora lo
Spiegel, «la quale concede ai produttori un importo fisso
per ogni kilowattora immagazzinato in rete, in parte superiore ai
prezzi di mercato. I maggiori costi sono a carico dei consumatori
che se li ritrovano sul prezzo della bolletta. Se questa regola
verrà estesa anche all’energia solare ed eolica prodotta in
Grecia, significherà che i consumatori tedeschi si accolleranno
i finanziamenti di una parte della ripresa industriale greca».
Fonti ministeriali smentiscono la presentazione del piano
Secondo le informazioni raccolte dal settimanale amburghese, la
proposta di Bruxelles era stata inviata qualche giorno fa a
Berlino. Ma fonti ministeriali tedesche hanno escluso che il
governo stia pensando di varare per il momento un piano del
genere: «Un portavoce del ministero dell’Economia ha escluso,
per il momento, questa ipotesi», ha riportato lo Spiegel in un successivo
articolo, «e dal ministero dell’Ambiente ha spiegato che
la Germania è favorevole a sostenere lo sviluppo delle energie
rinnovabili in Grecia, ma il progetto richiede come condizione la
definizione precisa di adeguate cornici legislative».
Insomma, se si farà, ci vorrà tempo, forse anche per preparare
e convincere i cittadini tedeschi, forse non proprio allettati
dall’idea di mettere le mani nel portafoglio per finanziare
industrie altrui.
MITIGARE LA RECESSIONE IN GRECIA. Tutto questo,
mentre fra la Troika internazionale e l’esecutivo greco
proseguono trattative serrate e disperate in un clima di
incomprensione.
I commissari hanno chiesto ad Atene di procedere a un ulteriore
taglio del costo del lavoro, intorno al 15-20%, dal momento che
la media del salario minimo greco è ancora superiore del 50%
rispetto a quello del Portogallo. Ma le voci contro un nuovo
inasprimento della situazione economica ellenica cominciano a
sollevarsi anche all’interno della stessa Commissione europea.
E questa volta, in difesa di Atene è sceso un tedesco, il
commissario all’Energia Günter Oettinger: «Tagliare ancora i
salari può compromettere definitivamente la disponibilità del
popolo greco di tirarsi fuori dalla crisi. Le politiche di
risparmio devono ora essere accompagnate da misure in grado di
mitigare la recessione in atto». E chissà se, alla fine e per
una volta, sarà proprio il governo di Berlino a mostrare un
volto umano.
Lunedì, 06 Febbraio 2012

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati





4 foto


