Economia
IL RAPPORTO
Burocrazia, Italia fanalino di coda
Con le semplificazioni, risparmi per 500 mln.
La burocrazia opprime il Paese, pesa sui conti delle aziende, è «una delle prime cause dello svantaggio competitivo dell'Italia nel contesto europeo e nell'intera area Ocse».
A spiegarlo è il governo nella relazione illustrativa che accompagna il decreto legge in materia di semplificazioni, approvato il 3 febbraio dal Consiglio dei ministri e ancora in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il punto di partenza è il rapporto del World Bank Institute, Doing business in a more trasparent world, citato all'interno della Relazione, dal quale emerge che in materia di semplificazione l'Italia scende, rispetto allo scorso anno, dall'83esimo all'87esimo posto su 183 Paesi.
IN UE, PEGGIO DI NOI SOLO LA GRECIA. Quello che maggiormente colpisce però è quel penultimo posto nella Ue a 26, un gradino appena sopra la sola Grecia.
A pagare il prezzo più alto dell'Italia delle scartoffie sono le aziende: «I costi della burocrazia risultano sempre più gravosi per le imprese», sottolinea il documento del governo. Il Dipartimento della Funzione pubblica ha stimato in oltre 23 miliardi di euro l'anno gli oneri amministrativi relativi a 81 procedure particolarmente rilevanti per le imprese.
TAGLIO ALLE SPESE PER 500 MILIONI DI EURO. Per l'esecutivo è dunque un «impegno prioritario» tagliare «i costi della burocrazia per le imprese e disboscare la giungla delle procedure». Sui risparmi invece viene confermato che il semplifica-Italia punta a ridurre le spese di almeno 500 milioni di euro. A questi «andranno aggiunti i consistenti risparmi attesi dall'adozione di misure di particolare rilievo e di carattere generale come i regolamenti in materia di controlli per le imprese, di autorizzazione unica in materia ambientale per le Pmi, di semplificazione delle procedure autorizzatorie per l'esercizio delle attività economiche».
PRIVACY, RISPARMIO DI 313 MILIONI DI EURO. In particolare, l'eliminazione del documento programmatico sulla sicurezza per la privacy «produrrà un risparmio di circa 313 milioni, la riduzione degli oneri in materia di appalti comporterà un risparmio di circa 140 milioni di euro l'anno».
Di 10 milioni l'anno, infine, dovrebbe essere il risparmio generato dalla norma che impone alle amministrazioni, addette alle procedure anagrafiche e di Stato civile, di buttare via le carte e comunicare tra loro solamente online.
Martedì, 07 Febbraio 2012

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