Economia
LAVORO
Germania, salari senza tempo
Il sindacato tedesco preme per adeguare i guadagni nei contratti a scadenza.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
Una soluzione per rendere il posto non fisso ancora meno noioso, potrebbe essere quella di aumentarne il salario. Così, mentre in Italia il premier Mario Monti ha avviato un complesso confronto con il mondo sindacale per introdurre nuova flessibilità nel mercato del lavoro, in Germania l’Ig Metall, il sindacato più forte, affila le armi per avvicinare i guadagni dei lavoratori temporanei a quelli dei dipendenti a lungo termine.
Il campo di battaglia sarà quello del rinnovo delle tariffe, che a partire dal 6 marzo vedrà coinvolte organizzazioni sindacali e degli imprenditori del settore metallurgico ed elettronico. L’accordo finale avrà validità per un solo anno. «Accanto alla richiesta di un forte aumento dei salari per gli occupati», ha scritto il Financial Times deutschland, «il maggiore sindacato tedesco ha deciso di battersi per un adeguamento dei guadagni dei lavoratori temporanei».
SCIOPERO IN VISTA. Per aumentare la pressione sulla controparte, l’Ig Metall non esclude, in caso di necessità, di chiamare allo sciopero tutti i lavoratori, dunque anche quelli a tempo. Sul versante degli occupati, circa 3,6 milioni di operai metallurgici ed elettrotecnici, si parte da una richiesta di aumento del 6,5%, che dovrebbe tenere conto della buona tenuta dell’industria tedesca nel 2011 e del fatto che, per far fronte alle incertezze previste, nell’anno precedente gli aumenti erano rimasti contenuti.
Secondo il sindacato, non si tratterebbe di una pretesa fuori portata per gli imprenditori, semmai di una corretta compartecipazione degli operai alla crescita dell’economia.
Il sindacato: «Con l'interinale gli uomini come patate o altri generi di consumo»
Ma il fronte più difficile sarà quello del lavoro temporaneo. Il presidente dell’Ig Metall, Berthold Huber, non si fa illusioni e intende partire dal coinvolgimento dei consigli di fabbrica dei due settori coinvolti, che dovrebbero votare per la proposta di avvicinamento fra i due salari.
Nel frattempo, nel distretto di Düsseldorf, partiranno quasi parallelamente (il 22 febbraio) le trattative con due grandi associazioni di lavoro interinale, la Bap e l’Igz, alle quali il sindacato vorrebbe strappare un primo accordo che riguarderebbe 300 mila lavoratori temporanei.
«Con il supplemento di settore non raggiungeremmo comunque una generale parità di trattamento economico», ha spiegato il vice presidente dell’Ig Metall Detlef Wetzel al Ftd, «il discorso sarà necessariamente limitato a quelle imprese in cui i consigli di fabbrica saranno così forti da poter imporre una più alta aggiunta forfettaria».
POSSIBILE RIALZO DEI SALARI. È il caso delle grandi case automobilistiche, che si sono già dichiarate disponibili ad alzare i salari dei lavoratori temporanei nella stessa misura di quelli per gli occupati.
In questo caso, si tratta di aziende che ricorrono spesso alla riserva di manodopera per affrontare periodi particolarmente favorevoli, in cui le commesse eccedono la media normale e richiedono un aumento di produzione, destinato però a esaurirsi nel tempo.
Il problema, secondo il sindacato, è che in misura sempre maggiore le imprese tendono a sostituire i lavoratori a tempo pieno con quelli interinali, perché sono meno costosi e possono essere più facilmente licenziati: «Questo sistema tratta gli uomini come fossero patate o altri generi di consumo», ha criticato Huber.
Nel 2011, il numero dei lavoratori temporanei è cresciuto in Germania di 100 mila unità, raggiungendo quota 900 mila (un terzo dei quali nei settori metallurgico ed elettronico) e contribuendo al miracolo dell’occupazione tedesca, mai così alta dai tempi della riunificazione.
Ftd: «È giusto combattere l’abuso del lavoro temporaneo
Ma di «gioco pericoloso del sindacato con il lavoro in prestito» ha parlato lo stesso Financial Times deutschland, in un commento alla notizia affidato a Maike Rademaker: «È giusto combattere l’abuso del lavoro temporaneo e frenare quelle aziende che impiegano lavoratori a tempo solo perché possono licenziarli più facilmente. Non va dimenticato che, anche dal punto di vista legislativo, si tratta di uno strumento utilizzabile solo in situazioni di necessità, che non può riscontrarsi in quei casi in cui le assunzioni superano il 30% della forza lavoro complessiva di un’impresa».
FLESSIBILITÀ AL POSTO DEI LICENZIAMENTI. Il rischio, però, è di inficiare uno degli strumenti che hanno permesso all’economia tedesca di adeguarsi con flessibilità ai diversi cicli di mercato. «Per anni, gli imprenditori hanno chiesto ai governi misure che riducessero la tutela dei lavoratori dal licenziamento», ha concluso Rademaker, «ma poi di colpo hanno smesso, perché hanno scoperto nel lavoro temporaneo uno strumento di flessibilità meno doloroso rispetto ai licenziamenti. Se questo espediente fosse loro tolto, proprio in una fase in cui le aziende vanno alla ricerca di misure con le quali affrontare le cicliche fasi di crescita e di calo della domanda, potrebbero richiederne al governo un altro».
E nessuno può essere sicuro che sarà migliore per i lavoratori. Il sindacato deve fare attenzione a calibrare con accortezza questa battaglia, per evitare che si ritorca contro i suoi stessi assistiti.
Mercoledì, 08 Febbraio 2012

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